Oggi voglio parlare del significato biologico del cancro, ossia della sua utilità biologica nell'ecosistema vita.
Dicendo cancro, non intendo la malattia, così come dicendo infezione non s'intende necessariamente la manifestazione patologica della stessa.
Essere punti da una zanzara anofele, entrare in contatto con il virus influenzale, ingerire microbi, non significa sempre contrarre la malattia (malaria, influenza, gastroenterite o quant'altro).
Ed anche se una qualche malattia si manifesta, spesso questa tende a guarire spontaneamente e senza gravi complicazioni.
Così, dei quattro tipi di plasmodio della malaria noti, vivax, ovale, malariae e falciparum, solo il quarto può portare a morte, ma non sempre...
Delle epatiti virali note, quella chiamata A guarisce spontaneamente nel 100% dei casi, o quasi, e le altre, B, C, e superinfezione da fattore Delta, non sempre evolvono in cirrosi.
Non tutte le influenze diventano broncopolmonite, come non tutte le SARS sono mortali.
Nemmeno l'Aids lo è sempre. Oggi se ne parla sempre meno, tacendo anche un fatto importante, cioé che la sua biologia, specie nei paesi del benessere sta positivamente cambiando, indipendentemente dalla terapia.
Stiamo cioè assistendo ad una specie d'adattamento dell'uomo al retrovirus che ne sarebbe la causa, e sempre più persone sono portatrici del virus, ma non malate di AIDS!
Le buone notizie, purtroppo, non fanno quasi mai notizia...
Molto dipende dal rapporto fra agente infettante o patogeno, la sua virulenza ed aggressività, e la condizione individuale dell'ospite umano che ne è colpito, quest'ultima veramente multifattoriale e personalizzata.
Ma moltissimo anche dipende dal clima che l'informazione di massa tende a creare attorno a queste patologie, che quasi sempre è un clima di terrore, in buona o malafede, finalizzato in particolare a vendere qualcosa, ed a servire grossi interessi commerciali, piuttosto che ad aiutarci a guarire.
Le armi terapeutiche messe in campo, poi, somigliano molto a quelle belliche, sono cioè ispirate ad una simile "intelligenza"...
Bombardamento d'innocenti, uso d'armi nucleari al posto delle convenzionali, colpire nel mucchio, sbagliare bersaglio e, sovente, far morire per fuoco "amico"...
Un solo esempio: bombardare con antibiotici di tutti i tipi qualunque virus influenzale, che con gli antibiotici ci cena assieme, nasce da
- paura di sbagliare diagnosi o di fare brutta figura con il paziente-cliente.
- poca voglia di tenere sotto controllo la patologia.
- scarsa tendenza a visitare il paziente: diagnosi al telefono.
Eccetera...
Le conseguenze: distruzione della flora batterica, tossicità indotta a molti livelli, antibiotico-resistenze sempre più diffuse e buoni affari per chi vende, ossia la catena produttiva e distributoria del farmaco.
Impariamo ad usare i farmaci secondo scienza e coscienza, anche per non privarci del loro benefico supporto allorché sono veramente indispensabili!
Tutto questo, che c'entra con il cancro? C'entra, eccome...
Da un punto di vista biologico bisogna distinguere fra cancro e malattia-cancro, come nell'influenza.
La continua comparsa di cellule cancerose, che non diventeranno mai malattia, serve a far fare esperienza al nostro sistema immunitario, inducendolo a produrre meglio e di più le varie sostanze (anticorpi, cellule immunitarie, proteine-gene, natural killer ecc., indispensabili allorché alcuni cancri, anche e soprattutto per nostra responsabilità, tenderanno a divenire malattia-cancro.
Se per assurdo, ma nemmeno tanto, la diagnosi precoce, grazie a tecnologie ultra raffinate, arrivasse a riconoscere le singole cellule cancro, e la tendenza fosse quella di distruggerle, con quelle armi di distruzioni di massa che sono i chemioterapici, riuscite ad immaginarvi le conseguenze?
Questo non è che uno dei possibili significati biologici positivi del cancro.
Per gli altri, vi invito a meditare o a fare ulteriori ricerche... Per cortesia, non lasciatemi solo, che non sono né uno scienziato, né un genio...
Per oggi termino qui.
Prossimamente un capitolo sulle terapie del cancro.
Per ora voglio informarvi solo che il mio cancro alla gamba sta andando male, anzi malissimo, almeno per lui.
Sta infatti scomparendo, dopo molti anni di onorato servizio... Sto, purtroppo, perdendo il mio osservatorio personale privilegiato.
Buona giornata.
I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana
I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana
Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:
- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.
Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.
Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.
A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
leggi tutto
Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:
- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.
Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.
Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.
A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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venerdì 6 marzo 2009
lunedì 23 febbraio 2009
Influenza e consenso informato
Visto che siamo ancora in periodo influenzale, penso che sia opportuno dare alcune informazioni sul modo corretto d’impostare una terapia ragionata del problema.
Ciò per due motivi, il primo perché ormai da tempo alcuni rimedi sintomatici dell’influenza sono venduti liberamente nelle farmacie ( e con libertà ancor maggiore circolano negli spot pubblicitari in televisione).
Il secondo perché, in base alla quotidiana esperienza, sembra che le persone siano tuttora pochissimo, se non male, informate.
Voglio dire subito che non sono contro l’uso dei normali rimedi farmaceutici, purché se ne conoscano benefici e danni con chiarezza.
L’influenza circola in forma epidemica, spesso mescolata e confusa con sindromi analoghe (dette parainfluenzali).
L’agente che causa l’influenza è un virus a rapida modificazione e con differente gravità e diffusione epidemica, che ciclicamente si manifesta con epidemie mondiali anche gravi.
Molti ricorderanno la cosiddetta Spagnola e l’Asiatica.
Altra cosa sono le epidemie, sempre virali, note come SARS, febbre del pollo, influenza aviaria ecc., ben più pericolose ma, per fortuna, anche più rare.
I virus in generale non rispondono ai comuni antibiotici per motivi biologici.
Per questo andrebbero curate con antibiotici solo le complicanze batteriche documentate, anche per non distruggere la flora batterica intestinale e non selezionare altri ceppi batterici resistenti agli antibiotici, perché proprio non ce n’è bisogno.
Non esistono ancora antivirali sintetici così sicuri e maneggevoli da poter essere impiegati in pratica nella cura dell’influenza. Su questo c’è unanime consenso.
Esistono invece sostanze naturali attive contro virus, batteri e funghi, ben maneggevoli e senza gravi effetti collaterali. La più nota è la propolis, prodotta dalle api per la difesa collettiva dell’alveare.
Vi sono poi una serie d’altri prodotti naturali, come la vitamina C e le sostanze analoghe (antocianosidi, flavonoidi), delle quali è ben nota, fra le altre, la capacità di stimolo delle difese naturali antivirali.

Szent-Georgyi e Pauling
Ho gia accennato al loro scopritore, Szent-Georgyi, premio nobel, nel 1937, per queste scoperte.
Linus Carl Pauling, altro (doppio) premio nobel per la medicina, dimostrò l’efficacia della vitamina C a forti dosi nella terapia dell’influenza e del raffreddore, oltre che del cancro.
Nonostante i suoi lavori si basassero su ricerche rigorosamente documentate, ebbe molti detrattori, non del tutto disinteressati, che pubblicarono lavori, non altrettanto rigorosi dal punto di vista metodologico, per metterlo in cattiva luce ed irriderlo. Ciò continuò, con un accanimento difficilmente spiegabile, anche dopo la sua morte...
Va anche osservato che la vitamina C, ottenuta per sintesi, perde molte delle virtù terapeutiche presenti nei prodotti naturali che la contengono, come ad es. gli agrumi.
Tuttavia il prodotto sintetico consente più facilmente d’introdurre gli alti dosaggi (anche oltre sei grammi al giorno), necessari perché sia efficace, secondo le ricerche di Pauling.
Anche se, come sostengono i detrattori, essa fosse inefficace nel guarire le virosi influenzali, non per questo perderebbe i suoi ben noti poteri terapeutici.
Infine, la vitamina C è priva di tossicità, almeno ai dosaggi introducibili per bocca.
Devo inoltre far notare che, com’è ampiamente noto e non più discutibile, alcuni dei sintomi dell’influenza, anche se molesti, sono indispensabili per guarirla.
Questi sono il brivido e la tachicardia, che servono ad innalzare la temperatura ai livelli febbrili (38-39° C), ottimali per la produzione d’anticorpi, d’interferoni naturali ed altre sostanze utili.
La riduzione dell’appetito, la sete ed il bisogno d’agrumi sono altri messaggi della saggezza naturale dell’organismo, che dovremmo ascoltare di più.
In caso d’una normale influenza non facciamoci prender dal panico, anche nel caso dei bambini.
I vecchi rimedi: riposo al caldo, sudare, bere di più, mangiare meno ed eventualmente fare inalazioni caldo-umide che riducono la tosse irritativa, sono sufficienti nella maggior parte dei casi.
Meno utili dal punto di vista razionale sono i fluidificanti del catarro, almeno nella prima fase, nella quale l’epitelio dei bronchi, con le cellule ciliate, che fanno risalire il catarro verso la bocca, e le ghiandole mucose, che lo producono, sono in gran parte distrutte dal virus.
Possono invece essere d’utilità il vapore caldo-umdo, associato eventualmente a balsamici, dotati di proprietà antivirali e stimolanti delle difese naturali (come ad es. l’eucalipto).
L’aspirina, pur essendo un ottimo sintomatico, produce facilmente lesioni allo stomaco ed è sconsigliata nei bambini perché potrebbe causare sindromi immuno-tossico-allergiche anche gravi.
Nel dubbio consultatevi con il medico.
Anche il paracetamolo, buon antifebbrile ed antidolorifico, non è privo del tutto d’effetti dannosi, specie sul fegato.
Nel caso di febbre molto elevata (oltre 39,5 negli adulti, ma anche meno nei bambini più piccoli, i più a rischio di convulsioni febbrili - nel complesso piuttosto rare ), sarebbe opportuno associare impacchi o spugnature con acqua fredda, secondo le indicazioni del medico.
L’ultimo episodio influenzale che ricordo, risale ad oltre vent’anni fa.
Mi misi a letto con una certa gioia (potevo riposare beatamente), ma, ahimé, fu di troppo breve durata…
Ascoltavo tutto quello che il mio organismo faceva automaticamente: febbre, aumento della circolazione, produzione d’anticorpi, ben contento di lasciare il comando a lui…
Guarii dopo poche ore.
Concludo con una ricetta naturale per ottenere un succo concentrato d’arance, ricco di vitamine del complesso C e di tutti i probiotici dell’arancia.
Spremere un chilo o più d’arance biologiche. Filtrare e mettere in una pentola di coccio larga, con spargifiamma e fuoco al minimo. Questo per ridurre il più possibile la distruzione delle sostanze termolabili.
Far cuocere per ore, senza che nemmeno produca vapori visibili, finché il tutto sarà sufficientemente concentrato e denso, senza però cristallizzare.
Riporre in bottigliette di vetro scuro, in frigo.
Due o tre cucchiai al dì, anche diluiti in acqua, dovrebbero esser sufficienti.
Auguro di cuore a tutti quelli che dovessero ammalarsi, una buona influenza…
PS. Perché non tutti, anzi solo pochi s’ammalano, visto che il virus circola pressoché dappertutto?
Buon argomento di riflessione per tutti!
Ciò per due motivi, il primo perché ormai da tempo alcuni rimedi sintomatici dell’influenza sono venduti liberamente nelle farmacie ( e con libertà ancor maggiore circolano negli spot pubblicitari in televisione).
Il secondo perché, in base alla quotidiana esperienza, sembra che le persone siano tuttora pochissimo, se non male, informate.
Voglio dire subito che non sono contro l’uso dei normali rimedi farmaceutici, purché se ne conoscano benefici e danni con chiarezza.
L’influenza circola in forma epidemica, spesso mescolata e confusa con sindromi analoghe (dette parainfluenzali).
L’agente che causa l’influenza è un virus a rapida modificazione e con differente gravità e diffusione epidemica, che ciclicamente si manifesta con epidemie mondiali anche gravi.
Molti ricorderanno la cosiddetta Spagnola e l’Asiatica.
Altra cosa sono le epidemie, sempre virali, note come SARS, febbre del pollo, influenza aviaria ecc., ben più pericolose ma, per fortuna, anche più rare.
I virus in generale non rispondono ai comuni antibiotici per motivi biologici.
Per questo andrebbero curate con antibiotici solo le complicanze batteriche documentate, anche per non distruggere la flora batterica intestinale e non selezionare altri ceppi batterici resistenti agli antibiotici, perché proprio non ce n’è bisogno.
Non esistono ancora antivirali sintetici così sicuri e maneggevoli da poter essere impiegati in pratica nella cura dell’influenza. Su questo c’è unanime consenso.
Esistono invece sostanze naturali attive contro virus, batteri e funghi, ben maneggevoli e senza gravi effetti collaterali. La più nota è la propolis, prodotta dalle api per la difesa collettiva dell’alveare.
Vi sono poi una serie d’altri prodotti naturali, come la vitamina C e le sostanze analoghe (antocianosidi, flavonoidi), delle quali è ben nota, fra le altre, la capacità di stimolo delle difese naturali antivirali.

Szent-Georgyi e Pauling
Ho gia accennato al loro scopritore, Szent-Georgyi, premio nobel, nel 1937, per queste scoperte.
Linus Carl Pauling, altro (doppio) premio nobel per la medicina, dimostrò l’efficacia della vitamina C a forti dosi nella terapia dell’influenza e del raffreddore, oltre che del cancro.
Nonostante i suoi lavori si basassero su ricerche rigorosamente documentate, ebbe molti detrattori, non del tutto disinteressati, che pubblicarono lavori, non altrettanto rigorosi dal punto di vista metodologico, per metterlo in cattiva luce ed irriderlo. Ciò continuò, con un accanimento difficilmente spiegabile, anche dopo la sua morte...
Va anche osservato che la vitamina C, ottenuta per sintesi, perde molte delle virtù terapeutiche presenti nei prodotti naturali che la contengono, come ad es. gli agrumi.
Tuttavia il prodotto sintetico consente più facilmente d’introdurre gli alti dosaggi (anche oltre sei grammi al giorno), necessari perché sia efficace, secondo le ricerche di Pauling.
Anche se, come sostengono i detrattori, essa fosse inefficace nel guarire le virosi influenzali, non per questo perderebbe i suoi ben noti poteri terapeutici.
Infine, la vitamina C è priva di tossicità, almeno ai dosaggi introducibili per bocca.
Devo inoltre far notare che, com’è ampiamente noto e non più discutibile, alcuni dei sintomi dell’influenza, anche se molesti, sono indispensabili per guarirla.
Questi sono il brivido e la tachicardia, che servono ad innalzare la temperatura ai livelli febbrili (38-39° C), ottimali per la produzione d’anticorpi, d’interferoni naturali ed altre sostanze utili.
La riduzione dell’appetito, la sete ed il bisogno d’agrumi sono altri messaggi della saggezza naturale dell’organismo, che dovremmo ascoltare di più.
In caso d’una normale influenza non facciamoci prender dal panico, anche nel caso dei bambini.
I vecchi rimedi: riposo al caldo, sudare, bere di più, mangiare meno ed eventualmente fare inalazioni caldo-umide che riducono la tosse irritativa, sono sufficienti nella maggior parte dei casi.
Meno utili dal punto di vista razionale sono i fluidificanti del catarro, almeno nella prima fase, nella quale l’epitelio dei bronchi, con le cellule ciliate, che fanno risalire il catarro verso la bocca, e le ghiandole mucose, che lo producono, sono in gran parte distrutte dal virus.
Possono invece essere d’utilità il vapore caldo-umdo, associato eventualmente a balsamici, dotati di proprietà antivirali e stimolanti delle difese naturali (come ad es. l’eucalipto).
L’aspirina, pur essendo un ottimo sintomatico, produce facilmente lesioni allo stomaco ed è sconsigliata nei bambini perché potrebbe causare sindromi immuno-tossico-allergiche anche gravi.
Nel dubbio consultatevi con il medico.
Anche il paracetamolo, buon antifebbrile ed antidolorifico, non è privo del tutto d’effetti dannosi, specie sul fegato.
Nel caso di febbre molto elevata (oltre 39,5 negli adulti, ma anche meno nei bambini più piccoli, i più a rischio di convulsioni febbrili - nel complesso piuttosto rare ), sarebbe opportuno associare impacchi o spugnature con acqua fredda, secondo le indicazioni del medico.
L’ultimo episodio influenzale che ricordo, risale ad oltre vent’anni fa.
Mi misi a letto con una certa gioia (potevo riposare beatamente), ma, ahimé, fu di troppo breve durata…
Ascoltavo tutto quello che il mio organismo faceva automaticamente: febbre, aumento della circolazione, produzione d’anticorpi, ben contento di lasciare il comando a lui…
Guarii dopo poche ore.
Concludo con una ricetta naturale per ottenere un succo concentrato d’arance, ricco di vitamine del complesso C e di tutti i probiotici dell’arancia.
Spremere un chilo o più d’arance biologiche. Filtrare e mettere in una pentola di coccio larga, con spargifiamma e fuoco al minimo. Questo per ridurre il più possibile la distruzione delle sostanze termolabili.
Far cuocere per ore, senza che nemmeno produca vapori visibili, finché il tutto sarà sufficientemente concentrato e denso, senza però cristallizzare.
Riporre in bottigliette di vetro scuro, in frigo.
Due o tre cucchiai al dì, anche diluiti in acqua, dovrebbero esser sufficienti.
Auguro di cuore a tutti quelli che dovessero ammalarsi, una buona influenza…
PS. Perché non tutti, anzi solo pochi s’ammalano, visto che il virus circola pressoché dappertutto?
Buon argomento di riflessione per tutti!
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