I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:

- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.

Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.

Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.

A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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venerdì 13 marzo 2009

Parliamo di cancro (senza paura) 5 - Il coraggio di guarire (con appendice sul Glioblastoma)

L'argomento di cui parlo stamani è tale "da far tremar le vene e i polsi".
E però, "con quanto mi resta di Mirra e di Parnaso m'è d'uopo entrar nell' aringo rimaso".
(Dante, sempre lui, meraviglioso ed infame toscanaccio, quasi Gino Bartali della penna...)

Nei precedenti articoli ho cercato di spiegare cosa è il cancro, anche positivamente ed utilmente, dal punto di vista della biologia umana.

Oggi mi resta da dire cosa significa guarire e come.
La vera guarigione non viene solo dall'esterno o per grazia ricevuta, anche se talvolta potrebbe sembrare così.
Anche se molta gente ha un concetto così basso di dio da pretende che egli possa dare ascolto ad un certo tipo di preghiere, calcolate ed egoistiche, Dio non è così.
Non possiamo sperare che sia, ad un tempo, infinita misericordia ed infinita stupidità... 'Aiutati, chè il ciel ti aiuta!'

In realtà la guarigione è un processo che deve coinvolgere prima di tutto il paziente stesso.
Dobbiamo renderci conto che la prima causa del cancro siamo noi stessi (altrimenti non ci sarebbero speranze) e, quindi, siamo noi stessi il primo strumento di guarigione.
Per guarire ci vuole un certo coraggio ed un certo impegno.
Guarire è, infatti, un processo, un percorso non all'indietro, come eravamo prima, ma in avanti, verso come dovremmo essere da un punto di vista umano.

Questo percorso richiede un progetto, un sogno, non basati solo sull'egoismo ed il calcolo, che del cancro non possono essere cura, semmai causa.

Guarire si basa su:
- Corretto modo di pensare e sentire.
- Corretto modo di respirare, nutrirsi e muoversi.
- Corretta fede in se stessi e nella saggezza e santità della Vita, nonché della natura, sua figlia.
(Dio non aiuta i pigri e non ama gli egoisti, perché l'essenza delle cose - rerum natura -, non è tale).

Dal punto di vista pratico, cioè della vita quotidiana, per prima cosa
- Pulire dall'inquinamento, sia esterno che interno, ad esempio con corretto digiuno e con clisteri.
(ne parlerò in futuro).
- Corretta alimentazione.
(Ne ho già parlato, incluso l'uso di verdure selvatiche e probiotici del mondo vegetale).
Spero di non sentir più dire "mangia quello che vuoi, pur di ingrassare", anche sotto chemio e radioterapia, quando già trattenere l'acqua è difficile. Non siamo mica maiali all'ingrasso!
E' definitivamente accertato che prodotti animali, zucchero raffinato ed alcoolici, oltre che il fumo, sono dannosi e cancerogeni.
Infatti nutrono il cancro, mentre i prodotti vegetali ci aiutano perché complementari al nostro metabolismo (vedi precedenti articoli).
Soprattutto nel cancro non possiamo continuare ad accettare solo quello che ci piace od a cui siamo abituati, perché anche queste sono state cause del cancro.
- Corretto respiro, inclusa risata, e corretto movimento.
- Corretto pensiero (ne parlerò alla fine).
Infine, ove necessario,
- Corretta terapia, non escluse, ove indispensabili, chemio e radioterapia, ma con la speranza che i medici si decidano a seguire una nuova strada, meno distruttiva e non cancerogena.
(Penso che i tempi siano vicini, per un buon motivo: i soldi stanno per finire!).

Concludo con due consigli di pratica quotidiana, tratti dall'insegnamento Oki do.

Ogni giorno, vorrei dire ogni momento, seduti, rilassati e con respiro sottile e regolare, provate a visualizzare mamma, papà e voi stesso, e vedere i volti che sorridono.
Se non ce la fate, ritentate o provate con la figura che viene più facile.
Inoltre, provate a chiamare per nome (senza suoni materiali), non solo queste persone, ma anche altri, come coniuge, figli, amici ecc, e soggiungete, lentamente, sillaba per sillaba, senza suono materiale: ... io ti perdono... io mi perdono... grazie.

Nella mia esperienza, sia personale che professionale, posso garantirvi che funziona.

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Un' appendice.
Tramite le domande più frequenti rivolte a questo Blog, ho letto che molti chiedono, fra l'altro, se si può guarire da uno dei peggiori tumori, il glioblastoma cerebrale.
Devo rispondere sì, che si può, in base anche a diretta esperienza.

Da quattro anni sto seguendo una paziente operata per glioblastoma 'multiforme', il peggio del peggio, secondo gli oncologi.
All'epoca, la Cassandra di turno aveva pronosticato da tre a sei mesi di sopravvivenza, ed in condizioni di vita estremamente penose. Ciononostante, a quasi quattro anni di distanza, oggi, 24 agosto 2010, la paziente non solo è viva, ma gode, persino, di ottima salute.
Se è stata male, quasi da morire, è stato dopo la radioterapia e durante alcuni cicli, particolarmente aggressivi, di chemioterapia.
Oltre a questi trattamenti ufficiali, da quattro anni questa signora si è impegnata in un percorso di auto guarigione che, seppure personalizzato, segue i principi ed i consigli pratici descritti in questo Blog.
Naturalmente, nel caso in questione, non mi attribuisco nessun merito particolare, e nemmeno posso escludere che il tutto sia merito dei trattamenti tradizionali, cui è stata sottoposta.
Tuttavia, non credo che le cose siano evolute così positivamente, solo ed esclusivamente per questi motivi.
Devo, infatti, far notare due cose.

A tutt'oggi, nella letteratura ufficiale, non ho trovato statistiche di percentuali rilevanti di pazienti sopravvissuti a quattro anni dalla diagnosi, e per di più in ottima salute: siamo sotto lo zero virgola zero e qualcosa per cento ... Il caso in quetione sembrerebbe quasi essere unico, ma certamente non è cosi!
Seconda: lo stesso Radioterapista - Cassandra, pochi giorni fa, ad una paziente con analoga diagnosi, ha pronosticato 'da tre a sei mesi di vita'. Ciò può significare due cose: o non era a conoscenza della positiva evoluzione del primo caso (ed i glioblastomi sono tumori relativamente molto rari), oppure, pur essendone informato (ed in tal caso avrebbe avuto anche legittimi motivi per essere orgoglioso di se stesso), oppure, dicevo, siffatti personaggi non credono più a nulla, nemmeno a se stessi!

Tuttavia, non esiste uno programma valido per tutti, ma dipende caso per caso.
Sarebbe però più utile ed opportuno che fossero gli stessi pazienti, anziché i medici, a dire come hanno fatto...
Ciononostante, per fornire un' ulteriore informazione ai tanti che fanno domande su questo argomento, propongo di leggere anche gli articoli 'Clorella' e 'Brodo concentrato di cipolla', su questo stesso blog, oltre ai precedenti quattro articoli sul cancro.
Devo tuttavia ribadire, in conclusione, che la guarigione, quella vera, non è un processo automatico- meccanicistico grazie a terapie solo esterne e solo sintomatiche.
Ma di questo, credo (o almeno spero), di aver già detto abbastanza.

(Nota inserita nell'agosto 2010 dall'autore del Blog).
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Un commiato - solo temporaneo.
Fra poche ore parto per il Togo, ove rimarrò per un mese.
Siccome sarò in un villaggio, spero di trovare un punto internet, per darvi qualche notizia.
Nel frattempo il blog continua con la galleria di ritratti di mio figlio Piero, dal Brasile, e con le ricette di mia moglie Marilisa, che ringrazio di cuore.

Arrivederci.
Giuseppe

venerdì 27 febbraio 2009

Parliamo di cancro (senza paura) - 1 - Le cause

Le cause di cancro comunemente accettate dal mondo scientifico accademico si possono riassumere in quattro gruppi.
Inquinamento
Ce n’è di tutti i tipi: chimico ed industriale, non ultima l’industria dei farmaci, naturale (radioattività spontanea terrestre), da scorie radioattive prodotte da ordigni bellici e dall’uso cosiddetto pacifico del nucleare. Ed ancora, radiazioni solari (raggi UV ad alta energia), radiazioni cosmiche (raggi x e gamma), elettromagnetico ( da elettrodotti, onde radio e radar), ecc.
In questo gruppo inseriamoci anche il fumo di sigarette…
Alimentazione
Questa, a sua volta, sia perché contaminata dalla chimica di tutti i tipi, sia per la natura di certi alimenti, in primis prodotti animali e zucchero bianco (in seguito spiegherò perché), sia per la quantità -eccesso !-, che il modo di cottura.
Genetica
Incidenza maggiore in certe famiglie d’alcuni tipi di cancro e continua scoperta di geni “cancerogeni”. Su questo dovrò ritornare.
Virale, batterico e micotico
Es: aflatoxine di certe muffe, alcuni tipi di sarcoma causati da virus ecc…

E basta? Salvo errori ed omissioni, per la scienza moderna dovrei dire punto e basta.
Devo aggiungere però che così non può bastare.
Questo spiega, al massimo, le cause del cancro nel mondo vegetale.
Io stesso ho avuto occasione di vedere, a Chernobyl i nuovi “mostri” vegetali, pini a tre punte, anziché una, ed altro.
Questa spiegazione non copre nemmeno le cause del cancro negli animali domestici, figuriamoci l’uomo!
Universalmente l’uomo è riconosciuto portatore di tre dimensioni, fisico, cuore-mente e spirito, inscindibili ed unitarie.
La scienza moderna in modo molto riduttivo, riesce a vedere solo la prima (ed un pelo della seconda, ma raramente).
Dobbiamo per forza aggiungere lo stato d’animo umano, in tutte le sue manifestazioni.
E’ di comune constatazione che ci possiamo ammalare di cancro per rabbia, nodi non risolti, depressione, paura (specie quella del cancro, indotta, spesso, da informazioni a senso unico), ecc.
Ma anche per sofferenza emotiva positiva verso qualcuno: lutto grave, tentativo d’amare e voler bene, desiderio di far felice chi non ne vuol sapere, o fa solo contro, e cosí via.

L’analisi delle cause non spiega però due cose: perché ci ammaliamo e che cos’è il cancro nella sua essenza biologica umana.

Avere il cancro non significa esserne malati, giacché dalla nascita alla morte, continuamente produciamo singole cellule cancerogene, o gruppi d’esse, che il nostro organismo, se ben funzionante a tutti i livelli, ha la saggezza e la capacità di riassorbire…

Ho avuto la fortuna d’aver due cancri visibili (e chissà quanti altri, non visibili…).
Il primo, un neo al volto, fortemente sospetto: eterociclico, discromico e da ultimo sanguinante.
Era comparso dopo sette anni di grave depressione, ed è scomparso da solo, dopo aver recuperato una condizione di normale benessere, grazie anche ad un’alimentazione più bilanciata (ne parlerò un’altra volta), ad un maggiore impegno fisico ed alla non paura del cancro stesso…
Il secondo, da parecchi anni presente, è un piccolo basalioma ad una gamba.
Essendo un cancro a bassissima malignità, me lo tengo ben caro, poiché è un osservatorio prezioso.
Continuamente ne verifico i cambiamenti di dimensione, di colore, di vascolarizzazione (la cosiddetta neo angiogenesi), e le loro continue oscillazioni, dai peggioramenti alla quasi totale scomparsa, in relazione allo stato d’animo (è il più importante), all’alimentazione, all’attività fisica…
Per me costituisce un laboratorio scientifico a cielo aperto e spesso esperimento l’effetto di varie sostanze naturali.
Fra l’altro regredisce con la propolis, l’aglio, la cipolla, il peperoncino, soprattutto associati a Bayu, un classico prodotto Giapponese, della tradizione Samurai, prodotto attualmente in forma ultra raffinata dal grasso omentale del cavallo.
(Non ho mai fatto pubblicità commerciale, ma essendo altrimenti introvabile e facendo un’eccezione, informo che è importato da Life Stream srl, di Pesaro).

Concludo questo primo capitolo sul cancro sfatando un mito negativo, a sua volta induttore di cancro: che esso sia il male del secolo…
Non è così, non tutto il cancro vien per nuocere.
Io stesso ne sto studiando il possibile e probabile significato biologico positivo, soprattutto nell’ontogenesi delle sue prime tappe biologiche...
Vi prego, smettiamo d’averne così tanta paura, di considerarlo il nostro nemico peggiore, perché, alla fine, siamo noi stessi causa e strumento di guarigione del cancro e dal cancro…
Meglio convincerci che il vero male del secolo è l’egoismo, vero cancro della società umana…

(Continua…).