L'uomo non vive di solo pane.
L'ha detto Gesù, ma forse non tutti lo sanno. Anche il cuore, infatti, ha bisogno di un suo nutrimento specifico.
Oggi, forse più che mai, le prime vittime della depressione, in tutto il mondo, sono i bambini.
Unico nel mondo animale, il bambino, appena nasce, sa già sorridere e cerca di farlo il più possibile, da subito, immediatamente dopo il primo pianto che serve a farlo vivere su questo pianeta "azzurro", anche se non "celeste".
Lo fa per istinto, anche se si tratta di un istinto puramente "umano".
Lo fa per farsi accettare, per manifestare una profonda, anche se ancora inconscia, gioia di vivere.
Ma anche per invitarci a fare altrettanto.
Senza il nostro sorriso, il nostro calore, il nostro contatto, infatti, il bambino non riuscirà a sopravvivere.
Due studenti universitari americani, un ragazzo ed una ragazza che condividevano un appartamento per motivi di studio, decisero di fare un figlio.
Il bimbo venne al mondo e, per qualche settimana, fu il polo d'attrazione dei due giovani genitori.
Ma era solo un passeggero interesse. Il bambino, per loro, era solo poco più di un giocattolo.
Dopo un po' finirono per tornare alla loro vita di sempre, dimenticandosi quasi del tutto del bambino.
Abbandonato a se stesso, lasciato sporco, per lunghi tempi solo in casa, riceveva quasi solamente il cibo indispensabile per non farlo morire di fame.
A tre mesi pesava meno che alla nascita, non riusciva a sollevare la testa ed era, praticamente, in fin di vita.
Ricoverato in una clinica pediatrica, grazie anche all'intervento di una assistente sociale, ebbe la fortuna, potremmo chiamarla destino, di esser preso in cura da un "vero" medico.
Il pediatra, geniale ed umanamente ricco d'esperienza, prese una decisione che si rivelò fondamentale per salvare il bambino.
Non lo ricoverò, infatti, in una stanzetta del reparto, ma in un corridoio dove tutti, medici, personale e visitatori, passavano di continuo.
Sopra il suo lettino fece mettere un cartello. " il mio nome è Mikael, se mi chiamate per nome e mi prendete in braccio, mi fate felice..."
Dopo tre mesi aveva recuperato peso e capacità motorie "normali" e, soprattutto, la voglia di sorridere e di vivere.
Nel nostro mondo di ricchi privilegiati i bambini hanno perso il sorriso: basta osservarli quando andiamo in giro, o andare in un paese povero, per rendercene conto.
Lì, infatti, tutti - o quasi - sorridono, da noi quasi nessuno.
Forse in Italia le cose vanno un po' meglio, anche se abbiamo il più basso tasso di natalità del mondo.
Non sorridono perché gli adulti, a cominciare dai genitori, sorridono troppo poco, per non dire nulla.
Andando per strada, impegnatevi a sorridere se incontrate un bambino: verrete sempre ricompensati con lo spettacolo più bello della natura: il meraviglioso sorriso d'un bambino!
Se siete (o fate) i depressi, cominciate da questo, sorridete ai bambini, a tutti i bambini che incontrate e provate a farlo sempre.
Vi garantisco, anche per esperienza personale, che sarà il primo passo, forse il più importante, per uscire dalla depressione.
I bambini, come dicevo, oggi soffrono sempre più di depressione, ma sono vittime innocenti della mancanza di vero calore umano, dei loro genitori e degli adulti in generale.
L'adulto depresso, qualunque sia la causa, è invece, alla fine, solo vittima di se stesso, giacché esperienza ed (auto) educazione dovrebbero insegnarli almeno come uscirne, se non come non caderci...
Per uscire dalla depressione, qualunque essa sia, dobbiamo impegnarci a fare qualcosa.
Solo ricevere farmaci e trattamenti psicoterapeutici, anche se aiuta, non può ne potrà mai bastare.
In base a quello che vi ho raccontato, cominciamo a renderci conto che, se siamo vivi, vuol dire che, da bambini, abbiamo ricevuto dai nostri genitori il nutrimento, sia del corpo che del cuore, necessario per farci vivere.
Anche se ce ne siamo dimenticati e se ci fa comodo credere il contrario.
Una pratica fondamentale, per aiutarci a star bene, é la seguente.
Seduti, in posizione ben eretta, dopo aver ascoltato il respiro per alcuni minuti, proviamo a vedere, non solo ad immaginare di vedere, il volto dei nostri genitori.
Chiamiamo entrambi per nome, con almeno la pausa di un respiro fra l'uno e l'altro, ed aggiungiamo ogni volta "grazie".
Provatelo possibilmente subito, perché, dopo, verremo sopraffatti dalle abitudini e dalle distrazioni del quotidiano (a cominciare dai risultati delle elezioni, tanto per dire qualcosa d'attuale), che ci forniranno le più ampie giustificazioni per continuare a non fare nulla per stare meglio, ma continuando tuttavia a pretendendere che lo facciano gli altri...
Sorriso e ringraziamento sono due passi fondamentali per uscire dalla depressione, ma non i soli...
Ma di questo parlerò la prossima volta.
I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana
I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana
Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:
- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.
Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.
Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.
A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:
- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.
Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.
Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.
A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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martedì 9 giugno 2009
lunedì 9 marzo 2009
La salute vien... ridendo
Proprio così, la salute vien ridendo, ma non sempre se ne va piangendo.
Dipende dal motivo per cui si piange.
Molti affermano, per un malinteso senso dell'isegnamento del Budda, che la sofferenza sia un fardello inutile, oltre che negativo, espressione di debolezza umana e di dipendenza dalle emozioni...
Forse queste persone, oltre che fraintendere l'insegnamento del Budda, confondono sofferenza con tristezza.
Masahiro Oki, uno dei maggiori maestri della storia dell'umanità (Corea, 1919 - Pesaro, 1985), affermava che la sofferenza è inevitabile.
Non solo, che la stessa è il vero carburante (si uti scis!), per un' evoluzione umana.
A colui che non prova sofferenza, diceva ancora, Dio ha voltato le spalle, mentre ogni giorno passato nella tristezza è un giorno di vita buttato via... (fortunatamente viviamo più d'un giorno, in media).
Provatevi a pestare, così per sbaglio, un piede a coloro che vantano di vivere senza sofferenza e senza emozioni!
Torniamo al ridere.
I nostri antenati dicevano che ridere fa buon sangue (è proprio vero, anche da un punto di vista fisico-chimico).
Ed inoltre: etiam ridendo corriguntur mores (anche ridendo si correggono le male abitudini).
Esistono però due modi di ridere: intelligente e stupido.
Quest'ultimo, che abbonda nella bocca degli stolti, tuttavia è meglio di niente...
Pullulano le cliniche dove si è scoperta l'acqua tiepida, basate sulla pratica di risata, ed a caro prezzo. Non che sia sbagliato, ma bisogna proprio finire in clinica per imparare a ridere, od almeno a sorridere, visto che possiamo farlo, gratis, a casa?
Umberto Eco immagina che Dio abbia creato il mondo con una risata (ma, forse, l'uomo con un fiato posteriore, dico io, visto come sono andate le cose).
Dato che di un certo dio si è detto di tutto e di più, pensarla così non credo sia sbagliato, e soprattutto non in contrasto con ciò che sosteneva Agostino d'Ippona (quello dei tempi migliori...), che Dio ha creato per Amore.
Ridere, è dimostrato che:
- Alcalinizza il sangue.
- Aumenta circolazione e metabolismo.
- Rilassa il diaframma.
- Aumenta l'atmosfera di addome e lombari.
- Rilassa e rinfresca la mente.
- Aumenta le difese immunitarie.
- Aiuta a socializzare e coinvolge positivamente gli altri.
E molto altro ancora.
Sono covinto che Totò abbia fatto guarire molte più persone di certi medici...
Per questo, se proprio devo leggere un romanzo, cerco che sia umoristico ed il libro " Il buon soldato Scveik", di Jaroslav Hascek è sempre sul mio comodino.

Chi non ha almeno un pò d'ironia e d'auto ironia, o è uno stupido o ha malinteso la vita ed il significato di serietà.
Sorridere e ridere sono il miglior correttivo per il nostro inconscio, pieno di negatività e rabbia e sono la vera arma vincente della nostra vita, salvandoci dalla disperazione.
Ridere è, infine, uno degli strumenti terapeutici migliori per vincere la malattia cancro, ma di questo parlerò i prossimi giorni, prima di partire per l'Africa.
Voglio lasciarvi con una chicca, tratta da un quotidiano a diffusione regionale.
Titolo : "Muore raggiunto da un colpo accidentale".
Sottotiltolo: "guarirà in dieci giorni".
Forse voleva dire "ucciso incompletamente", od "ucciso male" ? ...
Buona risata a tutti.
Dipende dal motivo per cui si piange.
Molti affermano, per un malinteso senso dell'isegnamento del Budda, che la sofferenza sia un fardello inutile, oltre che negativo, espressione di debolezza umana e di dipendenza dalle emozioni...
Forse queste persone, oltre che fraintendere l'insegnamento del Budda, confondono sofferenza con tristezza.

Masahiro Oki, uno dei maggiori maestri della storia dell'umanità (Corea, 1919 - Pesaro, 1985), affermava che la sofferenza è inevitabile.
Non solo, che la stessa è il vero carburante (si uti scis!), per un' evoluzione umana.
A colui che non prova sofferenza, diceva ancora, Dio ha voltato le spalle, mentre ogni giorno passato nella tristezza è un giorno di vita buttato via... (fortunatamente viviamo più d'un giorno, in media).
Provatevi a pestare, così per sbaglio, un piede a coloro che vantano di vivere senza sofferenza e senza emozioni!
Torniamo al ridere.
I nostri antenati dicevano che ridere fa buon sangue (è proprio vero, anche da un punto di vista fisico-chimico).
Ed inoltre: etiam ridendo corriguntur mores (anche ridendo si correggono le male abitudini).
Esistono però due modi di ridere: intelligente e stupido.
Quest'ultimo, che abbonda nella bocca degli stolti, tuttavia è meglio di niente...
Pullulano le cliniche dove si è scoperta l'acqua tiepida, basate sulla pratica di risata, ed a caro prezzo. Non che sia sbagliato, ma bisogna proprio finire in clinica per imparare a ridere, od almeno a sorridere, visto che possiamo farlo, gratis, a casa?
Umberto Eco immagina che Dio abbia creato il mondo con una risata (ma, forse, l'uomo con un fiato posteriore, dico io, visto come sono andate le cose).
Dato che di un certo dio si è detto di tutto e di più, pensarla così non credo sia sbagliato, e soprattutto non in contrasto con ciò che sosteneva Agostino d'Ippona (quello dei tempi migliori...), che Dio ha creato per Amore.
Ridere, è dimostrato che:
- Alcalinizza il sangue.
- Aumenta circolazione e metabolismo.
- Rilassa il diaframma.
- Aumenta l'atmosfera di addome e lombari.
- Rilassa e rinfresca la mente.
- Aumenta le difese immunitarie.
- Aiuta a socializzare e coinvolge positivamente gli altri.
E molto altro ancora.
Sono covinto che Totò abbia fatto guarire molte più persone di certi medici...
Per questo, se proprio devo leggere un romanzo, cerco che sia umoristico ed il libro " Il buon soldato Scveik", di Jaroslav Hascek è sempre sul mio comodino.

Chi non ha almeno un pò d'ironia e d'auto ironia, o è uno stupido o ha malinteso la vita ed il significato di serietà.
Sorridere e ridere sono il miglior correttivo per il nostro inconscio, pieno di negatività e rabbia e sono la vera arma vincente della nostra vita, salvandoci dalla disperazione.
Ridere è, infine, uno degli strumenti terapeutici migliori per vincere la malattia cancro, ma di questo parlerò i prossimi giorni, prima di partire per l'Africa.
Voglio lasciarvi con una chicca, tratta da un quotidiano a diffusione regionale.
Titolo : "Muore raggiunto da un colpo accidentale".
Sottotiltolo: "guarirà in dieci giorni".
Forse voleva dire "ucciso incompletamente", od "ucciso male" ? ...
Buona risata a tutti.
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