I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:

- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.

Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.

Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.

A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
leggi tutto

lunedì 19 settembre 2016

Peperoncino: il regalo del Sudamerica per la salute

Ripropongo il vecchio articolo sul peperoncino ampiamente riveduto ed ampliato sulla base dell'esperienza di questi ultimi e non pochi anni. Per due buone ragioni: perché l'umile e saporita bacca delle Solanacee (Capsicum annuum L.), specie unica con migliaia di varietà, si conferma sempre più come una delle più utili che madre Natura ha disseminato, gratis, su questo 'bel pianeta' (o, per dirla con Dante, "L'aiola che ci fa tanto feroci"); e perché, tramite questo cornuto diavoletto, per chiamarlo anche in base al suo popolare uso scaramantico (Totò, fra tutti, ce lo ricorda: santo, subito!), è una buona occasione per ricordarci, almeno ogni tanto, di ringraziare, ammirare e rispettare, e non solo 'rapere, ruinare et distruere', come il buon Tacito, già 2000 anni fa, ci ammoniva ... 
A buon intenditor!




Peperoncino piccante

Contiene sostanze tipiche (capsicina e simili), associate ad enormi quantità di vitamine (specie C ed E),  ed a svariati pigmenti flavonoidi (antocianidi, quercetine ecc.), fosfolecitina, sali ed oligoelementi, etc.

Effetti terapeutici

Il peperoncino è un potente attivatore della circolazione locale, e quindi della ossigenazione dei tessuti, nonché un poderoso agente sudorifero, con effetto disintossicante e rinfrescante. E’ inoltre, grazie soprattutto ai pigmenti ed alle vitamine antiossidanti contenuti in abbondanza, uno dei migliori inibitori dei radicali liberi, i quali sono frammenti molecolari elettricamente carichi, super reattivi e catastroficamente tossici in svariate patologie, delle quali il cancro è paradigmatico.
E qui val la pena di dilungarci un pochino ... I radicali liberi (da non confondersi con quelli del compianto Pannella, bada bene!), vengono prodotti dall’organismo, o vi sono direttamente introdotti dall’esterno, in  svariate condizioni ambientali fisiche e chimico-fisiche.
Alcune di queste sono del tutto naturali, come la jonizzazione atmosferica prodotta dai forti temporali, la quale è, tuttavia, di brevissima durata e prevalentemente e di gran lunga vantaggiosa per la produzione di enormi quantità di Ozono (che oggi serve soprattutto a ridurre il buco polare, prodotto da noi stessi umani per banali e mal calcolate comodità del vivere quotidiano), nonché di Azoto libero, il miglior fertilizzante naturale esistente. (Come si vede, non tutti i liberi vengono per nuocere!)
Inoltre, sempre restando alle cause naturali, devo citare i raggi UVb, divenuti tignosi soprattutto in seguito al già citato buco dell’ozono, che di questi raggi è il filtro naturale più efficace. Ed ancora, le radiazioni cosmiche, fortunatamente rare, le grandi eruzioni vulcaniche e la radioattività che si libera in seguito ai grandi terremoti (Radon, in particolare), mentre quella naturale di fondo è stata fondamentale per il manifestarsi e lo sviluppo della Vita sul nostro Pianeta.
Ma la gran parte dei radicali liberi si produce per attività nocive messe in atto dalla stessa umanità, e di cui tutti siamo, più o meno pesantemente, corresponsabili. Le peggiori sono quelle che finiscono per inquinare sempre più gravemente l’atmosfera (con le famigerate nanoparticelle che penetrano ovunque ed il catastrofico nucleare), ed il grande, meraviglioso ciclo dell’acqua ...
Subito dopo citerei la grande chimica alimentare industriale, con molti dei suoi additivi, conservanti e coloranti, e quella agricola, specie con i pesticidi. Qui quasi nessuno può scampare; in molti, invece, potremmo sottrarci ai radicali liberi prodotti nel nostro organismo in seguito all’assunzione di alcuni farmaci, non sempre indispensabili e talvolta nemmeno utili, se non completamente privi di eticità. Parlo, ad es., di alcuni chemioterapici anticancro, specie quelli di vecchia generazione a base di alchilanti o mostarde azotate, che si sono dimostrati più dannosi del cancro stesso, ed essi stessi fortemente cancerogeni, anche (ma non solo!) per la loro capacità di produrre radicali liberi in quantità estremamente nocive.
 Gran parte dei Paesi scientificamente onesti li ha già messi al bando, ma non il Nostro, ahimè, benché da lungo tempo si sappia, anche da noi, ciò che anche gli altri già sapevano ...
 E che dire della famigerata radioterapia, che agli albori venne anche chiamata bomba al cobalto (e mai termine fu meglio azzeccato, anche se involontariamente ...). Oggi sappiamo con certezza che uccide più e peggio del cancro stesso, con sofferenze fisiche e morali spesso devastanti, anche per l’enorme quantità di radicali liberi (sempre loro!) che produce. Per fortuna, quasi tutti i Paesi civili (nonché etici) stanno per bandirla, se non l’hanno già fatto. Qui da noi, come sempre, vedremo ...
 Ma voltiamo decisamente questa dolente pagina e torniamo al nostro sempre più simpatico peperoncino.
E’ un antidolorifico di efficacia senza paragoni (confermo, per personale e pluridecennale esperienza, senza paragoni!), in vari tipi di dolore di origine muscolare, articolare, tendinea e nervosa, in particolare nella terribile nevralgia del trigemino! Nelle tendiniti è, forse, l’unico rimedio efficace, ad onta dell’usatissimo cortisone, l’eterno presente specie dove non serve ... In questi casi propongo di sfregare direttamente sulla parte un po’ di polpa di un peperoncino piccante, dopo averlo aperto per lungo e tolti i semi, che conserverete per altri usi (vedi in seguito). Per essere efficace, la parte trattata deve bruciare, almeno un pochino ... Se brucia un po' troppo ed il paziente è, diciamo cosi’, delicatino, meglio lavare via subito ed abbondantemente con un panno imbevuto di acqua fresca, per procedere in seguito (e sempre che il paziente stesso non vi abbia nel frattempo citato per danni - peraltro solo morali!) a tappe graduali, sospendendo quando il paziente sente il primo bruciore. Questo, comunque, il più delle volte svanirà nel giro di poco tempo e senza danni particolari alla cute. Ad ogni modo, l’esperienza rimane il miglior insegnante, mentre, eticamente parlando, meglio comunque provare sempre e prima su di sé: un rapida toccatina sulla lingua, il più delle volte, servirà a chiarire se il peperoncino che avete in mano appartiene alla famigerata sottospecie dei ‘carogna’! ... Ne riparlerò, più in generale, anche qui sotto.
 Uno dei meccanismi più noti, nonché maggiormente testati clinicamente su questo effetto antidolorifico, è la produzione, in risposta al peperoncino o perché esso stesso le contiene, di sostanze antidolorifiche naturali, ad es. le endorfine, chiamate cosi’ perché simili strutturalmente alla morfina, ma del tutto innocue e prive di effetti stupefacenti di qualunque tipo! Le capsicine, infine, si comportano come falsi agenti infiammatori, una volta legate ai recettori cutanei e mucosi specifici; ossia inducono, con un innocente e benefico inganno, una poderosa e naturale risposta anti-infiammatoria dell’organismo, non gastrolesiva né tossica, come spesso fa la chimica ... Che dire del peperoncino, se non ‘meraviglioso!’ nonché, secondo un mio soggettivo giudizio, solo in parte provocatorio, una delle buone ragioni (assieme a non molte altre ...) per cui e valsa la pena ri-scoprire le Americhe!
Il peperoncino è, inoltre:
Dilatatore dei bronchi, antisettico, anti putrefattivo e conservante alimentare. Stimola inoltre le le difese immunitarie e una buona circolazione dell’energia difensiva di superficie verso le aggressioni esterne. E' pure un ottimo attivatore dell’appetito, della digestione e della mobilità dell’intestino, favorendo con ciò anche lo scarico fecale e, dulcis in fundo, per molti di noi anche uno dei maggiori piaceri del palato e della vita quotidiana ...
Per tutti questi motivi, last but non least, è anche un ottimo preventivo e coadiuvante nella terapia globale del cancro, associato ai necessari, indispensabili cambiamenti dello stile di vita (vedi la voce Cancro nel blog).

Modi di impiego

- Uso esterno: impacchi locali, maniluvi, pediluvi e bagno totale -

Usato regolarmente in questi modi, anche grazie a svariate esperienze personali, ha drasticamente migliorato la sintomatologia e la prognosi di alcune gravi malattie circolatorie da chiusura dei vasi arteriosi, riducendo i sintomi (dolore che compare camminando o sotto sforzo di altre parti del corpo), aumentando altresi' la capacità e la velocità della camminata prima che compaia il dolore e riducendo il rischio di gangrena con prolungamento della sopravvivenza.
Caso personale: un anziano, con gravissima arteriosclerosi diffusa a pressoché tutti i vasi, multipli aneurismi e trombosi a tutta l’aorta  e per cui era stato sconsigliato qualunque intervento perché troppo rischioso, è riuscito a conservare la capacità di deambulare, per anni e senza gangrene, nonché con vistosa riduzione dei dolori e progressivo aumento dei tratti percorribili senza la loro insorgenza, con questo rimedio, praticato ogni giorno. Senza dubbio contò molto lo stato d’animo positivo e il suo impegno quotidiano.
Alla fine, su pressione dei familiari, forse mal consigliati da qualche nuovo operatore sanitario (del bisturi) un po’ troppo interventista, cambiò medico, si convinse (eufemisticamente!) a farsi operare e ... morì pochi giorni dopo: tragico!
 Va detto, tuttavia, che era già molto anziano, soffriva molto per la vedovanza e che, comunque, tutti prima o poi moriamo ...

- Consigli pratici per quanto sopra detto -

Versare in una bacinella di acqua ben calda mezzo cucchiaio di polvere fresca di peperoncino, oppure 6 o 7 peperoncini freschi, sminuzzati, associati ad una manciata di sale grosso, un cucchiaio di Zenzero in polvere (o tritato fresco!), e qualche presa di cannella e senape in polvere.
Immergere la parte, prolungare il bagno per almeno una decina di minuti, avendo a portata di mano acqua ben calda per rabboccare, se tende ad intiepidire. Ideale è quando si comincia a sudare.
Evitare in modo assoluto il pericolo di ustioni, specie nei diabetici, che potrebbero avere una certa insensibilità al calore.
Evitare, infine, di usare il suddetto ... brodetto per usi impropri, ad es. culinari, specie dopo l’uso terapeutico dello stesso! (Scusatemi per la piccola, ma non involontaria ironia che mi sono permesso ...)

 - Peperoncino per uso topico -
Oltre ai casi sopra descritti, si è dimostrato particolarmente utile anche nei casi di artrosi deformante nelle tre localizzazioni più frequenti della stessa: colonna, anche e ginocchia. Devo precisare tuttavia che, soprattutto in questi casi, una corretta attività di mobilizzazione, specie senza carico, rimane comunque del tutto indispensabile. Questa, una volta correttamente insegnata (nonché praticata!), resterà per sempre uno splendido bagaglio personale di esperienza per il mantenimento della propria salute e per l’auto guarigione.
Infatti il ‘tu guariscimi’ non esiste in Natura ... E per quanto mi riguarda, tanto meno a pagamento! Il medico, il terapista ed il paziente, oltre che il peperoncino, devono fare ciascuno la propria parte.

- Olio extra vergine al peperoncino -
Unisce ai pregi dell’uno quelli dell’altro. Particolarmente idoneo per trattamento esterno su superfici più ampie (es. lombosciatalgia, od in alternativa al precedente).

- Semi di peperoncino -
Collocati sui punti dolorosi (o sui punti di agopuntura, se noti), per mezzo di un cerotto non allergizzante, agiscono, oltre che per le qualità terapeutiche generali già descritte, anche per effetto della pressione meccanica locale, origine di importanti effetti biologici riflessi, e per l’aumento locale della temperatura cutanea.

Per bocca, naturalmente, il peperoncino è un ottimo integratore alimentare, anche se non da tutti gradito, purché l’eccessivo e prolungato calore di cottura non ne distrugga il contenuto vitaminico e biologico





sabato 4 giugno 2016

La battaglia con gli antibiotici ... 2 - La rivincita della natura

Escherikia Coli: un benefico componente della flora batterica intestinale trasformato dall'uso sconsiderato degli antibiotici in un terribile killer resistente a tutto, ma non alla saggezza della natura! L'allarme e' giunto al livello del panico paranoide: la mortalità sarebbe del 50%: più del 'famigerato' virus dell'Ebola! 
Ma e' proprio cosi? Non credo, anche perché questo tipo di notizie, assolutamente non bilanciate da altre conoscenze, che la 'meravigliosa' scienza medica già da tempo possiede, non fa che produrre esso stesso effetti devastanti, anche sul sistema immunitario di chi legge ... 
Ma andiamo con ordine. La E. Coli da sempre passa con una certa facilita', specie nelle donne, dall'intestino alla vescica ove, grazie ad un recettore vescicale e ad un ligando batterico (complessa molecola che gli consente di legarsi alle cellule della superficie vescicale), produceva fino ad ieri (o l'altro ieri ...) solo una cistite fastidiosa ma del tutto, o quasi, innocua. Il sistematico bombardamento antibiotico (sia quello degli alimenti provenienti da allevamenti animali, sia quello sparato in corpo per esorcizzare il demone della cistite stessa), ha prodotto il 'miracolo': il batterio si e' trasformato in quello che ho detto sopra!
Ma c'è un ma! Non e' pur da mo', ma da molti anni, che si sapeva che alcune sostanze naturali, ad esempio gli antocianidi, quelli che regalano a mirtilli, visciole, ribes e quant'altro il loro meraviglioso colore 'cian', rosso violetto, possiedono la capacità essi stessi di 'coprire' il recettore vescicale, impedendo a E. Coli (e quasi certamente anche a molti altri batteri pericolosi), di aderire alle cellule, quindi di aggredirle e farsi trainare all'interno dell'organismo. Non solo: le stesse sostanze riparano anche eventuali danni tessutali, stimolano il sistema immunitario, fanno ripartire il metabolismo, ossia il buon funzionamento cellulare, prevengono il danno citotossico prodotto da agenti chimici (antibiotici inclusi!) e da radiazioni pericolose (es. radioterapia).
Meraviglioso, verrebbe da esclamare! Eppure, ben sapendo ciò quanti sono stati gli 'illuminati Luminari' che hanno integrato la terapia antibiotica della cistite (e di tutto il resto) con un bicchiere al dì di succo di mirtilli o altre analoghe sostanze? Temo, ahimè, pochini ... E, purtroppo, le vitamine del commercio, ottenute per sintesi chimica, e spesso un tempo associate agli antibiotici, non contengono antocianidi, come chiunque puo' constatare a vista, ma al massimo coloranti artificiali, allo scopo di renderle piu' attraenti alla vista ...
Sui pigmenti biologici ho già scritto parecchio, su questo Blog, in particolare in 'Non sprecare 2, la bomba di salute'. Se siete interessati, andate a leggerlo ...
Da sempre la Natura, sotto forma di mondo minerale, vegetale ed animale, ha preparato la strada ed i mezzi idonei per la comparsa di una specie animale diciamo così ... intelligente: la nostra!
Aria, acqua, luce, piante, altri esseri viventi e non (dai batteri alle bistecche!), ci forniscono tutto ciò di cui abbiamo bisogno, farmacia inclusa!
Sì, ma vuoi mettere gli antibiotici! Appunto: utili se ben usati, ma catastrofici per quanto ho già detto. Antibiotici naturali: quasi tutto il mondo vegetale naturale, se manifesta una rigogliosa condizione fisica, e' anche perché ha imparato a produrre centinaia di molecole capaci di difenderlo dalla competizione con altri esseri: batteri, virus, funghi, parassiti e quant'altro, al tempo stesso creando un meraviglioso ecosistema di interdipendenza e reciproco vantaggio. 
'Pur baldo di speme, l'uom ultimo giunto le ceneri preme di un mondo defunto' (qui Giacomo Zanella si riferiva al mondo dei fossili) ... T'avanza, t'avanza divino straniero, conosci la stanza (il Pianeta!), che i Fati ti diero! ... Appunto: conosci, non disprezzare, calpestare, inquinare, devastare tutto, e soprattutto usala bene, "l'aiola che ci fa tanto feroci", per il tuo benessere e quello di tutti gli altri (se non e' troppo tardi!).
Una delle migliaia di specie di gramigna ...
Sugli antibiotici naturali, ad esempio propolis, artemisia e molto altro, ho già scritto a lungo. Mi limito ad una banale osservazione: quando gli animali domestici (ossia quelli che fatalmente condividono i nostri errori) hanno qualche problema, si curano in un modo semplicissimo ed efficacissimo: col digiuno e le erbe selvatiche. E di queste, in particolare la specie più diffusa sul pianeta: le graminacee ...

Capito? No! Pazienza, sarà per un'altra volta ... 
(Se ci sarà un'altra volta! Ma io ardentemente spero di sì e faro' del mio piccolo meglio per contribuire allo scopo).
Buona vita a tutti dal Montenegro!

venerdì 20 maggio 2016

"La 'battaglia' con gli antbiotici non solo e' persa, ma sta diventando una catastrofe cosmica". L'alternativa viene dalla Natura (come sempre!)

Quelle fra virgolette (e solo quelle!) non sono parole mie, ma cosi' recitano, oggi, le più importanti riviste della medicina ufficiale, in un corale piagnisteo senza proposte alternative. E non solo da oggi: lo si sapeva già da sempre, fin dai tempi di Fleming... 
Non ci resta che piangere, verrebbe da dire, ma anche 'chi e' causa del suo mal pianga se stesso'! Per fortuna, invece, l'alternativa c'e': da sempre! Ma andiamo con ordine.
La ragione, al di la di tutti gli errori-orrori compiuti in buona e malafede dagli operatori sanitari, sta nella legge di natura stessa: la resistenza agli antibiotici e' causata della enorme capacita' di mutazione dei batteri, direttamente correlata alla loro smisurata velocità di moltiplicazione ...
 La frase della Genesi 'andate e moltiplicatevi' pare sia stata presa entusiasticamente alla lettera dalle forme di vita più semplici: virus, batteri, protozoi, anziché dagli Adami e dalle Eve moderni, sempre più restii, (e pigri), per mettersi a fare figli ...
In pratica, matematica e statistiche alla mano: le mutazioni microbiche avvengono ad un ritmo con il quale nessuna sintesi chimica, anche la più fantascientifica, poterebbe tenere il passo ... Eppure, con una visione 'polifemica' delle cose, cioè non solo monoculare (per calcolo commerciale), ma anche miopico-monofocale-fissa (per abitudini mentali inveterate e coazione a ripetere gli stessi errori, specie nei momenti di panico), crediamo ancora che questo sia possibile: avete presente lo struzzo e la sabbia?
Ma non si tratta solo di antibiotico-resistenza: c'è ben altro che bolle in pentola! Siccome sono sempre i più forti che sopravvivono (secondo una ovvia legge di Natura), l'uso indiscriminato ed irrazionale degli antibiotici sta selezionando anche i ceppi più pestiferi ed ad altissima capacità di diffusione ambientale, come ad esempio il 'famigerato'  nuovo bacillo di Koch (vedi nel blog altri articoli sull'argomento).
Inoltre, l'intero ecosistema dell'organismo umano (ma anche animale e vegetale!) sta tragicamente mutando: flora batterica intestinale agonizzante e sostituita da mefitici batteri putrefacenti, con conseguenti danni, fra l'altro, all'integrita' della parete intestinale e conseguente assorbimento di alimenti non ben assimilati, diminuzione delle difese immunitarie loco-regionali (placche linfatiche di Peyer), e generali, per immunodepressione sistematica, produzione di anticorpi impazziti che aggrediscono il nostro stesso organismo ... 
En passant, vi siete accorti di quanti celiaci (veri o presunti!) siano oggi in circolazione? Provate a fare uno + uno, e capirete che le intolleranze alimentari, in diffusione a macchia d'olio, sono anche in larga parte secondarie a quanto appena detto...
Devo ribadire: quanto ho appena detto non e' solo conseguenza dell'uso massiccio ed incongruo di antibiotici, ma sicuramente questi vi stanno contribuendo significativamente!
Ad aggravare la situazione ci si mette anche un'altra legge naturale: in Natura nulla e' egoisticamente tenuto per sé:  la Vita si e' sempre diffusa e mantenuta tramite la incessante, larghissima e libera circolazione di informazioni utili a tutti gli altri esseri viventi. In Natura non esistono ne' brevetti ne' copyright!
In questo caso i batteri divenuti antibiotico-resistenti trasmettono e diffondono il messaggio della loro nuova capacità anche a tutti gli altri, nei modi più svariati, efficaci e, lasciatemelo dire, fantasiosi!: plasmidi (organuli di DNA codificanti la capacita' di resistere agli antibiotici), codici chimici di vario tipo, informazione alle molecole d'acqua circostanti, comunicazioni in codice elettromagnetico e quant'altro ... 
A prescindere dalle conseguenze del tutto sgradite, che giustamente ci riguardano, avendo noi stessi dato avvio al fenomeno, non posso fare a meno di fare il tifo per la Vita, osservarla con occhi di sbalordita ammirazione e rispetto e pero', naturalmente,  cercando di sottrarmi nel migliore dei modi alle conseguenze potenzialmente pericolose ... 
Come? Sempre facendo tesoro della legge di Natura ed utilizzando la sua stessa smisurata saggezza (ed offerta a costo zero!).
Ma di questo (ed altro) parlerò in un prossimo articolo ...

domenica 15 maggio 2016

2 - Non sprecare! La 'bomba' di salute

Vita Uomo Natura: 2 - Non sprecare! La 'bomba' di salute:  La 'bomba' di salute ... Nella nostra meravigliosa epoca della cosiddetta 'globalizzazione' (economico-commercial-mater...

sabato 7 novembre 2015

1: Non sprecare!

"La buccia la buttan via e resta soltanto la polpa ..."
Quando non viene buttata via anche quella!
 Ogni giorno buttiamo via migliaia di tonnellate di ottimo cibo, per non parlare di bucce e torzoli ...
Mi permetto di dare qualche consiglio pratico del vivere quotidiano in cucina, considerando che la cucina, il mangiare bene, ossia con creativita' intelligente in uno con la capacita' di usare tutto (o quasi), arte ben nota ai nostri nonni (o ai bisnonni, dipende dalla vostra eta'), sono le basi fondamentali anche della valorizzazione medicinale e terapeutica di quanto la Natura ci offre, ogni giorno, a piene mani.
Partendo dalle bucce, quando proprio non le possiamo usare direttamente: ben lavate e messe in alcool puro, bucce di mele e pere, patate, carote e quantaltro, sono una preziosissima sorgente di sostanze utili: sali minerali, vitamine del gruppo C (P, E, ecc), pigmenti (clorofilla, bioflavonioi, antocianidi, polifenoli, e chi piu' ne ha piu' ne metta - anche in alcool!), Spettacolari anticancro, anti vecchiaia, anti radicali liberi, in altre parole probiotici in senso ampio. Tre gocce al giorno sono sufficienti.
 A proposito, non sono un verdurista ne' un salutista ne' un igienista, ne' tanto meno un Vegano, ma forse un Marziano, innamorato della saggezza e della generosita' della natura; ebbene, e' ora di sfatare una leggenda: la dieta di sole verdure non necessita di nessun supplemento di vitamina B12, unico elemento vitale assente nella verdura. Le microdosi di B12, necessarie alla produzione di globuli rossi sani, sono infatti abbondantemente contenute nei microbi che sono ovunque presenti in quello che mettiamo in bocca. Persone male informate e piu' ignoranti del diavolo (oltre a dire autentiche corbellerie, Mirabella docet, che la dieta vegana e' carente di vitamine del gruppo B tout court!), invece, si stracciano le vesti al solo sentir parlare di tale dieta (priva di qualunque prodotto animale), adducendo la pseudo ragione scientifica che la B12 viene introdotta solo tramite prodotti animali ... Questo e' vero, se sterilizzassimo tutto quello che mangiamo con i raggi gamma, ma forse solo qualche igienista psicotico e' arrivato a tanto. Invece, visto che la B12, per essere utilizzabile, necessita di un fattore intrinseco, associato ad HCl, entrambi prodotti dallo stomaco, oltre che della saliva, stiamo attenti al consumo cronico di inibitori della pompa protonica, i nuovi antiacidi, spesso prescritti in via permanente per tamponare i danni gastrici prodotti da una sterminata marea d'altri farmaci d'uso corrente ... (che nessun 'illuminato' prescrittore degli stessi integra con dosi parenterali - per iniezione - di B12!).
Torniamo alla cucina: tutto quello che non usiamo delle verdure, e' ottimo per il brodo vegetale. Mi permetto di citare: gambi del prezzamolo, teste di carote, foglie di cipolle, aglio, porri, cavolfiori, ravanelli e quant'altro.
Un buon sugo od una minestra ecc. trarranno enorme giovemento, sia per l'occhio che per il palato, dall'uso di vegetali pigmentati: ad esempio, fiori di zucchina, zucca, cetrioli e simili (enormi quantita' di bioflavonoidi). Ed ancora, petali di rosa, dalie, cicoria e quant'altro (antocianidi), che, nelle giuste quantita', daranno una meravigliosa colorazione al piatto. Ravanelli: tagliati fini e salati, con aggiunta di limone e qualche petalo di geranio sono una bomba di sostanze anticancro. Cosi' la curcuma, economicissima, il miglior disintossicante del fegato, ad oggi noto ...Per non parlare delle infiorescenze delle aromatiche: timo, maggiorana, basilico, origano, santoreggia etc: profumatissime tutte, antisettiche formidabili, migliorano la digestione, tonificano e sollevano dalla depressione Per quest'ultimo male (che ho definito il 'male' dell'umanita'), non vi e' nulla di meglio dell'ortica, saporitissima, depurativa per eccellenza, fornitrice di fibra grezza (fibra che per chissa' quale ragione scientifica e' vista dai gastroenterologi come la bestia nera dell'intestino, mentre e' fondamentale per mantenerlo sano!).
Finisco con una gustosissima ricetta (che fara' inorridire vegani e animalisti in genere); la salsina al tonno. Basi: un buon tonno, mezzo limone, qualche cappero, una acciughina, olio extravergine, e tanta, ma tanta!, erba cipollina, prezzemolo, avanzi di frigo di verdure lesse: spinaci, cicoria e simili, un pizzico di curcuma, e per chi non lo disdegna, un piccolo pesto d'aglio, catalizzatore dello sviluppo degli aromi di tutto il resto. Frullare il tutto, e buon appetito!!!

PS: (cosi' come mi tornano in mente). Le bucce d'aglio: conservatele secche ed usatele, appena passate un attimo in acqua calda, per guarire piaghe ulcere torpide, ferite infette, piaghe da decubito ecc. Effetto spettacolare! Bucce di cipolle e radici di cipolle: quando ne aveta abbondante quantita' fate bollire a lungo e restringere. Dividete il brodo ben concentrato in una vaschetta per cubetti di ghiaccio. Tre cubetti al giorno, con un po' di limone: depurativo del sangue e meravigliosa terapia per il cancro, anche in associazione con eventuale chemio, di cui il paziente non vuole o non puo' fare a meno. E' documentato fra l' altro, in molte ricerche della medicina ufficiale, che la cipolla previene i danni da chemio - radio alle cellule sane e ripristina la sensibilita' di quelle cancerose alle suddette terapie 'obbligate' (???) della cosiddetta medicina ufficiale (ma nessun oncologo lo sa - ne' lo vuole sapere - ...). Piccioli dei cachi: tradizionale tisana anticancro, riconosciuta tale da moltissimi articoli della Medicina ufficiale nei paesi del sol levante. Piccioli verdi dei peperoncini piccanti, in piccole quantita' e fatti bollire con eufrasia e artemisia: guariscono ogni patologia infettiva della congiuntiva e della cornea, salvando inoltre dalla cecita' le gravissime cherariti dei paesi poveri (esperienza personale). Peperoncino fresco: sfregato direttamente sulla pelle guarisce la terribile nevralgia del trigemino e migliora drasticamente sciatiche, lombaggini, artrosi, tendiniti (eczema: esperienza personale, ma ci vuole coraggio ...) e patologie articolari in genere. Come vedete, sono tutti (o quasi), scarti di cucina!

giovedì 8 ottobre 2015

Cancro mon amour, vhala na posetj! 5 la guarigione 'scientifica' secondo natura


Cancro mon amour, grazie per la visita! 5 La guarigione 'scientifica'


Recentemente un gruppo di ricercatori Inglesi, partendo dall'osservazione statistica che le persone portatrici di eczema contraggono meno il cancro rispetto agli altri, è riuscito a dimostrare che il processo infiammatorio ripetuto e prolungato, alla base dell'infiammazione, stimola le difese immunitarie … La scoperta dell'acqua tiepida: lo si sapeva da circa 100 anni! E conclude così: la nostra scoperta, che colloca un'altra pietra miliare nella storia della medicina, non è di alcuna utilità pratica, ma serve a portare un elemento di serenità a coloro che sono tormentati dai sintomi dell'eczema … La scoperta dell'acqua fredda! Non è così, e cercherò di dimostrarlo, basandomi sulla mia esperienza.
Intanto, io prima ho avuto il cancro, e poi l'eczema, caso non preso in considerazione dagli autori dell'articolo, ma buon modello di controprova. Poi, l'eczema me lo sono prodotto io stesso, strofinando sul cancro della pelle, che era cresciuto oltre ogni limite di guardia, sanguinava e mi faceva male, sostanze naturali anti infiammatorie, nel caso specifico una foglia d'aloe, tagliata per lungo (ho strofinato la polpa, non la scorza esterna). 
Ho naturalmente ottenuto una risposta immunitaria contro le sostanze eterologhe dell'aloe, perché queste sono entrate in circolo; non però da sole, ma trascinando con sè anche le cellule del cancro, sui cui recettori avevano aderito tenacemente. In altre parole, il cancro, che stava dando metastasi ovunque, ha mandato in giro le proprie cellule con una miriade di allergeni dell'aloe. Conseguenza: una reazione immunitaria violentissima che ha colpito le sostanze dell'aloe ed insieme le cellule cancerose legate alle prime … Ma questo l'ho capito dopo, circa un mese dopo, quando ho visto che il tumore era in rapida regressione, mentre l'eczema peggiorava!
Cosa è successo nel mio organismo, parlando scientificamente, ossia dal punto di vista puramente chimico: niente altro che il naturale processo dell'infiammazione, mantenuta attiva dall'allergia, e durante il quale non si producono solo anticorpi, grazie allo stimolo delle difese immunitarie, come genericamente conclude il citato lavoro inglese, ma ben altro! Bastava leggersi un qualunque testo di fisiologia un po'aggiornato ... (Esame del secondo anno di Medicina!).
In sintesi la catena di eventi è la seguente: La reazione fra antigeni dall'aloe ed anticorpi, per prima cosa, libera enormi quantità di Istamina, una amina simpatico- mimetica, che produce una intensa vasodilatazione locale, con rossore, gonfiore, tumefazione, dolore e prurito: rubor, calor, tumor, dolor, nella mirabile descrizione di Ippocrate duemilacinquecento anni fa!
Da lì, a cascata, altre amine simpatico-mimetiche (adrenalina, in particolare, ma anche serotonina, potente vasodilatatore, ma potentissima sostanza antidepressiva naturale!). Non solo, ma anche endorfine, le sostanze naturali del benessere. Inoltre, corticosteroidi, per bilanciare gli effetti nocivi della infiammazione: cortisone e simili. A seguire acido arachidonico, unico acido grasso di esclusiva origine animale, nonostante il nome (che fa venire in mente le arachidi), potentissimo stimolatore della catena infiammatoria, tramite l'attivazione dell'enzima lipo-ossigenasi, ma anche della produzione di sostanze che proteggono lo stomaco dall'aggressione dei prodotti della catena infiammatoria: le prostaglandine. Segnalo che gli anti infiammatori del commercio, purtroppo, inevitabilmente bloccano anche queste ultime, da cui derivano i sanguinamenti ripetuti fino, in alcuni casi, alla perforazione del viscere.
Una volta avviato, il processo infiammatorio produce, a sua volta, un'ulteriore caterva di sostanze, tutte destinate ad eliminare quelle che erano state alla base dello stesso: virus, batteri, protozoi, funghi, tossine e quant'altro: capite la saggezza della natura e l'importanza del processo infiammatorio? Fra queste sostanze, i leucotrieni, le interleuchine, i fattori che rendono permeabili i vasi sanguigni, favorendo l'afflusso, nel luogo ove ce n'è bisogno, di globuli bianchi, plasmacellule, anticorpi liberi e legati ai linfociti, ed attivando inoltre gli istiociti giàpresenti nel connettivo: tutte cellule che digeriscono, sminuzzano, inglobano e sputano fuori i residui, ormai inoffensivi, di batteri, virus etc.! Cominciate a capire cosa vuol dire bloccare sempre il processo infiammatorio, quando sarebbe sufficiente, per un mal di denti o di testa, dare un semplice analgesico, che non blocca l'infiammazione, ma solo il dolore? Sublime saggezza (commerciale) di molti miei colleghi, purtroppo!
Ma non finisce qui. Durante l'infiammazione si producono, inoltre, interferoni naturali atossici, fattori di necrosi del cancro, cellule definite natural killer delle cellule neoplastiche: sublime saggezza della natura, non inquinata da sporchi calcoli commerciali. Vi faccio grazia di centinaia di altre sostanze chimiche, già note, e delle migliaia d'altre ancora da scoprire. Quello che ho detto basta ed avanza!
Conseguenze pratiche, valide per tutti i tipi di cancro: se induciamo una reazione allergica controllata ed atossica nel paziente cancerogeno, e se questi ha ancora un po' di parte sana, vitale e capace di reagire, molto probabilmente il cancro verrà distrutto! Altro che mera curiosità del modello naturale, fornito da chi, portatore di eczema, ha minori probabilità di contrarre il cancro, o di chi, come nel mio caso, malato di cancro, ha la … fortuna di beccarsi un eczema!
Allora, perché non farlo, visto che ogni reparto clinico è in grado di creare un piccolo eczema artificiale, non tossico, ma efficace?
Ancora una volta bisness, mi spiace, ma è così. Un solo ciclo di chemio costa da 40 a 400 dollari. Ogni malato di cancro (e di chemio), prima di lasciare questa valle di lacrima, devastato da entrambi, viene sottoposto ad un numero di chemio impressionanti: in taluni casi (quelli tosti, che non vogliono morire), fino a cento …
Nei paesi civilizzati (civilizzati?), i malati di cancro sono centinaia di milioni: fate pure un calcolo, approssimato per difetto … Avete capito? No, pazienza …
Che fare, allora, in alternativa a radio e chemio? Se volete saperlo, leggetevi le puntate precedenti, e molti altri articoli di questo stesso blog.
In conclusione, posso affermare che, dal cancro, si guarisce quando si guarisce da quel vero cancro che sono le nostre cattive abitudini ed il nostro modo scorretto di pensare ed agire.
Il nostro vero cancro è il nostro egoismo: il cancro siamo noi, quando non vogliamo ascoltare, capire ed amare.

Buona vita a tutti.

domenica 13 settembre 2015

Cancro mon amour, vhala na posetj (grazie per la visita) 4

 

Capitolo 4 – la guarigione: La purificazione

Quando il cancro e l'eczema hanno incominciato, rapidissimamente, ad invadere tutto, ho cominciato a purificare. Naturalmente ho avuto paura, ma non così tanta. Ero depresso , ma non così tanto da volermi suicidare tramite il cancro! Per prima cosa ho drasticamente ridotto il cibo e modificato radicalmente la qualità dello stesso: nessun prodotto animale, alcool, zuccheri (sotto ogni forma!, spesso sono travestiti …), cibi industriali; ho persino ridotto le sigarette, e per me è il massimo! Perché? Perché tutte queste sono le cose più tossiche per l'organismo, e quelle che nutrono meglio il cancro. Infatti le proteine animali, che necessariamente contengono molte, se non più delle nostre stesse tossine (pensate a come allevano oggi gli animali!), sono il pranzo di nozze del cancro! Alcool e zucchero, fra le altre cose, acidificano il sangue, favorendo ulteriormente il tumore … Cibi industriali: devo dire qualcosa? Mi fido della vostra intelligenza.
Tre giorni di digiuno, solo con tisane (sconsiglio il digiuno prolungato senza drastica purificazione, perché smuove troppe tossine bruciando i grassi che ne sono il deposito). Ho ripulito l'intestino: crusca, mucillagini (ad es psillium e semi di lino), molti liquidi, clisteri (con foglie di nespolo, potente anticancro e capace di lenire il fastidio da clistere), ma senza eccedere! Uno alla settimana. Ho sudato molto, vangando l'orto e andando in bicicletta (ma anche a piedi, di buon passo). Poi sono passato a dieta leggera: riso semi-integrale (per questione di gusto personale, va benissimo anche quello integrale, o, meno bene, quello bianco). Non pane e pasta perché poveri di fibre e sali minerali e troppo di zuccheri, anche se complessi (amidi troppo poco ramificati). Inoltre vegetali dell'orto (perché ho la fortuna di averne uno e non mi fido ciecamente del Bio commerciale), specie crudità e cercando di variare; pochissima frutta, e solo semiselvatica (ad es amarene, frutti di bosco) e qualche mela. Non ha ritenuto opportuno, infatti, farmi una inutile chemio con i pesticidi, ed inoltre la frutta del negozio contiene troppi zuccheri semplici (son quelli che ci fanno piacere tanto la frutta!), mentre le altre sostanze utili, vitamine ecc, sono più abbondanti nelle verdure. Tisane abbondanti (nel prossimo capitolo spiegherò quali e perché). Centrifugati di carote, mele ed erbe selvatiche, ad es. ortica, piantaggine, ma quasi tutte quelle note vanno bene. Il riso condito con olio extravergine, erbe aromatiche e sostanze naturali del mondo vegetale ricche di pigmenti. Anche di ciò parlerò in seguito, ma moltissime cose le ho già scritte nel blog (vedi cancro, pigmenti, alimentazione).
Per un mese nient'altro. Ho cominciato a sentirmi meglio in tutti i sensi, leggero, attivo, creativo, perfino umoristico (ma questa è una delle mie poche doti). Cominciavo a guardarmi il cancro- eczema e pensavo: è più eczema, e più eczema (e i giorni in cui stavo un po' giù: l'è più cancher, l'è più cancher!). Ma in genere ha prevalso la prima conclusione, anche perché il cancro originale, quello che chiamavo la casa madre, stava migliorando. Inoltre, premendo sull'eczema, facendolo cioè impallidire, sentivo meno nuclei solidi, spia delle metastasi cutanee…
Mi spiace dirlo, specie per i benpensanti ed i crociati dell'Inti-fumo (non è un refuso, ma gioco di parole!), ma miglioravo, nonostante, ripeto nonostante continuassi a fumare! Ma mi vergogno, oh quanto mi vergogno, oh quanto mi vergogno! (Però non mi pento, non mi pento: sono ormai un peccatore perduto ed impenitente). Tuttavia, almeno in questo, sono un po' come un prete: predico agli altri … Vi sconsiglio, pertanto, coerentemente e perentoriamente di fumare, col cancro o senza cancro o, se preferite, ve lo proibisco, e se lo dico io … Intesi, neh?
(continua , se mi reggete ancora ...)
 

Cancro mon amour, vhala na posetj (grazie per la visita) 3


 
Capitolo 3 Come sono guarito – 1) Lo stato d'animo


Inizio dallo stato d'animo perché è da quello che sono partito, è quello che costantemente è indispensabile per continuare nella guarigione ed è, senza alcun dubbio, l'elemento essenziale, più importante di ogni altra cosa, per mantenere uno stato di salute secondo natura. E cercherò di spiegarmi.
Per prima cosa dichiaro che non sono guarito solo dal cancro, ma da me stesso tramite me stesso e il cancro. Infatti il 'cancro' ero io stesso, con la mia condizione patologica del corpo, della mente e del cuore. Paradossalmente il cancro, in questo caso il carcinoma cutaneo, era, da un punto di vista biologico, la vera parte sana, vitale, creativa di me, ma anarchica, onnivora, dominante, fino al punto che avrebbe finito per distruggere tutto il resto di me, oltre che se stesso, se non avessi fatto qualcosa: muoia Sansone con tutti i filistei! Paradossale, ma vero, se abbiamo 'gl'intelletti sani' …
Dirò ancora quello che, da un punto di vista umano significa salute: armonia di corpo, mente e spirito, e vi invito, pian piano, a capire da voi cosa ciò significhi. Dico solo che tale definizione, che fa storcere il naso a qualcuno, è quella stessa data dalla OMS, e se lo dicono in quella Sede … La immediata conseguenza di questo principio è che guarire significa ripristinare una condizione naturale delle tre dimensioni umane: corpo, cuore-mente e spirito. La guarigione è un processo permanente, basato sullo stile di vita nella vita quotidiana. Guarigione non è altro che ricerca della verità!
Avevo coltivato un bellissimo orto, lo scorso anno, ma nell'inverno, per vari motivi, lo avevo lasciato andare in rovina. Le erbe spontanee erano ovunque prevalse e, a marzo di quest'anno si vedevano solo quelle. Solo? Non proprio. In un angolo, sopra la nuova vegetazione, spuntava ancora qualche ciuffo di cipolle. Così, mentre pensavo che entro poco avrei finito i miei giorni su questa terra, oltre che andare a tirare sul prezzo del funerale, mi sono detto: almeno le cipolle devono vivere un po' più di me … E poi, che brutto ricordo visivo sto lasciando di me stesso: almeno le libero dalle erbacce, e qualcuno potrà mangiarle. Sudando le sette camicie, son riuscito a liberare un metro quadro di terreno. Alla fine ero contento, stanco ma contento, è un po' meno depresso. Così, pian piano, in due settimane, ho liberato tutto il terreno, l'ho guardato e mi sono detto: un bel lavoro, ma adesso dovrei seminare qualcosa, piantare almeno i pomodori che mi piacevano tanto … E intanto mi sentivo più forte, anche se il mio peso era arrivato a 50 chili, e avevo aggiunto due buchi alla cintura. Vi lascio immaginare il resto: oggi è il più bell'orto della mia vita, e non solo: i pomodori, oltre il resto, sono anche riuscito a mangiarmeli!
Pian piano avevo smesso di pensare solo 'voglio solo morire' ma anche voglio cercare di morire un po' meglio … Ho ripreso ad andare in bicicletta, frequentare il bar, far da mangiare e fare terapia: stavo smettendo di pensare solo a me stesso: era iniziata la vera guarigione, ma ancora non lo sapevo.
Intanto l'eczema peggiorava, fino al punto di non riuscire più a dormire per il prurito. Allora anziché grattarmi a sangue giorno e notte, ho cominciato ad uscire di casa a qualunque ora, cercando di incontrare gente e parlare. Ho smesso di andare incontro alla morte, tanto quella era già al mio fianco e veniva con me ovunque andassi. Ma aveva smesso di farmi così paura, anzi qualche volta mi sembrava un po' amica e, almeno, così pensavo, mi avrebbe liberato da quell'orribile prurito. Ogni giorno lavavo a mano la biancheria intima, perché mi vergognavo un po' a farla vedere …
A maggio ero ancora vivo, e non stavo poi così male, tralasciando il prurito.
Ho fatto allora un altro passo avanti nel modo di pensare: non mi interessa più il modo in cui muoio, mi sono detto, ma come vivo, indipendentemente dalla morte, indipendentemente dal sintomo, indipendentemente da tutto. Era la guarigione dello spirito, la guarigione senza guarigione dal sintomo, è questo l'ho capito subito, e benissimo ( vedi l'articolo introduttivo di questo blog). Finalmente ho cominciato a sentirmi sereno e perfino felice …
Ma intanto il cancro? Il cancro, incredibilmente stava scomparendo! Ma come e perché lo dirò nelle prossime puntate.

Cancro mon amour, vhala na posetj (grazie per la visita) 2


Capitolo 2 – Come e perché mi è esploso il cancro.

Da decenni ero portatore di un piccolo epitelioma spino cellulare alla cute di una gamba, la destra, subito sopra il ginocchio, lateralmente. Un tumore di Bowen, a bassissima malignità, che rarissimamente degenera in cancro invasivo (i testi dicono mai, ma non è vero, se le circostanze sono quelle adatte). Io stesso lo tenevo in vita come laboratorio sperimentale per testare l'effetto di molte sostanze naturali anticancro, note per lo più alla scienza medica, ma che si rifiuta di usarle, perché ritiene la Natura scarsamente efficace, attendibile e, soprattutto, non scientifica!: cipolla, germogli di soja, salvia, peperoncino, alghe verdi (clorella, spirulina ecc.), graviola, estratti di fiori di tarassaco, iperico, artemisia, ortica, e molte altre ancora. Quando vi era una tendenza allo sviluppo tumorale, con neoformazione di vasi, crescita delle dimensioni, secrezioni siero ematiche, formazione di grosse croste sanguinolente (fenomeni più frequenti nei momenti di depressione o di scarsa attività fisica, eccesso di cibo e così via), applicavo per alcuni giorni una delle sostanze, sfregando direttamente la pianta fresca sulle lesioni, e modificavo lo stile di vita ... Queste regredivano rapidamente allo stato di minima espressione, talora con un alone intorno di tipo allergico, pruriginoso, ma che pareva servire ancor più a ridurre ulteriormente le dimensioni del povero carcinoma di Bowen … Le più efficaci: cipolla e peperoncino. Non andavo oltre per non distruggere il mio osservatorio. Scemo? no, solo un po' audace e sperimentalista per vocazione naturale. Infatti il Bowen non poteva diventare pericoloso, a meno che io stesso non avessi commesso gravissimi errori. Ma allora il cancro sarebbe esploso in tutto il corpo, anche indipendentemente dal Bowen… E così è stato, a Marzo di quest'anno.
Dopo molti mesi di una grave crisi depressiva, aggravata da una situazione del mio ambito parentale, che per lungo tempo mi aveva messo alla prova, forse fin oltre i miei ridotti limiti di resistenza, tutto è esploso. In poco tempo il carcinoma cutaneo è triplicato, la neoformazione vasale che lo alimentava a sua volta è diventata evidentissima, e subito emorragie prolungate. Contemporaneamente, al mio interno, strane sensazioni vibratorie, scorrere di cariche elettriche spaventose, formicolii a vari organi interi: fegato, milza reni, intestino, cervello. Insomma, un signor cancro coi fiocchi sulla cute e con forti ripercussioni generali. A quel punto ho deciso un ennesimo trattamento della lesione con aloe: subito il sanguinamento è regredito, ma nel giro di pochi giorni prima localmente, poi su tutto il corpo è comparsa una violentissima manifestazione allergica, estremamente pruriginosa secernente siero, con un grosso alone rosso, (1) al cui centro si notavano piccole tumefazioni dure. Insomma, un bel cancro – eczema diffuso a tutto il corpo, mentre aumentavano le violente scosse elettriche a tutto il corpo.
Fatale errore indotto dall'aloe? Invasione di tutto il corpo anche in profondità? No! Era la mia forza vitale, la mia biologia che stava reagendo, la mia salvezza; ma ancora non lo sapevo. Sono andato da un impresario di pompe funebri a tirare sul prezzo del funerale: 1700 euro, veramente un prezzo stracciato!
Allora, come ne sono uscito vivo? Lo dirò nelle prossime puntate …
Nota 1: lo chiamano eczema nummulare ( dal latino nummulus, piccola moneta) per la forma rotondeggiante, che ricorda quella di una moneta; è tipico degli adulti, la causa ufficialmente ignota, si parla solo di cute secca, povera di grassi. Questo è vero, all'epoca pesavo 50 chili (e sono alto uno e settantatré).

Cancro mon amour, vhala na posetj (grazie per la visita) 1


     

  Ho avuto il cancro
diffuso in tutto il corpo
ed ho creduto
che fosse la morte
ma mi sbagliavo:
era la vita
che mi danzava intorno
ed io ero la morte
e non me ne accorgevo.
Era la vita che mi danzava intorno
per farmi risvegliare
e quando l'ho abbracciato
il cancro se n'è andato
ha fatto il suo dovere.
Ho avuto il cancro
diffuso in tutto il corpo
non era lui la morte
ma lui era la vita !
(Canceroso reap, canceroso reap, canceroso reap!)


Capitolo 1: Non tutto il cancro vien per nuocere

Scientificamente, semplificando ed in ultima analisi, il cancro altro non è che un adattamento ad una situazione ambientale interna tossica: la nostra. Ossia un estremo tentativo di mantenere la vita di alcune cellule devianti in un corpo che sta lentamente morendo, per accumulo di tossine chimiche e morali, le quali tossine, poco a poco, sono diventate parte integrale di noi stessi per errori che non abbiamo riconosciuto o corretto: 'Tant'era pien di sonno in su quel punto – che la diritta via abbandonai'.
Ogni giorno qualche cellula vira verso uno stato cancerogeno, fondamentalmente per dare una scossa al nostro sistema immunitario già diventato ipoattivo, incapace di riconoscere il nemico (le tossine esogene ed endogene), dall'amico (la nostra parte sana e vitale). Il nostro organismo, la nostra fisiologia, infatti, era incorsa in un lento processo di mitridatizzazione, ossia assuefazione ai veleni esterni ed interni, del corpo e del cuore (questi ultimi, fondamentalmente, si chiamano egoismo), lasciando che agissero indisturbati, ma sempre più tossici. Se si tratta, invece, di tossicità ambientale, dobbiamo ricordarci che quasi sempre la causa è dell'uomo, e quando questa uccide, direttamente od indirettamente, allora, purtroppo, vi sono molte vittime innocenti, specie bambini … Stiamo tutti attenti a quanto inquiniamo noi per primi, senza dare sempre e solo tutta la colpa agli altri!
Le lesioni chimico-fisiche finiscono così per danneggiare, fra l'altro, minuscoli domini elettrochimici del nostro DNA, fondamentalmente strappando un elettrone a quelli che, impropriamente (e negativamente) sono chiamati proto oncogeni (2), ossia geni ritenuti, dalle Cassandre della Scienza, sempre in procinto di diventare cancerogenetici (generatori di cancro). In questo modo tali lesioni del genoma danno l'avvio alla generazione (non necessariamente degenerazione!) di quelle cellule super vitali ed autonome che vogliono a tutti i costi rimanere vive ed aiutare le morenti cellule sane (sane?) a darsi una scossa ed a reagire. Ma la mente prevarica, non coglie il messaggio, continua più di prima a voler sbagliare. Il sistema immunitario, ciononostante, si riattiva, colpisce le neo-cellule cancerose ed insieme molti loschi individui (tossine etc), insinuati in noi. Il cancro se ne va e noi, senza accorgerci, abbiamo tamponato i danni: quasi sempre è così, ma c'è un limite: errare humanum, perseverare diabolicum.
Quando il cancro diventa palese, comincia cioè a dare sintomi e ad essere visibile, almeno ai raggi X, quasi sempre interviene la chirurgia, asportandolo (non sempre l'intervento è radicale ma purtroppo, spesso, lo dissemina, senza peraltro sostenere granché la parte … sana); oppure tocca alla medicina oncologica di bombardare tutto con veleni ultrapotenti e micidiali radiazioni. Questi agiscono soprattutto sulla già sofferente parte sana, mentre rapidamente le cellule cancerogene, super vitali, diventano resistenti. Se riusciamo a superare anche questa fase, nonché a sfuggire all'accanimento terapeutico (spesso, infatti, si muore con l'ago della chemio in vena), e continuiamo a non correggere alimentazione, postura, respiro, stato d'animo (soprattutto la rabbia), allora, grazie anche alle lesioni indotte dalla chemio, quasi necessariamente ricompare il cancro: repetita juvant, ma oltre un certo limite la fine è irreversibile … (3)
Partita persa, allora? No, se comprendiamo in tempo il messaggio che la natura ci invia e cambiamo stile di vita e modus cogitandi (testa, in parole povere). Ma di questo parlerò prossimamente.
Nota: i cosiddetti proto-oncogeni non son altro che gruppi di geni deputati a favorire una armoniosa riproduzione cellulare, tissutale ed organica, mentre altri geni provvedono a decretare la morte di cellule in eccesso (un po' come fanno i pomodori quando hanno troppi fiori: saggezza della natura!). Perché allora chiamarli così, geni (quasi) già pronti a creare il cancro? Saggezza della scienza medica!
Nota 2: scrivo dal Montenegro, dove passerò un po' di tempo, e dove sto cercando di imparare il Serbo-Croato … Vhala na posena, appunto: grazie per la visita!
Nota 3: Interessante, fra gli altri, perché particolare ma rivelatore, il seguente effetto della radio chemioterapia in alcune leucemie. La tentata distruzione di tutto il patrimonio cellulare del sangue, ossia cellule che sono in perenne riproduzione a partire da elementi progenitori, messo in atto al fine di sradicare il tumore (meglio, i vari tipi di tumore) del sangue, lascia in vita alcune cellule primordiali, meristematiche, che hanno scarsissima tendenza alla riproduzione. A questo punto queste cellule, situate nel midollo osseo, iniziano, per compenso, una tumultuosa ed indifferenziata riproduzione, senza più specifiche finalità sostitutive, ma solo capaci di riprodurre se stesse, anche perché modificate, nelle loro biologia, da radio e chemio, ma non uccise … Potete immaginare le conseguenze: nuovo cancro, questa volta incurabile. Eppure ogni leucemia continua ad essere trattata solo con i sistemi classici! (Almeno dalla medicina ufficiale)

venerdì 2 marzo 2012

La salute dei 'nostri' figli. Esperienze in giro per il mondo

Tonnellate di giocattoli contraffatti, costruiti in oriente (e non solo in Cina!) utilizzando i rifiuti tossici  laggiù spediti dai paesi occidentali, in modo del tutto illegale. La fetida, ipertossica immondizia della nostra società dello spreco, rientra (nemesi storica?) nelle nostre case sotto forma di seducente plastica colorata, per finire nelle mani innocenti dei bimbi dei paesi ricchi.
  'Repubblica' (.It) lamenta, giustamente, le gravissime conseguenze per la salute dei nostri figli (che peraltro noi stessi seppelliamo sotto montagne di plastca, surrogato della nostra capacità di amarli ...).
Ma il giornale più diffuso in Italia, non spreca una parola sulla la salute di milioni d'altri bambini, essi pure innocenti, che, ridotti in schiavitù, lavorano in quegli inferni chiamati fabbriche, ove quei giocattoli si producono. Figli degli altri, appunto: e chi se ne frega! Figli di nessuno, comunque.
 Più di qualche 'illuminato' terzomondista, anche di casa nostra, ha pensato bene di 'salvare' i bimbi dei paesi poveri aprendo per loro fabbriche 'modello', in cui, in un'atmosfera che definire infernale sarebbe troppo poco, questi bimbi producono, per i suoi interessi e per pochi spiccioli al giorno, giocattoli per altri bimbi e sofferenze atroci per se stessi...
Ho visitato una di queste catapecchie, in India, ove un lungimirante benefattore dell'umanità teneva in semi schiavitù un centinaio di bimbi, che producevano componenti di plastica per giocattoli. L'interno del locale  era saturo dei nerastri vapori alla diossina che, con le sue mefitiche esalazioni, si stemperava nei quaranta gradi di temperatura del capannone. Ho resistito dieci minuti, poi sono uscito, dove l'illuminato proprietario (così mi era stato descritto) mi aspettava nella sua Mercedes... Ho mandato a quel paese lui, i monaci Giainisti, di cui era un seguace zelante (e dai quali era additato come modello di virtù umane), l'amico indiano che me l'aveva fatto conoscere, e me ne sono andato via, solo, a piedi, senza meta ...
Correva l'anno del Signore 1992 ...

PS: Quella prima esperienza diretta della terribile condizione in cui vivono i bambini dei paesi poveri ( ma non dimentichiamo che l'India, è anche il paese dove esiste il maggior numero di supermiliardari del pianeta), e quella mia reazione di estremo disagio per la loro condizione hanno avuto il benefico risultato di smuovermi a compiere un lungo viaggio, dentro e fuori di me, nell'allenamento al servizio. Più volte sono tornato in India, dove ho incontrato anche persone di altissimo livello umano, veri benefattori dei più poveri, come il dott. Kotari di Jaipur, editore del maggior giornale del Rajastan (12 milioni di copie al giorno!), ed ho stretto buone relazioni con molti monaci Giainisti, veramente degni del nome di esseri umani ...
 Sono stato sei volte in Cambogia, le prime tre presso la discarica di rifiuti di Ceun Ming Teu, ove un migliaio di bambini vivevano la loro dignitosa giornata lavorativa in condizioni disumane. Volevo fare qualcosa per loro: aprire una piccola baracca di pronto soccorso, ai margini della discarica. Per poterlo fare mi dimisi dal sicuro lavoro di medico convenzionato e vendetti la casa, bellissima, in cui vivevo super comodamente ...  L'onlus di cui facevo parte concentrò in seguito  la propria attività in un villaggio di contadini: Pum Ta Toich. Abbandonata la discarica di Pnom Pen, rimasi per alcuni mesi al villaggio, facendo anche parecchie terapie, ma soprattutto apprendendo dalle persone del posto moltissime cose sull'uso delle piante e delle tradizioni mediche locali., che si rivelarono utilissime nelle mie successive esperienze terapeutiche. Vedasi, ad esempio, in questo blog, il capitolo sulla soia verde. La popolazione del villaggio ci dette una grande lezione d'umiltà e di servizio, a nostro totale beneficio ...
 Fu poi la volta del sud America, in particolare la Colombia, ove ho fatto un po' di terapia nella giungla, presso gli Inga-Camsà, ricevendo in cambio mille volte di più di quanto avevo offerto (è veramente valsa la pena di correre anche qualche rischio con la guerriglia, padrona del territorio). Ho avuto, in seguito, il privilegio di visitare un campo profughi a Peshawar, in Pakistan, all'epoca dell torri gemelle... Esperienza drammatica e meravigliosa ad un tempo, che, pur nella tragicità del momento, mi ha fatto conoscere la capacità degli stessi profughi di accogliere i nuovi arrivati, che fuggivano dall'orrore dei bombardamenti nel vicino Afganistan, dividendo con loro il poco che avevano. All'epoca, infatti, i nuovi profughi, ufficialmente non esistevano, in quanto non erano legali; ma bisogna aggiungere, tuttavia, che il Pakistan ne aveva già accolti, in lunghissimi anni di guerre, più di 6 milioni, ed era  ai limiti del collasso economico e nel caos totale!  Gira e rigira, specie in Oriente, avevo anche acquisito una certa esperienza, tratta dalla saggezza popolare, nella cura d'alcune malattie tropicali, malaria e tubercolosi  in particolare, che ho avuto la fortuna di curare, con ottimi risultati, in Africa equatoriale. Anche di là sono tornato con un ricco bagaglio di nuove conoscenze, regalatemi da quelli che, troppo spesso, noi liquidiamo col nome di stregoni! Ma dove viviamo, che razza di arcaici pregiudizi nutriamo, verso chi non conosciamo per nulla! Quanti erboristi ho incontrato, in Africa,  preparatissimi dal punto di vista scientifico, nella conoscenza e nell'uso delle loro piante medicinali!
Dell'olio d'uovo e dell' artemisia, ma anche di ciò che ho appreso in Africa, ho già  parlato abbastanza diffusamente nel blog.
Ora mi sto allenando per partire a piedi intorno al mondo, da solo, con uno zaino e due o tre cose buone per la terapia, col proposito di fare import export di esperienze terapeutiche e di valori umani.  Mi considero fortunato e sono ricchissimo. La mia ricchezza è l'esperienza, la mia fortuna è stata, oltre quella d'essere nato, la sofferenza; i miei più grandi maestri (nonché spesso i migliori collaboratori), i bambini; ma anche moltissimi dei loro genitori e parenti ...
E poi diciamolo francamente, ciò che più di tutto e prima di tutto mi stimola e mi motiva, è un dannato, fortissimo amore per l'avventura e per l'esplorazione. Insomma, lo faccio perché e la cosa che mi piace di più, in assoluto, chiaro?

mercoledì 29 febbraio 2012

Very important information - Informazione importante

Informo i lettori di questo blog che Google sta attuando il più grande progetto di spionaggio e pirateria informatica della storia. Tutto quello che voi scrivete viene letto, analizzato ed usato per gli scopi speculativi del gruppo. Da domani scattano nuove norma che, in nome della tutela della privacy, invaderanno ogni spazio di internet. Ad oggi è impossibile qualunque tentativo, anche solo di bloccare la piratesca inserzione di pubblicità non richiesta, nella nostra posta elettronica ... La sig.a Alma Whitten, di Mountain View, Ca, USA è la responsabile del gruppo per la tutela della privacy, ma sta tutelando unicamente i mostruosi interessi economici del gruppo stesso.
PS La risposta del 'Gigante' di Moutain view non si è fatta attendere a lungo: mi è stato progressivamente reso sempre più difficile accedere ai miei account Google (avevo adottato, su loro consiglio la sicurezza in due passi tramite codice telefonico). E, poco dopo, è stato del tutto impossibile ... Sto capendo molte cose. Internet, lo sappiamo, sta diventando la droga collettiva più diffusa sulla terra, ed i padroni del vapore-internet stanno diventando i narcotrafficanti gestori della situazione. Ho riflettuto anche sulla mia dipendenza: da gmail, blogger, i miei blog ecc.Così, pian piano ho cominciato ad uscirne. Per primo da google +, che infarciva continuamente, lordandoli, i miei post con le sue proposte,ed aveva invaso tutta la memoria del mio computer: documenti personali e quant'altro. Da tempo ero già uscito da quel volgarissimo gossip - supermercato che è facebook ... Ora sono uscito anche da Firefox e da qualunque contatto diretto con google. Come faccio, allora, ad accedere ai miei vecchi accounts, ed a scrivere questo poscritto? Anche la formichina Giuseppe ha i suoi segreti: l'elefante e la formica! Può darsi che ora trovino un nuovo modo di fermarmi, ma non potranno mai fermare Giuseppe: son pronto a non usare più il computer e tutti gli annessi e connessi. Io rimango me stesso anche senza il mondo virtuale (ma, ahimè, assolutamente non virtuoso), di google e quant'altri.
Mi fanno un po' compassione quei due che si sono inventati google e che ora stanno tentando la scalata al potere del pianeta: i grandi 'gemelli' alla Orwell ...
Per questo, da Medico umano fedele al giuramento di Ippocrate, mi dichiaro disponibile, gratuitamente, a curare la loro tossicodipendenza (nel senso più ampio della parola), prima che sia troppo tardi. In fondo sono anche loro due formichine che si sono gonfiate come elefanti, e stanno rischiando di scoppiare.
Un caro saluto a tutti, ed un caloroso invito: vivere senza droga! La vita è troppo bella!!!

lunedì 20 febbraio 2012

Cosa significa salute

Salute è armonia
Salute, dal punto di vista umano, significa naturalezza del corpo, della mente e del cuore.
A livello fisico, pertanto, salute significa respiro naturale, calmo, regolare e profondo, utilizzando di base il diaframma e, nei casi di massimo impegno, anche tutta la gabbia toracica. Un respiro superficiale, concitato, irregolare, prevalentemente apicale, esprime sempre, invece, una condizione patologica del corpo, della mente e del cuore, dalla più leggera (ad es. ansia), alla più grave: malattie croniche e cancro ...
Noi siamo quello che mangiamo, quanto mangiamo e come mangiamo. Non esiste una alimentazione standard valida per tutti. Ed in questo senso, normalmente, la dietetica moderna non ha alcun valore, fissata com'è su calorie ed equivalenti calorici: un chilo di zucchero bianco equivale a due chili di cereali ... Nemmeno chi ingrassa maiali è così riduttivo e grossolano!
 I principi per un' alimentazione corretta sono semplici e profondi ad un tempo. Mangia variato, secondo quello che produce la tua terra e secondo la stagione, nella quantità sufficiente, masticando bene e con rispetto per il cibo ... e soprattutto senza sprecare.
Il baricentro

Nella statica e nella dinamica della vita quotidiana, manteniamo una postura corretta, secondo l'anatomia e la fisiologia della specie umana. Nel movimento, conserviamo sempre il baricentro, che sta nella parte inferiore dell'addome. Non facciamo i pigri, ma nemmeno abusiamo delle capacità fisiche individuali, ma alleniamoci con serenità e costanza. Mai uso di droghe, anabolizzanti e quant'altro: non siamo merce per fiere del bestiame!

Non di solo pane vive l'uomo: anche il cuore necessita del suo nutrimento: umiltà, gratitudine, rispetto per tutto e tutti, dedizione disinteressata agli altri sono gli strumenti per sviluppare un cuore umano caloroso.
Salute è l'armoniosa fusione di tutto questo, nella vita quotidiana.
Farmaci, rimedi naturali, chirurgia e quant'altro, non dovrebbero essere necessari. Al limite, una restrizione alimentare, un clistere e il salto di qualche pasto saranno più che sufficienti. La salute non è l'esito di una intossicazione farmacologica, ma tutto ciò che facciamo per evitarlo.
La madre terra che ci sfama
La salute è, innanzitutto, un dovere; verso sè, gli altri, la natura, l'universo, la vita.
La salute si basa sulla educazione: quella impartita dalla famiglia, secondo le tradizioni migliori locali, e poi sull'auto educazione, basata su esperienza e autocoscienza.
Basta, vi prego, basta con case trasformate in arene di combattimento per Pitbull, con genitori che si drogano anche davanti ai figli, con mense trasformate in monitor televisivi, con prediche stereotipe mentre i figli chiedono solo un po' d'ascolto.
 Basta con l'idolatria del vitello grasso, con la bramosia di beni solo materiali: i vostri figli, oltre che voi stessi, hanno bisogno del calore del cuore!

La prima digestione si fa in bocca; la prima educazione alla salute si fa in casa...
Non costringete i vostri figli a drogarsi per disperazione, vi prego, basta!!!
Un cuore d'amore

Solo quando la circolazione armoniosa di sangue ed energia, la comunicazione coerente e polarizzata fra le nostre cellule ed i nostri organi, si fondono con un modo di pensare sincero, disinteressato, basato sulla verità, e con un modo di sentire degno di un cuore umano, solo allora noi cominciamo a creare, ripeto, a creare la nostra anima: quella di un vero essere umano.

La nostra anima siamo noi stessi.

mercoledì 15 febbraio 2012

Whithney Houston Cronaca di una morte annunciata. La via della droga

Qui giace uno che si credeva più furbo degli altri. Si drogava
Al di là del dispiacere per la morte di un essere umano, oltre l'ipocrisia dei necrologi ufficiali, fuori dalle spiegazioni di milioni di esperti di tutto e di nulla, cosa resta, oltre la pietà e la compassione? Il ricordo di una voce meravigliosa, che non aveva nessun bisogno di cocaina o quant'altro. Ma anche lei, come quasi tutti nel suo mondo, non voleva vivere senza la droga. Barava, e non ne avrebbe avuto bisogno.
 Personaggi ultranoti, come lei o Michael Jackson, o Vasco col basco (Rossi), idoli di miliioni o miliardi di fans, con un potere di influenzare gli altri di dimensioni galattiche, sono diventati carriers di un messaggio di morte: quello della droga; e in gran parte i targets sono stati i giovani ... I nostri figli.
Di stupidi alla Vasco Rossi sono pieni i cimiteri: qui giace uno che si credeva più furbo degli altri ... Uno che ha saputo usare la droga creativamente ... Uno che sapeva quando farsi e quando non farsi. Un benefattore dei giovani... Uno dei tanti che ha fatto la fortuna dei 'Don Gelmini'!
Senza scomodare sociologi, psicologi, psicanalisti, psichiatri, medici, assitenti sociali, tutti alla fine accampano lo stesso motivo: mi drogo perchè soffro, e soffro per colpa degli altri.
Allora sentite questa.
Poco tempo fa ho conosciuto una donna africana: povera, sorridente, intelligente, raffinata, umile. Le ho chiesto le peripezie del suo arrivo in Italia e dei suoi figli. Dopo mille difficoltà, quando ormai ce l'avevano quasi fatta, in una catastrofica deriva nel Mediterraneo, alla fine i suoi piccoli sono morti di fame! Li ha visti sparire in mare divorati dai pescecani ...
"E se non piangi, di che  pianger suoli?"  (Inf., XXXIII, 42)
Quanti chili al giorno di coca e quant'altro, dovrebbe consumare questa donna? Ed al suo arrivo in Italia, ha visto un maiale travestito da uomo, paonazzo di rabbia (stia più calmo, signor Borghezio, che rischia l'infarto), straricco, che arringava una folle folla esaltata, al grido di: 'Accogliamoli a cannonate in culo!' ...
Che tristezza, enorme, cosmica.
Se pensiamo di poter esorcizzare i nostri meschini problemi (anche se a noi paiono enormi), con la droga; se pensiamo che la stessa ci possa tener fuori dalla sofferenza, peraltro equamente distribuita a chiunque sia un essere umano, meglio prepararci una targa ed un posto. In cimitero!
La battaglia della droga si vince con l'ascolto, il rispetto, l'amore per i nostri figli. Non con le armi della lotta al narcotraffico, da parte di persone che non la combattono se non hanno sniffato!
                                                           
                                                                          ***

"Quando fui desto innanzi la dimane,
pianger sentii fra 'l sonno i miei figliuoli
ch'eran con meco, e dimandar del pane.
Ben se' crudel, se tu già non ti duoli
pensando cio' che 'l mio cor s'annunziava;
Ee se non piangi, di che pianger suoli?
...
Come un poco di raggio si fu messo
nel doloroso carcere, e io scorsi
per quattro visi il mio aspetto stesso,
ambo le man per il dolor mi morsi;
ed ei, pensando ch'il fessi per voglia
di manicar, di subito levorsi
e disser:'Padre, assai ci fia men doglia
se tu mangi di noi: tu ne vestisti
queste miser carni, e tu le spoglia'
...
Poscia più che 'l dolor potè 'l digiuno."
( Divina Commedia, Inf., XXXIII, 37-75)


(Vedi anche il ciclo sulla depressione, su questo stesso Blog,  Salutesecondonatura.Blogspot.com  La depressione 

lunedì 6 febbraio 2012

Le lesioni dei menischi: Il vero e il falso

Ginocchia (e menischi) apparentemente sani
Una trentina d'anni fa subivo il primo, unico e, spero, ultimo intervento della mia vita: la 'sradicazione' di un menisco del ginocchio sinistro, leso in seguito a ripetuti incidenti sulli sci (da fondo).
I menischi, mi fu detto allora, non guariscono mai: se sono lesi vanno divelti (secondo la moda un po'... da macello dell'epoca).
Infatti, mi dissero, i menischi non hanno vasi ...
Secondo i vari luminari dell'ortopedia dell'epoca, la natura è stupida, mentre i ... (omissis) con laurea in medicina (e, naturalmente, in chirurgia), sono intelligenti.
Passati i primi due giorni di sofferenza, per un blocco vescicale, aggravato da un robustissimo gesso che inguainava tutta la gamba (perchè non si sa mai: il paziente, anche se medico, potrebbe fare movimenti incolsulti, tali da compromettere l'opera di 'cesello', operata dal 'bisturi'; ma era il Protocollo e, come in caserma o in diplomazia, il Protocollo va rispettato), passati i primi due giorni, già dal terzo giorno, siccome stavo meglio e mi annoiavo, presa una scopa in mano ho cominciato a pulire le stanze di degenza; non perchè il personale non lo facesse bene, ma così, tanto per fare qualcosa. (Anche all'epoca ero un po' originale).
Tornato a casa, per un po' ho dimenticato il ginocchio e l'ex menisco, ma ad ogni minima occasione il ... defunto si faceva sentire, eccome! Gonfiore, dolore, difficoltà a deambulare, finchè non si decideva a passare.
Una quindicina d'anni dopo mi ruppi anche il menisco mediale del ginocchio destro: una pessima lesione a manico di secchio ... La Cassandra di turno mi minacciò con la solita frase ... Ma questa volta non ci sono ricascato: con esercizi di rieducazione, il menisco ed il ginocchio destro sono guariti alla perfezione, tanto che, ancor oggi, posso praticare lo sciatsu in 'seiza', ossia inginocchiato sui talloni, senza il minimo problema.
Ma torniamo al punto di partenza: possibile che madre natura abbia fornito l'articolazione più delicata, per la stazione eretta, ossia il ginocchio, di due strutture esenziali, i menischi, che al minimo trauma vanno asportate?
Oltre ai menischi, anche le cartillagini articolari e le cornee non sono vascolarizzati direttamente, per ovvi motivi: la garanzia della trasparenza, nella cornea, e per evitare microemorragie in superfici articolari così delicate per il resto.
Allora, cornee, menischi, cartillagini articolari, come riparano i microtraumi (e spesso, anche quelli più gravi)?
Semplice:attingendo ai liquidi di lubrificazione, con cui sono in contatto: lacrime e liquido sinoviale; ed aggiungendo un po' di esercizi correttivi, in tutti e tre i casi. Se ciò non basta, ricorrendo all'aiuto della natura. Un collirio di eufrasia (con aggiunta di artemisia e, per i più audaci, di microdosi di peperoncino, come fa regolarmente il sottoscritto), per le congiuntive; strofinando direttamente peperoncino fresco, o secco, una volta fatto rinvenire in acqua, per le articolazioni (come fa lo scrivente). In entrambi i casi ottimi, specie sul dolore.
Se, nel caso delle ginicchia, la tumefazione persiste, io faccio così: metto a bagno due cucchiai di soia verde per una notte. La pesto in un pestello, riducendola in poltiglia, la applico sul ginocchio e fascio. Il giorno dopo il ginocchio è sgonfio, la funzionalità ottima (e la soia ha tirato fuori un cumulo di tossine, riconoscibili dall'odore: fetido!). Sono infatti convinto che, in generale, ogni zona di minore resisteza dell'organismo diventa sempre, in specifiche situazioni, un 'atrattore' di tossine d'ogni tipo, specie alimentari (ma anche farmacologiche)...
Nel modo descritto ho risolto, negli ultimi due giorni, un'ennesima sinovite al ginocchio sinistro (ma perchè la sinistra è così fragile? Boh!), associando digiuno e clistere!
Conclusione: i menischi non riparano mai: FALSO!. L'intervento di asportazione degli stessi previene patologie degenerative del ginocchio: FALSO! (Anche se i moderni interventi in artroscopia riducono di molto tale rischio). Il menisco leso, non operato, compromette per sempre l'articolazione del ginocchio: FALSO!
Certi luoghi comuni, come certi dogmi, sono duri a morire e, spesso, alcuni interventi si fanno soprattutto per l'immediata comodità del paziente e, in rarissimi, ma rarissimi (?) casi, anche per fare cassa ...
Cio detto, confermato e sottoscritto, debbo angiungere una cosa. In ogni caso, sono grato all'ortopedico ed all' equipe che allora mi operarono: infatti, all'epoca, io non ero in grado di fare altrimenti. E, probabilmente, neanche loro ...