I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:

- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.

Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.

Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.

A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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martedì 19 maggio 2009

Olio d'uovo 2 - Digressioni e variazioni sul tema

Da qualche giorno sono tornato a casa, sano e salvo, come si suol dire...
"Gate gate, paragate, parasamgate, bodhi siva" , che significa "andato, andato, andato al di là, sull'altra sponda, sano e salvo". (Sanscrito, dal sutra del cuore).
Ero arrivato in Togo il 21 Aprile, lo stesso giorno di un tentativo di colpo di stato, messo in atto dal fratello del presidente Faure Egnessambé, mentre questi era in Cina, in visita di stato...
Quando si dice "parenti serpenti", qualche volta sembra proprio vero, ma guarda un po'!
Vi ero arrivato non con l'arrogante sicumera di Giulio Cesare "Veni vidi vici ".
-Ed i francesi ancora ce lo invidiano, come ci invidiavano, incazzandosi, nel veder Bartali, quel volto triste d'italiano in fuga, quel naso lungo in cima a una salita (Paolo Conte). Poi, giustamente, hanno smesso di invidiarci, nel 1940, quando li abbiamo pugnalati alle spalle... ma lasciamo perdere-.

Ero arrivato con il solo scopo di preparare l'olio d'uovo, così come é stato.
Siccome due affezionati lettori hanno manifestato grande interesse sulla trasformazione alchemica, voglio spendere ancora qualche parola sull'argomento.
La parola alchimia, oggi chimica, deriva dall'arabo Al-kimiya, la (ricerca) della pietra filosofale, a sua volta dal greco Philosophia, amore della sapienza.
Il significato era fisico e metafisico: la ricerca, tramite la sapienza, della trasformazione spirituale interiore, oltre che materiale, di cui l'oro è sempre stato simbolo.
Da un punto di vista fisico, l'oro, fino ad oggi, è stato solo prodotto da processi di fusione atomica, e non da trasformazioni alchemiche, che avvengono per fenomeni elettromagnetici a livello di orbitali elettronici esterni di tipo quantico-probabilistici.
Quasi incredibilmente, fra gli altri, Tomaso d'Aquino scrisse un trattato sull'alchimia...
(Poi si traviò del tutto, con la Summa Theologiae).

Gli alchimisti antichi erano spesso spiriti eletti, eclettici studiosi, animati dal desiderio di ricercare la verità in modo globale: scientifico, spirituale e religioso... ma con i mezzi d'allora, che erano empirici.
Non hanno prodotto quasi mai alcun danno agli altri, ma, spesso, molti benefici e per questo, molti, sono finiti al rogo.
I moderni chimici, pur non producendo solo benefici, non finiscono mai al rogo (per fortuna), ma spesso, a quella fiera delle vanità che é il salone delle premiazioni dell'istituto per i Nobel di Stoccolma...

Per distillazioni successive, si cercava di estrarre la quint'essenza della materia sottile, una specie di anima delle cose, mentre il crogiolo serviva per trasformare al calore, la natura visibile della materia in nuove sostanze, e così via.

La preparazione dell'olio d'uovo sintetizza bene due principi fondamentali delle trasformazioni alchemiche: la essenza fisica della vita biologica, dell' energia creativa della forza vitale, il rosso d'uovo, appunto, ed il potere trasformatore-purificatore del fuoco...
Per questo è così potente.
I chimici d'oggi potrebbero facilmente individuare e nominare tutte le migliaia di molecole che si formano nel processo, ma nominare non sempre significa anche capire...
Pur non essendo chimico, qualcosa ho già cercato di dire, ma voglio aggiungere dell'altro.
Avete presente lo speck (quello originale, quasi introvabile), oppure il pesce affumicato?
Non solo sono una delizia per il palato, ma rendono le sostanze imputrescibili.
Centinaia di molecole antibiotiche, antimicotiche, antivirali, si formano nel processo di fumigagione, alcune anche molto tossiche, come i derivati del ciclopentanopeiidrofenantrene (e il nome stesso incute oscuri timori), potenzialmente cancerogeno. Per questo tali prodotti vanno presi a piccole dosi.
Ma l'olio d'uovo contiene anche ben altro.
Fra l'altro, fosfolipidi ed acidi grassi ricchissimi di doppi e tripli legami (se non brucia troppo!), notoriamente efficaci nel ridurre il rischi di trombosi ed infarto, per il potente effetto anti aggregante ed ipocolesterolemizzante... (ma che vorrà dire questo parolone?)...
Parole, appunto, finché non vengono messe in pratica, ad esempio nella cura della tubercolosi, ma non solo. Anche infarto, angina, ipotensione, astenia, malattie croniche virali, batteriche, parassitarie, come ho potuto verificare più volte...
Nella tubercolosi, ad es., anche piccolissime dosi (sicuramente non tossiche), ce la fanno, in pochi giorni, anche nei casi più gravi e con i ceppi più virulenti.
Ricordo, invece, che l'attuale terapia antitubercolare, prevede l'associazione da due fino a sette sostanze, (mediamente tre), per sei mesi l'anno, per tre anni e con risultati per niente certi e definitivi in tutti i casi.

Si, ma l'olio d'uovo non é scientifico...
Questo lo dici tu e te lo fa dire la tua ignoranza e la tua visione parziale e preconcetta...
E poi, scusate tanto, ma se anche fosse così, chi se ne frega...!

giovedì 14 maggio 2009

Il mal sottile: la TBC

Detta anche tisi (dal greco ftysis, consunzione), scientificamente tubercolosi, per i caratteristici noduli che ne costituiscono la base anatomo - patologica, é da sempre il male più temuto, che suscita orrore e vergogna, paura ed umiliazione, vituperio e desolazione.
Associata alla miseria ed ai vizi, anzi, agli stravizi, specie quelli legati al sesso, alla masturbazione, alla prostituzione, alla lussuria, ma anche al sovraffollamento, alla promiscuità, all'aria viziata delle case più malsane e povere, eccolo il male che simboleggia tutti i mali dell'umanità, dai suoi albori ai nostri giorni.
E' superata, nella cattiva reputazione, solo dalla peste, che però morde e fugge, (mentre la tubercolosi dura anche decenni), e dalla lebbra, causata da un mycobatterio, come la TBC, che però è a bassissima contagiosità, almeno nelle fasi avanzate della malattia.
Quasi tutti ne siamo stati contagiati, ma relativamente pochi se ne ammalano.
Ne muoiono ogni anno circa due milioni, più dell'AIDS, ma meno che per la fame e per le malattie del benessere: aterosclerosi, infarto e diabete.
L' acronimo usato, TBC, dimostra che il nome stesso, tisi o, più modernamente, tubercolosi, é un tabù...

Finché Redi e Spallanzani non dimostrarono che la generazione spontanea non esiste, i peggiori pregiudizi, che ho citato sopra, costituivano anche le più forti ipotesi sulla sua origine.
Poi arrivò il grande Pasteur, a dimostrare l'origine microbica di tante malattie, e Koch (nel disegno a lato), che individuò il mycobatterio nello sputo dei malati.
Lo stesso Koch scoprì anche il bacillo del colera.
Entrambi sono premi nobel della medicina.

In letteratura infinite opere hanno per protagonista la malattia stessa.
Fra tutte, basterà citare "La signora delle Camelie", di Dumas, che Verdi musicò mirabilmente con il nome, significativo, di Traviata.
Un po' per sdrammatizzare, mi permetto una piccola digressione.
La prima di Traviata, alla Fenice di Venezia, con la presenza di Verdi, fu un clamoroso fiasco, vuoi per l'argomento scabroso, vuoi perché la soprano protagonista era, secondo la moda dell'epoca, piuttosto... robusta, rubizza e compatta, suscitando ilarità, schiamazzi e fischi nel momento della tragica fine per "consunzione".
Verdi, in una notte burrascosa, se ne tornò in carrozza a villa Condulmer, presso Mogliano, ove era ospite.
Per accanimento della sorte, la carrozza, sotto un diluvio, si rovesciò in un fossato...
Presso la stessa villa, oggi "Hotel de charme" é ancora visibile il piano sul quale il maestro compose alcuni brani della sua opera, divenuta poi un successo universale.

Ma torniamo alla TBC. Il batterio che ne è causa è caratterizzato dal fatto di avere una struttura di membrana molto resistente, di trattenere la colorazione (metodo di Ziell - Nillsen) anche dopo lavaggi con alcool assoluto e acido solforico, di essere insensibile ai comuni antibiotici e di essere altamente contagioso, anche a concentrazioni ambientali minime.
Inoltre, si diffonde con le goccioline di saliva che emettiamo respirando e parlando.
Per nostra fortuna immunitaria, pur essendone (quasi) tutti contagiati, nel 90-95% superiamo indenni il contagio.
Nei paesi più poveri, invece, per molti motivi, la morbilità é molto più alta.
Acido P-aminosalicilico, Idrazide dell'acido isonicotinico, streptomicina, etambutolo, rifampicina e pyrazinamide sono i farmaci più noti e usati in terapia.
Molti, da noi, non sono più usati, perché estremamente tossici, ad es. la streptomicina, che provoca quasi sempre sordità e danni al fegato ed ai reni (ma altrettanto tossici sono anche altri).
In Africa, invece, per il basso costo, sono tuttora usatissimi.
La cura è (unico caso), del tutto gratuita, ma dura anni, i dispensari sono spesso molto lontani, non ci sono i soldi per pagare la benzina, la informazione é carente, e la vergogna fa il resto...
Aggiungi che, attualmente, stanno emergendo ceppi estremamente virulenti ed insensibili a tutti i farmaci noti, anche in associazioni multiple, ed il quadro é completo.

L'olio d'uovo, di cui ho parlato diffusamente nel precedente articolo, si é dimostrato quasi shoccantemente efficace in tutti i casi, fino agli stadi terminali...
Ben noto in Giappone, dove é nato, venduto nelle farmacie e ben studiato a livello universitario, ha subito, dopo la bomba di Hiroshima e Nagasaghi, lo stesso destino di molte altre nobili e buone tradizioni giapponesi: l'oblio e il non riconoscimento ufficiale, anche per coprire gli interessi delle multi nazionali del farmaco.
Molti altri prodotti naturali sono, oggi, allo studio, perché la malattia, vuoi per la multi resistenza, vuoi per i nuovi ceppi ultra virulenti, sta creando il panico nella comunità scientifica, ma i pregiudizi, specie quando coprono enormi interessi, sono duri a morire.

Ho lasciato al villaggio, in Togo, una scorta d'olio d'uovo sufficiente per cercar di curare tutti i casi di TBC, anche nei villaggi vicini e per molti anni.
Spero nella collaborazione dei miei amici laggiù, anche perché, forse, non tornerò più in Togo.
Voglio portare lo stesso prodotto in altri paesi, ed imparare l'uso di nuovi rimedi, naturali ed efficaci.
Non vanto nessun merito personale, non ho aspettative di nessun genere, che non siano la salute delle persone malate...

Voglio solo ringraziare e benedire quel medico, morto da tantissimi anni e sua nonna: veri umili benefattori dell'umanità.
Ma per loro e quelli come loro, non ci sarà mai alcun Nobel, solo quello della propria coscienza.

Grazie Africa, grazie di tutto ed a tutti, ed arrivederci a presto, in qualche altro indimenticabile, magnifico e terribile Paese!

martedì 12 maggio 2009

Olio d'uovo - Una trasformazione alchemica.

Ieri, finalmente, ho preparato l'olio d'uovo.
Si tratta di una ricetta, vecchia di secoli, derivata dalla tradizione popolare giapponese.

Tra la fine dell'ottocento ed i primi del novecento, un medico giapponese era divenuto famoso in tutto il mondo per i sorprendenti effetti da lui ottenuti nella cura della tubercolosi.
Famoso al punto che bastava indirizzare una lettera al "dottor TBC, Giappone", che questa veniva regolarmente recapitata.
Un giorno, finalmente, egli svelò il segreto della sua medicina: nessun segreto, era la ricetta di sua nonna per la preparazione dell'olio d'uovo!

Oggi, quindi, voglio parlare diffusamente e dettagliatamente di questa ricetta, avendo ripetutamente ed in più parti del mondo verificato l'efficacia estrema di questo rimedio della nonna nel guarire quella che, da sempre, è la più temuta (ed anche la più diffusa) delle malattie, la tubercolosi.

Quella che segue é una cronaca, quasi in diretta, di una trasformazione alchemica tramite il calore, che ho cercato di documentare anche fotograficamente.

Ho fatto comperare cinquanta uova al mercato del villaggio vicino, perché qui, nonostante qualche micro pollaio, dono di una Onlus giapponese, preferiscono lasciar libere le galline perché, mi hanno spiegato, crescono meglio, non si ammalano e la carne è più buona (ma anche perché, al chiuso, andrebbero nutrite, e qui tutto è prezioso...).
Così le uova si disperdono nella foresta, per il piacere di serpenti ed altri animali, che abbondano ovunque (spesso te li ritrovi in casa).

Delle uova ho utilizzato solo i rossi. Le cinquanta chiare sono andate a ruba fra i vicini di casa: cibo prezioso e gustoso (e noi le gettiamo nel lavandino...).
Mi hanno prestato un utilissimo (ed olezzante) fornello a petrolio, ed una pentola in alluminio pesante, con la forma del "pot au feu", ossia panciuta ed un po' ristretta in alto.
Questa pentola è la diretta discendente, in qualche modo, del crogiolo degli alchimisti.
In essa ho versato i cinquanta rossi ed ho acceso la fiamma, a fuoco medio.

La massima cura va messa nel mantenere la fiamma moderata, affinché il tutto non finisca per bruciare. Ci vuole pertanto un po' di pazienza, giacche il tempo di preparazione è di due o tre ore, a seconda della quantità d'uova.
Il mestolo (un ramo d'albero), non deve mai restare fermo. Con questo, manovrato in varie maniere, si rimescolano, triturano e strizzano i coaguli che rapidamente si formano.
Questa è la fase delle "uova strapazzate": quando la temperatura supera i 45°C, le proteine cominciano a coagulare, unendosi le una alle altre, tramite legami idrogeno, fra i teminali aminici NH e quelli acidi COOH.
In questa fase c'è un viraggio da Sol (proteine disperse in fase acquosa), a Gel (acqua rinchiusa da trame proteiche).
Altri legami si formano tra i gruppi sulfidrilici (SH) degli aminoacidi solforati, abbondantemente presenti nell'uovo, facilitando la creazione del coagulo. Sono questi gruppi che danno il caratteristico odore alle uova marce.

Mescolando e frantumando il grosso coagulo, l'acqua dispersa nel Gel comincia a liberarsi sotto forma di vapore.
Questa fase, in cui i tuorli virano da un bel giallo - uovo al bruno sempre più scuro, dura molto a lungo, oltre un'ora.
Verso la fine di questa fase, quando la temperatura raggiungerà in tutta la massa i 100°C, l'acqua residua entrerà in ebollizione, formando una nube di vapore chiaro, che solleverà i residui d'uovo frammentati, in una prima bolla, la bolla di vapore.
Ora la temperatura potrà salire oltre i 100°c, ed i frammenti d'uovo coagulati cominceranno a gemere le prime tracce oleose: colesterolo, trigliceridi, fosfolipidi (fra cui lecitine ed altri).
A questo punto la fiamma va abbassata, per non provocare la friggitura dell'olio che va formandosi.

La fase dell mosche impazzite.
Quando il calore ha cominciato a liberare i primi residui sulfidrilici, dal tipico odore, ho cominciato a sentire ronzare le mosche.
In poco tempo, dai quattro angoli del mondo, migliaia di mosche, di tutte le forme, dimensioni e colori, hanno formato una vera nuvola, tutto intorno al paiolo, gettandosi come impazzite a succhiare i frammenti e i micro spruzzi fuoriusciti dalla pentola.
Fra l'altro, in pochi minuti, hanno fatto piazza pulita dei residui rimasti nei gusci.
Non avevo mai visto nulla del genere: venivano a nutrirsi e curare le loro malattie...
Ho capito d'essere sulla strada giusta...
Intanto, la piccola nube azzurrina di vapore d'acqua, cominciava ad essere sostituita dai primi fumi dell'olio, sempre più scuri.
L'odore, la mescolanza di odori: zolfo, petrolio, olio che comincia a bruciacchiare, impregna ogni cosa, ed un puzzo degno dell'ultimo girone dell'inferno si legherà, quasi indissolubilmente a tutto: maglietta, capelli, perfino i sandali...In confronto, la sigaretta sembra aria d'un mattino di primavera...
Il tutto, ora, comincia a gemere e sfrigolare: "Come d'un ceppo verde ch'arso sia da l'un dei lati, dall altro piange e geme, per fumo che va via" (Dante, Inferno).
Abbassare ulteriormente la fiamma, sempre rimescolando, nel mentre si formerà la seconda bolla, quella dell'olio in ebollizione.
I residui solidi tendono di nuovo a riunirsi in un secondo coagulo, sempre più pastoso, filante e leggermente vitreo, come il caramello.
L'olio comincia a separarsi in massa.
Facilitate la separazione, inclinando un po' la pentola e portando la ganga in formazione da un lato, lasciando lo spazio per la bolla oleosa che si forma.
Alzare al massimo la fiamma, per mezzo minuto e spegnere il tutto. Sollevando il mestolo, la massa solida verrà via del tutto, pietrificata in carbone puro.


Attendere che il tutto raffreddi, quindi filtrare e travasare in boccette di vetro scuro, con contagocce.


Ecco l'olio d'uovo, perenne, incorruttibile, pronto a guarire anche i casi più gravi di tubercolosi...


Ma di questo parlerò un altro giorno.

domenica 12 aprile 2009

La distrofia maculare di Fuchs

(Dis. di Piero Bagnariol)
Con il nome di distrofia maculare di Fuchs, famoso oculista e ricercatore, s'intende una abbastanza rara patologia degenerativa della retina, soprattutto a livello della macula, o fovea, ove esiste la massima concentrazione di coni e bastoncelli, che consentono una visione centrale distinta.
Questa patologia, da causa ignota, ha una componente genetica, comporta una progressiva perdita della vista e può portare alla cecità.
Viene definita irreversibile, non curabile né guaribile.
Ma è proprio così?
 Anita dichiara un grosso miglioramento con l'auto trattamento su punti del viso, capo e collo, correlati con la retina. (Vedi articolo retinopatia e maculopatia degenerativa nel Blog)
Devo dare qualche spiegazione sul significato d'eredità.
Prendiamo ad esempio l'emofilia.
E' una gravissima malattia ereditaria, legata al solo sesso maschile (geneticamente XY), recessiva, che non compare nelle femmine, che solo la trasmettono, perché la presenza del difetto su entrambi i cromosomi X (femmina), è incompatibile con la vita dell'embrione.
Le femmine con un solo cromosoma X malato, non presentano la malattia, perché il secondo cromosoma X, sano, prevale-
Il maschio, che di cromosomi X ne ha uno solo, se questo è anche malato, presenta in pieno la malattia.
Questa è presente dalla nascita, incurabile ed inguaribile, e porta sempre a morte, per emorragie irrefrenabili.
Esistono altre forme meno gravi, le para emofilie, curabili e compatibili con la vita.
Un mio compagno di scuola ne è morto per essere stato trasfuso con sangue infetto da AIDS...

Torniamo alla distrofia di Fuchs.
Questa compare in età anche molto avanzata, con una certa prevalenza per le donne.
Ciò significa che il gene malato non è da solo sufficiente a determinare la malattia.
Ci vogliono anche altri fattori
- Genetici: il gene stesso difettoso, nel corso della vita può subire ulteriori danni che lo rendono pienamente capace di esprimere la malattia.
Infatti non tutti i portatori del difetto s'ammalano.
Oppure, altri geni protettivi possono esser danneggiati per fattori acquisiti, tossico-metabolici, e non proteggere più.
- Stile di vita: accumulo di tossine, radicali liberi, etc, che danneggiano la retina, esponendola all'effetto del gene malato.
Questi errori sono dipendenti da:
- troppo cibo - troppi prodotti animali e zuccheri (acidosi, tossine, radicali liberi),
- intestino pigro e sporco,
- postura scorretta con tensione nucale, collegata con stress retinico,
- respiro corto (acidosi, tensione),
- stress di vita quotidiana,
- stato d'animo, non ultimo il terrorismo medico nell'informazione sulla malattia.

Quindi le possibili terapie.
Meno cibo, carni e zuccheri.
Pulizia dell'intestino, digiuno e dieta: erbe selvatiche, enzimi, probiotici, antocianine, (es mirtillo).
Correttivi e Auto terapia dei punti correlati. (vedi, nel Blog, "Retinopatia e maculopatia degenerativa")
Ringraziamento e perdono: non arabbiarsi contro il sintomo, il destino, se stesso e gli altri, ma utilizzare il sintomo per migliorare la propria vita, in modo che la vita stessa lo riassorba come non più necessario.
Non paura di fronte alla diagnosi.
Sicuramente tutto questo porterà a ridurre i danni, ritardarel'evoluzione negativa e , con un po' di coraggio e costanza nella pratica, anche a guarire...

 Da parte mia, nei prossimi giorni, mi recheró per la quarta volta in Africa, e per la cinquantesima fuori Europa, a fare volontariato.Il mio progetto è semplice.
Fornire gli strumenti, scientifici, efficaci, sostenibili e non tossici, per curare malaria e TBC.
Queste due patologie sono le più diffuse e la prima causa di morte al mondo, con decine di milioni di decessi all'anno.
Studiare e valorizzare la medicina tradizionale africane, ricchissima ma sempre più abbandonata per cattiva informazione ed interessi di vario tipo.
Proporre un percorso di studi, fino alla laurea in medicina, e dare il sostegno necessario, a ragazzi in gamba, che possano diventare medici territoriali, con una utenza di oltre centomila abitanti.
Poi, che scelgano liberamente, secondo scienza e coscienza, quale medicina praticare.
Infine, realizzare alcune pompe a mano, perché l' acqua potabile divenga, per tutti e per sempre, sorgente di vita.

Auguro a tutti buona Pasqua.
Per chi volesse saperne di più, teoricamente e praticamente, propongo la lettura degli articoli "Retinopatia e maculopatia degenerative" e "Ancora sulla retina", sempre su questo blog