I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:

- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.

Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.

Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.

A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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giovedì 7 maggio 2009

Notizie dall'Africa

Sono ritornato in Africa, nel villaggio di T., anche se con qualche piccola difficoltà di percorso.
Voglio rassicurare tutti gli amici che seguono il blog: sto bene, e così pure l'artemisia che avevo piantato il mese scorso.

L'ho trapiantata, ed ora una decina di piantine sono la nuova sfida alla malaria e la nuova, piccola speranza per il futuro.
Non sta per niente bene, invece, la cavalletta, quella che ogni notte distruggeva i nuovi germogli d'artemisia.
Avendo completato il suo ciclo vegetativo, è morta stecchita ai piedi dell'artemisia, e così l'ho fotografata...

Ah, cavalletta, cavalletta, tu che innocentemente, ogni notte, ti mangiavi le speranze degli africani, forse non saprai mai quante cavallette a due gambe, forse per gelosia od invidia o, forse solo per avidità, fanno la stessa cosa!

Fra qualche giorno preparerò ancora l'olio d'uovo, per curare la tubercolosi.
Ho rivisto l'uomo che tre settimane fa ne stava morendo.
In pochi giorni, grazie all'olio d'uovo, ha ricuperato energia, appetito e forze.
Ha ripreso a vivere, muoversi, lavorare... e sorridere, come si vede bene nella foto.

Anche la bambina che rischiava di morire per malaria, dopo la cura con artemisia e la trasfusione di sangue da suo padre, è guarita del tutto.

Mi sento un po' più tranquillo e rasserenato.

Contro il buio del cielo, i primi chiarori dell'alba disegnano il profilo di lontane colline, avvolte da una nebbia leggera.
Un nuovo giorno sta per cominciare, come ogni giorno, da sempre e come sempre...
L'alba di un nuovo mattino africano, antica come le montagne, giovane come i nuovi germogli d'artemisia, spuntati nel cuore della notte, disegna, sullo sfondo del cielo terso, trame geometriche di palma, avvolte dal silenzio, ad incontrare la luce.

Buon giorno a tutti


A proposito della epidemia d'influenza A H1N1, vi informo che la soia verde si è già dimostrata efficace nel debellare la malattia (vedi nel blog soia).
L'allarmismo, invece, serve solo a deprimere ulteriormente il sistema immunitario.
D'altra parte, visto che la malattia non è così pericolosa, è gia passata in secondo piano, nei media.
Il vaccino sarà pronto fra mesi, quando il tutto sarà già dimenticato, ed il virus, forse, non più lo stesso...

domenica 12 aprile 2009

La distrofia maculare di Fuchs

(Dis. di Piero Bagnariol)
Con il nome di distrofia maculare di Fuchs, famoso oculista e ricercatore, s'intende una abbastanza rara patologia degenerativa della retina, soprattutto a livello della macula, o fovea, ove esiste la massima concentrazione di coni e bastoncelli, che consentono una visione centrale distinta.
Questa patologia, da causa ignota, ha una componente genetica, comporta una progressiva perdita della vista e può portare alla cecità.
Viene definita irreversibile, non curabile né guaribile.
Ma è proprio così?
 Anita dichiara un grosso miglioramento con l'auto trattamento su punti del viso, capo e collo, correlati con la retina. (Vedi articolo retinopatia e maculopatia degenerativa nel Blog)
Devo dare qualche spiegazione sul significato d'eredità.
Prendiamo ad esempio l'emofilia.
E' una gravissima malattia ereditaria, legata al solo sesso maschile (geneticamente XY), recessiva, che non compare nelle femmine, che solo la trasmettono, perché la presenza del difetto su entrambi i cromosomi X (femmina), è incompatibile con la vita dell'embrione.
Le femmine con un solo cromosoma X malato, non presentano la malattia, perché il secondo cromosoma X, sano, prevale-
Il maschio, che di cromosomi X ne ha uno solo, se questo è anche malato, presenta in pieno la malattia.
Questa è presente dalla nascita, incurabile ed inguaribile, e porta sempre a morte, per emorragie irrefrenabili.
Esistono altre forme meno gravi, le para emofilie, curabili e compatibili con la vita.
Un mio compagno di scuola ne è morto per essere stato trasfuso con sangue infetto da AIDS...

Torniamo alla distrofia di Fuchs.
Questa compare in età anche molto avanzata, con una certa prevalenza per le donne.
Ciò significa che il gene malato non è da solo sufficiente a determinare la malattia.
Ci vogliono anche altri fattori
- Genetici: il gene stesso difettoso, nel corso della vita può subire ulteriori danni che lo rendono pienamente capace di esprimere la malattia.
Infatti non tutti i portatori del difetto s'ammalano.
Oppure, altri geni protettivi possono esser danneggiati per fattori acquisiti, tossico-metabolici, e non proteggere più.
- Stile di vita: accumulo di tossine, radicali liberi, etc, che danneggiano la retina, esponendola all'effetto del gene malato.
Questi errori sono dipendenti da:
- troppo cibo - troppi prodotti animali e zuccheri (acidosi, tossine, radicali liberi),
- intestino pigro e sporco,
- postura scorretta con tensione nucale, collegata con stress retinico,
- respiro corto (acidosi, tensione),
- stress di vita quotidiana,
- stato d'animo, non ultimo il terrorismo medico nell'informazione sulla malattia.

Quindi le possibili terapie.
Meno cibo, carni e zuccheri.
Pulizia dell'intestino, digiuno e dieta: erbe selvatiche, enzimi, probiotici, antocianine, (es mirtillo).
Correttivi e Auto terapia dei punti correlati. (vedi, nel Blog, "Retinopatia e maculopatia degenerativa")
Ringraziamento e perdono: non arabbiarsi contro il sintomo, il destino, se stesso e gli altri, ma utilizzare il sintomo per migliorare la propria vita, in modo che la vita stessa lo riassorba come non più necessario.
Non paura di fronte alla diagnosi.
Sicuramente tutto questo porterà a ridurre i danni, ritardarel'evoluzione negativa e , con un po' di coraggio e costanza nella pratica, anche a guarire...

 Da parte mia, nei prossimi giorni, mi recheró per la quarta volta in Africa, e per la cinquantesima fuori Europa, a fare volontariato.Il mio progetto è semplice.
Fornire gli strumenti, scientifici, efficaci, sostenibili e non tossici, per curare malaria e TBC.
Queste due patologie sono le più diffuse e la prima causa di morte al mondo, con decine di milioni di decessi all'anno.
Studiare e valorizzare la medicina tradizionale africane, ricchissima ma sempre più abbandonata per cattiva informazione ed interessi di vario tipo.
Proporre un percorso di studi, fino alla laurea in medicina, e dare il sostegno necessario, a ragazzi in gamba, che possano diventare medici territoriali, con una utenza di oltre centomila abitanti.
Poi, che scelgano liberamente, secondo scienza e coscienza, quale medicina praticare.
Infine, realizzare alcune pompe a mano, perché l' acqua potabile divenga, per tutti e per sempre, sorgente di vita.

Auguro a tutti buona Pasqua.
Per chi volesse saperne di più, teoricamente e praticamente, propongo la lettura degli articoli "Retinopatia e maculopatia degenerative" e "Ancora sulla retina", sempre su questo blog

mercoledì 8 aprile 2009

Mamma Africa 3- Una storia antica

Quella di stamani é una storia antica.
Antica quasi come le colline d'Africa che mi circondano: la storia della stupidità ed avidità dell'uomo, (ultimo esempio, il terremoto in corso all'Aquila), ma anche della sua grandezza e nobiltà.

La malaria, ogni anno miete un milione di vittime, specie in Africa, specie fra i bambini.
E' la seconda causa di morte, dopo la tubercolosi. Questo da almeno 50.000 anni.
In Italia, fino all'eradicazione degli anofeles, grazie alla bonifica del loro habitat ideale, le paludi, faceva 15.000 vittime all'anno.
La più illustre vittima della malaria fu il sommo Dante Alighieri che, contratta la malattia nelle paludi del delta, durante una delicata ambasceria a Venezia (durante la quale, forse incontrò Tomaso D'Aquino, in una seduta spiritica e con cui ebbe un tumultuoso chiarimento -prossimamente su Graffiti), morì a Ravenna la notte fra il 13 e 14 settembre 1321, all'etàdi 56 anni.
Era nato a Firenze il 28 maggio 1265.

Le scoperte scientifiche sulla malaria e sugli anofeles sono quasi tutte italiane.
Camillo Golgi, unico nobel italiano per la medicina, scoprì la relazione fra attacchi febbrili e ciclo vegetativo dei plasmodi nell'organismo.
Di Grassi ho già detto.
Ulteriori, esaurienti informazioni le trovate in Wikipedia.

Un altro grande della medicina, Hannemann, primo medico sperimentale e scientifico dei tempi moderni (fine 1700), basò i principi della moderna omeopatia sulla osservazione che i lavoratori dell'albero della china non prendevano la malaria, mentre la corteccia di china ad alte dosi produceva sintomi simili alla malattia.
Fu la base di una mirabile intuizione, quella della legge del simile alle altre diluizioni e previa energizzazione, per ottenere l'effetto inverso.
Oggi ogni sperimentalismo è cessato (quello fatto su di sé, come Hannemann faceva), e l'omeopatia si è ridotta in gran parte a business e sterile polemica con la medicina ufficiale ( la quale non è per nulla diversa, solo più tossica...).

La bonifica delle paludi è una delle cose buone fatte (fare) da Mussolini.
Catastrofica, invece, fu ed é la lotta alle zanzare con il DDT e quant'altro, con le note conseguenze: inquinamento globale e resistenza sempre più forte delle zanzare (ed altri cosiddetti molesti!).

Non meglio sono andate le cose con la chemioterapia dei plasmodi.
Chinino, clorochina, primachina, metilclorochina, atebrina, permetrina ed avanti così, sono bensì state temporaneamente armi efficaci, ma lo sono sempre meno, mentre diventano sempre più tossiche (fino a produrre più morti che guarigioni).
Le multinazionali ci guazzano, mentre molti dei nostri bravi e ben preparati medici, inconsapevoli burattini nelle mani dei grandi burattinai del farmaco, continuano a dichiarare non scientifico tutto quello che non conoscono, come l'artemisia!
La quale, invece, é documentatissima come il più efficace e meno tossico rimedio naturale per la malaria.
Tanto che le multinazionali, che non dormono come i nostri luminari, lo sanno bene e la stanno mettendo in pillole.
Purtroppo non solo l'estratto in toto, ma, tragico errore ripetuto all'infinito, il presunto principio attivo, associato a qualche chemioterapico, così, perché non si sa mai, e comunque bisogna pur sempre vendere (e guadagnare...).

La titolazione e la standardizzazione, fino a quando, usque tandem... continueranno ad essere i pilastri di una dissennata e calcolata miopia scientifica, che tante morti inutili ha prodotto, e tante occasioni buone di guarire ha fatto perdere, in molti, troppi settori della medicina clinica?


Preparazone dell'artemisia

Intanto, qui in Africa, le mie piantine di Artemisia vulgaris (non la costosissima ed introvabile Artemisia annua cinese, che fra l'altro va riseminata annualmente), crescono bene e, con le foglie secche portate dall'Italia, con aggiunta di miele locale e propolis dell'Amazzonia, sta già guarendo malaria, epatite, broncopolmonite e tifo...
Mi spiace solo che non sia scientifico, ma i buoni africani si accontentano lo stesso...

(continua)

P.S.
Ringrazio la persona che, per prima, ha fatto un commento a quanto scrivo.
Invito chiunque lo voglia, a fare altrettanto, sia sul blog che tramite la mia email ( v. a lato).
Devo dire che conoscere le vostre osservazioni, anche e soprattutto critiche, é non solo importante ma indispensabile, affinchè il blog abbia una ragione etica per continuare...

martedì 7 aprile 2009

Mamma Africa 2- I giorni della locusta

Qualche giorno fa ho piantato l'artemisia che avevo portato dall'Italia e che, quasi per miracolo, non era morta durante il viaggio.
Le piccole pianticelle erano però agonizzanti.
L'ultimo trauma, tremendo, erano state le sette ore di viaggio da Lomé a T., con temperature di oltre quaranta gradi.
Messe a dimora la sera, il mattino dopo parevano riprese, ma la sera era tutto scomparso.
Inspiegabilmente, il mattino dopo c'era qualche germoglio, spuntato dalle radici ancora vitali.
ma la stessa sera più nulla.
Mi ero quasi rassegnato, quando, due giorni dopo, non uno, ma tre o quattro germogli spuntavano di nuovo dalla rossa e fertile terra d'Africa-
Cosa stava succedendo? Ho capito quando ho visto una verde e graziosa locusta pasteggiare con i germogli.
Perché proprio con quelli, quando intorno aveva foglie ben più succulente? Semplice, anche le locuste si curano con l'artemisia. Così ho capito d'essere sulla strada giusta!
Ho anche piantato la soia verde ed il peperoncino, ed ho acquistato un pò di miele delle grigie e forti api selvatiche dal vicino di casa.
Io e Shafer siamo diventati amici. Ha viaggiato in Europa, conosce le piante medicinali con buona scientificità ed è una...simpatica canaglia!
Con l'artemisia già secca, portata dall'Italia e gli altri rimedi che ho detto, era pronta la base per curare la malaria e non solo.

La malaria, qui, si chiama paludismo, è endemica da sempre, quasi tutti l'hanno avuta, in forma più o meno grave, ma pochi, nel complesso, ne sono morti.
Soprattutto i bambini malnutriti, e quando si associa ad altre malattie, tifo e tubercolosi, soprattutto.

Il ciclo vegetativo dei plasmodi malarici, fra zanzare, uomo e zanzare, è stato scoperto dall'italiano Giovan Battista Grassi, nell'ottocento.
Penetrati nel sangue con la puntura di una zanzara "Anofeles", i parassiti in un primo tempo entrano nel fegato, ove maturano il loro sviluppo.
Da lì, invasa la circolazione sanguigna, penetrano nei globuli rossi, di cui si nutrono, riproducendosi fino a causarne la rottura.
Escono,dopo 24-72 ore, causando un intenso attacco febbrile, per invadere altri globuli, e così via, causando una anemia sempre più grave, impegnando milza e fegato,a fare da spazzini.
Questi organi sono, infatti, sempre più o meno ingrossati, specie nelle malarie croniche.
Alcuni parassiti, invece di invadere i globuli. iniziano a differenziarsi in due sessi distinti: i gametociti.
Sono questi, succhiati dalla zanzara, a dare origine ad un nuovo ciclo vegetativo, fecondandosi nello stomaco, producendo nuovi individui che, dalle ghiandole salivari, arriveranno all'uomo.
Quindi, sia la zanzara che i plasmodi, hanno bisogno del sangue dei mammiferi. La prima per maturare le proprie uova, i secondi per nutrirsi e riprodursi.
Ma l'uomo, a sua volta, ha un qualche bisogno dei plasmodi?
Apparentemente no, anzi, talvolta ne viene ucciso, ma solo dal tipo "falciparum", a forma di falce.
Gli altri tre tipi, invece, probabilmente più antichi, hanno ormai perso il potere mortale, poiché l'uomo si é adattato e ne guarisce sempre.
Però, non tutti soccombono al falciparum, il quale per essere letale deve incontrare nell'organismo un ecosistema già compromesso da cause multiple.
Forse un giorno scopriremo che anche il falciparum aveva una utilità per il gruppo sociale umano, nel suo complesso, e non solo per eliminare i più deboli.
L'ecosistema vita, nel suo complesso, è ancora poco e male conosciuto, e spesso solo per essere giudicato buono o cattivo a seconda del nostro punto di vista, superficiale, calcolatore ed egoista.
Ma le cose non stanno così!
La ricerca scientifica stessa, nonostante i grandi personaggi, come Grassi, che hanno fatto compiere veri progressi a suon di sudori e sacrifici, spesso procede in modo parziale e calcolato, secondo gli interessi del committente, in questi casi quasi sempre una multinazionale del farmaco.
Si veda, ad es., Fleming che, scoperta per caso la penicillina, si limitò alla ricerca sulle muffe, tossiche, riproducendo a basso costo una serie di farmaci, a partire dalla penicillina, che hanno dato a lui ed alle multinazionali enormi profitti.
Se milioni di vite, nei primi tempi, sono state salvate, è soprattutto grazie alla muffa, più che a lui.
Poi sono comparse le resistenze, i danni da tossicità e la ormai prossima perdita della battaglia, giacché il singolo composto chimico non ce la fa a battere in velocità gli adattamenti mutazionali dei batteri.
E così è anche per la malaria, ormai spesso resistente ai sempre meno efficaci e più tossici prodotti di sintesi (si veda, ad es., il Lariam, che ne ha uccisi più di quanti ne ha guariti).
Ma non è così, invece, per l'artemisia, che di antibiotici naturali ne ha centinaia, in gran parte ancora da scoprire, ed efficaci anche su virus, batteri, miceti etc.

Ma torniamo a mamma Africa.
Ho fatto il bagno nel fiume, assieme ai bambini, che ridevano a vedere la mia pelle bianca.
Una giovane, generosa (e bellissima) ragazza mi ha aiutato a portare i secchi colmi, per le necessità quotidiane.
E' una vicina di casa, ed ho fatto amicizia con lei, come con tutti gli altri, offrendo quello che avevo: caffè, sardine in scatola e maionese!

Così i giorni passano, al suono delle cicale che continuano a divorare i germogli d'artemisia, che però ricrescono sempre più numerosi.
I miei beveroni guariscono malaria, tifo e polmoniti.
I bambini mi salutano: bonjour docteur!
I vcchi mi stringono la mano con entrambe le loro...
Solo il capo del villaggio mi chiama, con disprezzo "quel massaggiatore", ma c'é un perché, e questo lo racconterò un altro giorno.

(continua).

sabato 14 marzo 2009

È tempo di… pulizie di primavera

'Pulizie di Pasqua' - le chiamava mia nonna - e comprendevano tutto: in casa finestre aperte per “cambiar aria”, lavar le tende, coperte al sole, ecc. (ottimo per camminare, piegarsi, fare dei movimenti diversi dal solito e cambiare la solita postura, insomma muoversi); fuori passeggiate nei campi a raccogliere erbe per disintossicare, ossigenare, pulire il sangue.

Per ossigenare - per il sangue pastoso, non fluido, - per il fegato, che non ci fa dormire, che ci fa dormire troppo - per pulire l’intestino mentre maturano gli enzimi (di cui darò ricetta nei prossimi giorni)… intanto è bene iniziare a prendere della clorofilla con la

Centrifuga di erbe selvatiche
Piantaggine (Plantago), Malva, Primula, Pisciacani (Tarassaco), falsa ortica (Lamium)…
1 o 2 cucchiai al giorno - senza eccedere per non prendere troppo potassio.
Continuare almeno per 2/3 settimane.

Tisana depurativa
Tra le 3 e le 5 del pomeriggio: è l’orario più indicato perchè agisca al meglio una tisana depurativa. Ricordando che per cambiare le cellule ci vogliono 10 giorni, non fa effetto se la si beve saltuariamente né, come per ogni cura o dieta o movimento, se si continua a tempo indeterminato. Evitare di aggiungere zucchero - specie se bianco che già è tossico di suo perché molto chimico - dolcificare aggiungendo un’erba più dolce come la camomilla o la malva.
Per preparare una tisana con l’Artemisia o Piantaggine o Ortica:
versare una tazza di acqua bollente su un cucchiaino di erba sminuzzata e lasciare 1 o 2 minuti.
La Malva va messa a bagno la sera nell’acqua fredda e la mattina va filtrata e intiepidita.

ARTEMISIA (Artemisia vulgaris), nei terreni incolti, si trova sulle scarpate. Si differenzia dall’Assenzio perché è argentata e vellutata solo la pagina inferiore mentre sopra è verde.
E’ un po’ amara ma se avete l’accortezza di cogliere solo la sommità, 10 cm, è una bevanda piacevole. Per tutti i fastidi attribuiti ad un fegato stanco degli strapazzi, alle tossine accumulate, vi propongo questo

Infuso di artemisia
Mettere 3 cucchiai colmi di artemisia secca (10 grammi o 30 grammi fresca) in 1 litro d’acqua. Quando bolle tenere il fuoco basso in modo che non bolla più, ma non troppo basso perché la bevanda non risulti troppo amara.
Lasciar ridurre il liquido il 1° giorno a tre quarti di litro, poi a mezzo litro.
Filtrare e bere durante la giornata per una o due settimane, eventualmente ripetere dopo una settimana di pausa.
Un amico con l’epatite l’ha bevuta per 2 settimane e quando è andato a fare le analisi gliele hanno fatte ripetere perché in laboratorio il medico non credeva possibile si fossero “miracolosamente” normalizzate!

Dell’Artemisia e dell’Ortica c’è ancora molto da dire, per utilizzarle anche in cucina in ricette curative… prossimamente.

PIANTAGGINE (Plantago maior, lanceolata ecc.),
Si trova su tutti i sentieri dei prati, nei terreni non coltivati, nei marciapiedi... spacca anche l’asfalto, è fortissima. Depurativa del sangue, scegliere sempre le foglie più belle e piccole. Nella tipica forma a rosetta io scelgo quelle centrali.

Utilizzo:
- f
resca, come depurativa del sangue.
Centrifuga
½mela, 1 carota, qualche foglia di piantaggine.
Insalata
aggiungere qualche foglia tagliuzzata.

- fresca o secca (per seccarla per l’inverno: metterne uno strato in un cesto in modo che posso essere sempre areata, tenuta in un luogo asciutto e conservata in un vaso ben chiuso). Con piantaggine secca e timo si prepara un’ ottima bevanda preventiva dei raffreddamenti, indicata per asma, bronchite, tosse…

Bevanda di piantaggine e timo (Timo serpillo - si trova in estate nei posti al sole e sulle rive dei fossi: è un antibiotico naturale). Questa bevanda va preparata con un procedimento particolare proprio per riscaldare e va presa al primo accenno di raffreddamento.
Per due tazze d’acqua - da bere subito, più calde possibile:
caramellare 2 cucchiai da dessert di zucchero mascobado, aggiungere ½ fettina di limone bio, acqua e portare a bollore;
togliere dal fuoco e lasciar riposare qualche minuto, poi rimettere sul fuoco riportando a bollore - ripetere per 4/5 volte. Infine, fuori dal fuoco, aggiungere un pizzico di timo secco (o una presa di timo fresco) e 1 pizzico di piantaggine essiccata (o una presa di piantaggine fresca). Lasciare per ½ minuto.
Bere subito, anche più volte al giorno.

mercoledì 18 febbraio 2009

Proposta per una terapia della cefalea

Destinato in particolare a chi pratica lo shiatsu come base terapeutica.

DA UN PUNTO DI VISTA GENERALE:
la testa è collegata e influenzata, particolarmente, da
1- CONDIZIONE DELL’INTESTINO: stitichezza con tossicità cronica e conseguente BASSA ATMOSFERA ENERGETICA DELL’ADDOME
2- CONDIZIONE DELLA NUCA: tensione mentale eccessiva con stress cronico muscolo-tensivo.
Qualunque sia il tipo di cefalea (carattere personale del paziente e suo stile di vita), queste due condizioni sono base comune a tutte.

COLLEGAMENTI DELLA TESTA
Le altre quattro estremità
Gli organi interni: va ricercato l’organo che manifesta, con la cefalea, la propria condizione patologica (es: disturbo di vista, condizione del fegato, condizione dei denti e della masticazione).

DIAGNOSI E TRATTAMENTO
Suture craniche
Nuca
Arcate orbitarie
Articolazione della mandibola e muscoli connessi: zona tempie e masseteri (muscoli masticatori)
Zona dietro l’orecchio
Zona della mandibola e della base della lingua
Nuca e base del collo
Clavicole e scapole con centro scapola
Regione lombare
Mani e piedi
Occhi: vanno trattati per ultimi, con cauta pressione su quello meno teso

In caso di attacco grave in corso, è molto opportuno ed efficace partire dai piedi.

CONSEGUENZE PRATICHE TERAPEUTICHE
Combattere la stipsi.
Aumentare i cibi ricchi di fibra, esercizi fisici specifici etc (vedi schema di trattamento per la stitichezza).
Aumentare l’atmosfera addominale tramite respiro, postura, pratica sul baricentro, correzione delle scapole etc.
Trattamento delle quattro estremità (es: massaggio con sale) - Pediluvi e maniluvi con peperoncino-Autotrattamento di mani e piedi-Rotazione di caviglie e polsi).
Ricerca e trattamento dell’organo coinvolto.
Trattamento generale di meiso shiatsu di armonia (a scelta).
Pratica di risata.
Pratica di meditazione e ringraziamento.

TRATTAMENTO SPECIALISTICO

Per punti vitali: Ten Chu alla base nucale sciogliere a lungo e collegare i due punti (zona fegato), con altre zone corrispondenti sul dorso, fino ai piedi.
Agopuntura su nuca, colli spalle (secondo esperienza)

Tisana di PRIMULA, ORTICA, ARTEMISIA
La primula anche in caso di attacco, ogni tre-quattro ore, le altre come terapie di base.
Primula Vulgaris
( tratto in parte da Meiso Shiatsu, del signor Yuji Yahiro).