Vorrei aggiungere qualcosa sul significato biologico dei pigmenti, o granuli cromogeni, presenti nelle alghe unicellulari ed in alcuni batteri fin dalla loro antichissima origina, e da cui si sono diffusi in tutte le forme viventi attuali.
Fra altre numerose funzioni, la più nota delle quali è la fotosintesi operata dalla clorofilla, i pigmenti hanno da sempre svolto anche una funzione protettiva dai danni prodotti dalle radiazioni elettromagnetiche solari ad alta frequenza (raggi UV).
Il meccanismo d’azione è in parte spiegabile dalla conoscenza di fenomeni, sotto il dominio della meccanica quantistica, per primo studiati ed interpretati da Einstein e Planck.
In sostanza, i granuli di pigmento, presenti anche nelle cellule animali (melanina), riescono ad intrappolare nelle loro molecole alcune frequenze elettromagnetiche della luce visibile e parte di quelle, non visibili, ad alta energia (es. raggi UV tipo B) .
Lasciano invece passare e diffondono, per specifici fenomeni di risonanza energetica molecolare, altre frequenze, utili per l’ecosistema biologico, nel campo della luce visibile.
Sono quelle frequenze che noi, ma anche gli insetti, ad es. gli impollinatori, percepiamo come colore caratteristico.
Per diversi motivi, sia i nostri occhi che quelli degli insetti sono attratti da alcuni colori, più che da altri.
I colori esistenti in natura, qualunque sia la loro origine, penetrano al nostro interno sia attraverso gli occhi che tramite la cute, producendo stimoli biologici ed emotivi diversi, agendo in particolare a livello del sistema nervoso e delle ghiandole endocrine.
Ad esempio, le frequenze verdi-azzurrine, del cielo sereno o certe acque marine, rilassano. Altre, come il rosso fuoco, eccitano; quelle intermedie (giallo arancio del sole), danno senso di calore e tonificano, il verde della vegetazione rinfresca.
Le sostanze pigmentate presenti nel mondo vegetale dovrebbero sempre essere presenti in una alimentazione equilibrata.
Oltre alle alghe unicellulari, di cui ho detto sopra, si pensi ad esempio, alle carote, ai pomodori, alle verdure, specie quelle selvatiche e di colore verde intenso, fra le migliaia di altre.
Queste sostanze sono una preziosa sorgente di vitamine ad altre sostanze utili alla vita, in particolare antocianine e polifenoli, che favoriscono la protezione e la pulizia dai radicali liberi, l’attivazione delle funzioni enzimatico-metaboliche indispensabili per la vita, la disintossicazione delle tossine, sia naturali che artificiali, e molto altro ancora.
La comparsa dei pigmenti negli organismi “primordiali”, ossia di epoche arcaiche, è stato uno degli eventi con cui la vita si è adattata a situazioni ambientali fortemente tossiche, quali erano presenti sul nostro pianeta oltre tre miliardi di anni fa.
Tali fenomeni, fra l’altro, hanno prodotto l’attuale composizione atmosferica, liberando enormi quantità di ossigeno ed assorbendo gas tossici. In tale modo hanno reso possibile la successiva comparsa di forme di vita organizzata ad un livello cosiddetto superiore, fino alla nostra stessa specie.
Anche ai nostri giorni il mondo vegetale, e più in generale l’intero ecosistema biologico, per quanto sia stato da noi saccheggiato ed inquinato, continuano a fornirci tutto quanto ci serve per vivere, ed anche quanto può aiutarci a correggere i nostri errori quotidiani.
Importante è saper utilizzare questo regalo della natura in modo degno di un essere umano, ossia con rispetto e gratitudine, oltre che con meravigliato stupore, mantenendo l’impegno di fare comunque la parte che ci spetta.
Gli stessi animali, se malati, ricorrono al digiuno ed alle erbe selvatiche… impariamo da loro.
I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana
I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana
Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:
- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.
Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.
Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.
A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:
- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.
Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.
Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.
A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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giovedì 12 febbraio 2009
mercoledì 11 febbraio 2009
Cipolla
BRODO CONCENTRATO DI CIPOLLA - Specifico per diabete, cancro e buona salute in generale.
Contiene elevate quantità di
Allil propil disulfide (APDS)
ALLICINA (Osssido di Diallil disulfide)
e inoltre:
Quercetina (flavonoide)
Sali minerali, vitamine etc.
APDS e ALLICINA sono forti ipoglicemizzanti:
la loro struttura, simile all’INSULINA, (essa pure una proteina disulfide), blocca competitivamente i recettori epatici insulino-specifici, che inattivano l’insulina. Ne deriva un aumento della quantità e del tempo di sopravvivenza dell’insulina endogena (Biodisponibilità).
APDS e ALLICINA sono resistenti all’ebollizione.
La QUERCETINA è un bioflavonoide presente in gran quantità nelle cipolle, ma anche nei broccoli verdi, nella parte bianca di arancio e limone e in numerosi altri vegetali, nelle alghe blu e verdi (Clorella, Spirulina) e, in particolare, nelle foglie del Nespolo e nell’Eucalipto.
E’ considerata uno dei più potenti anticancro naturali, testata in centinaia di prove cliniche, in prestigiose università di tutto il mondo.
Nonostante ciò, molti medici continuano volutamente ad ignorarla, relegandosi così, per sempre, in una specie di limbo nutrizionale e terapeutico.
La Quercetina è un potente inibitore della sintesi delle prostaglandine PGE-2, sostanze pro-infiammatorie e cancerogene. Essa è, inoltre, uno spazzino dei radicali liberi, che fra l’altro causano la degenerazione di numerosi sistemi enzimatici e dello stesso DNA, aumentando la carcinogenesi.
Ancora: blocca la lipossigenasi, che denaturando i grassi,li rende potenti fattori di degenerazione cellulare anche in senso neoplastico.
Ha uno spiccato effetto protettore sui capillari e sui glomeruli renali (diabete!), e stabilizza pure le membrane delle mast-cellule, inibendone la conseguente liberazione di istamina, causa finale scatenante dei sintomi locali e generali delle malattie tossico-immuno-allergiche.
Continuando: blocca la neoformazione di vasi dei tumori, riducendone così la crescita. Aumenta o ripristina la sensibilità ai chemioterapici delle cellule cancerose divenute resistenti, mentre aumenta la tolleranza delle cellule sane agli stessi.
Si è dimostrata più efficace del Tamoxifene nel bloccare le cellule del cancro del seno estrogeno-sensibili, inibendo i recettori agli estrogeni di tipo 2, presenti sulle stesse.
E’ in grado di riparare i danni della proteina-gene P 53, ripristinandone l’efficacia come potente anticancro attivo su oltre il 50% di tutti i tipi di cellule neoplastiche.
La quercetina è un bioflavonoide, del gruppo delle vitamine C ed E, scoperta con queste negli anni 30, dal famoso biochimico Szent Gyorgy, premio nobel per la medicina nel 1937.
Essendo la Quercetina modificata dal calore, le sostanze che la contengono, veramente numerose in natura, andrebbero assunte a crudo, o dopo preparazioni che ne preservino la degenerazione. La preparazione del brodo concentrato, che vi propongo, è stata fatta con questi criteri.
Per aumentarne l’assorbimento digestivo, un po’ scarso, andrebbe assunta a stomaco vuoto (almeno ½ ora prima dei pasti), assieme a vitamina C e Bromelina (Ananas).
Devo infine aggiungere che, come ogni altra cosa utile e buona, non può essere considerata una panacea assoluta, ma andrebbe inserita in un progetto globale di vita, in associazione con altri rimedi naturali o farmacologici e, soprattutto, correggendo lo stile di vita e l’atteggiamento di fondo del paziente, cause prime di qualunque problema di salute e sofferenza, sia fisica che morale.
PREPARAZIONE DEL BRODO CONCENTRATO DI CIPOLLA
Ad 1 kg. di cipolle biologiche (complete di radici, fusti e pellicole, scartate solo le prime, se troppo coriacee), e tagliate a pezzi non troppo piccoli, aggiungere 1 litro d’acqua pura e mettere a cuocere in tegame di coccio. Prima che arrivi al bollore, abbassare al minimo la fiamma, anche utilizzando uno spargi-fiamma.
Dopo 3 o 4 ore, cavare le cipolle, passarle al setaccio e unire al brodo la polpa così ricavata. Rimettere a fuoco lentissimo per altre 8 o 10 ore, finchè il brodo sia ben concentrato e di color marrone. Aggiungere un cucchiaio di agar.agar, versare in vaschette per cubetti, far raffreddare e riporre in surgelatore.
Il residuo fibroso delle cipolle passate al passaverdura va tritato fine e posto a surgelare in sacchetti di plastica per alimenti. Dopo alcune ore, farlo sgelare, strizzarlo bene dell’acqua residua e porre la fibra ad essiccare al sole. Si ottiene così un liofilizzato di fibra di durata illimitata, ottimo integratore di fibra nella dieta quotidiana.I cubetti di brodo vanno assunti ½ ora prima dei pasti, con un po’ di limone e, se possibile, una fettina di ananas, per migliorarne l’assorbimento, alla dose di tre o più al dì, secondo i casi e la risposta della glicemia.
Contiene elevate quantità di
Allil propil disulfide (APDS)
ALLICINA (Osssido di Diallil disulfide)
e inoltre:
Quercetina (flavonoide)
Sali minerali, vitamine etc.
APDS e ALLICINA sono forti ipoglicemizzanti:
la loro struttura, simile all’INSULINA, (essa pure una proteina disulfide), blocca competitivamente i recettori epatici insulino-specifici, che inattivano l’insulina. Ne deriva un aumento della quantità e del tempo di sopravvivenza dell’insulina endogena (Biodisponibilità).
APDS e ALLICINA sono resistenti all’ebollizione.
La QUERCETINA è un bioflavonoide presente in gran quantità nelle cipolle, ma anche nei broccoli verdi, nella parte bianca di arancio e limone e in numerosi altri vegetali, nelle alghe blu e verdi (Clorella, Spirulina) e, in particolare, nelle foglie del Nespolo e nell’Eucalipto.
E’ considerata uno dei più potenti anticancro naturali, testata in centinaia di prove cliniche, in prestigiose università di tutto il mondo.
Nonostante ciò, molti medici continuano volutamente ad ignorarla, relegandosi così, per sempre, in una specie di limbo nutrizionale e terapeutico.
La Quercetina è un potente inibitore della sintesi delle prostaglandine PGE-2, sostanze pro-infiammatorie e cancerogene. Essa è, inoltre, uno spazzino dei radicali liberi, che fra l’altro causano la degenerazione di numerosi sistemi enzimatici e dello stesso DNA, aumentando la carcinogenesi.
Ancora: blocca la lipossigenasi, che denaturando i grassi,li rende potenti fattori di degenerazione cellulare anche in senso neoplastico.
Ha uno spiccato effetto protettore sui capillari e sui glomeruli renali (diabete!), e stabilizza pure le membrane delle mast-cellule, inibendone la conseguente liberazione di istamina, causa finale scatenante dei sintomi locali e generali delle malattie tossico-immuno-allergiche.
Continuando: blocca la neoformazione di vasi dei tumori, riducendone così la crescita. Aumenta o ripristina la sensibilità ai chemioterapici delle cellule cancerose divenute resistenti, mentre aumenta la tolleranza delle cellule sane agli stessi.
Si è dimostrata più efficace del Tamoxifene nel bloccare le cellule del cancro del seno estrogeno-sensibili, inibendo i recettori agli estrogeni di tipo 2, presenti sulle stesse.
E’ in grado di riparare i danni della proteina-gene P 53, ripristinandone l’efficacia come potente anticancro attivo su oltre il 50% di tutti i tipi di cellule neoplastiche.
La quercetina è un bioflavonoide, del gruppo delle vitamine C ed E, scoperta con queste negli anni 30, dal famoso biochimico Szent Gyorgy, premio nobel per la medicina nel 1937.
Essendo la Quercetina modificata dal calore, le sostanze che la contengono, veramente numerose in natura, andrebbero assunte a crudo, o dopo preparazioni che ne preservino la degenerazione. La preparazione del brodo concentrato, che vi propongo, è stata fatta con questi criteri.
Per aumentarne l’assorbimento digestivo, un po’ scarso, andrebbe assunta a stomaco vuoto (almeno ½ ora prima dei pasti), assieme a vitamina C e Bromelina (Ananas).
Devo infine aggiungere che, come ogni altra cosa utile e buona, non può essere considerata una panacea assoluta, ma andrebbe inserita in un progetto globale di vita, in associazione con altri rimedi naturali o farmacologici e, soprattutto, correggendo lo stile di vita e l’atteggiamento di fondo del paziente, cause prime di qualunque problema di salute e sofferenza, sia fisica che morale.
PREPARAZIONE DEL BRODO CONCENTRATO DI CIPOLLA
Ad 1 kg. di cipolle biologiche (complete di radici, fusti e pellicole, scartate solo le prime, se troppo coriacee), e tagliate a pezzi non troppo piccoli, aggiungere 1 litro d’acqua pura e mettere a cuocere in tegame di coccio. Prima che arrivi al bollore, abbassare al minimo la fiamma, anche utilizzando uno spargi-fiamma.
Dopo 3 o 4 ore, cavare le cipolle, passarle al setaccio e unire al brodo la polpa così ricavata. Rimettere a fuoco lentissimo per altre 8 o 10 ore, finchè il brodo sia ben concentrato e di color marrone. Aggiungere un cucchiaio di agar.agar, versare in vaschette per cubetti, far raffreddare e riporre in surgelatore.
Il residuo fibroso delle cipolle passate al passaverdura va tritato fine e posto a surgelare in sacchetti di plastica per alimenti. Dopo alcune ore, farlo sgelare, strizzarlo bene dell’acqua residua e porre la fibra ad essiccare al sole. Si ottiene così un liofilizzato di fibra di durata illimitata, ottimo integratore di fibra nella dieta quotidiana.I cubetti di brodo vanno assunti ½ ora prima dei pasti, con un po’ di limone e, se possibile, una fettina di ananas, per migliorarne l’assorbimento, alla dose di tre o più al dì, secondo i casi e la risposta della glicemia.
sabato 7 febbraio 2009
Errori, educazione ed auto educazione
L’essere umano è l’unico, in natura, che può permettersi di commettere continuamente così tanti errori senza pagarne immediatamente le conseguenze con la propria vita o con la perdita della propria salute fisica e mentale.
Ciò è dovuto al carattere particolare del contesto familiare e sociale in cui si trova a vivere.
La famiglia gli fornisce, specie nei primi anni di vita, una protezione ed una tutela che, per qualità, quantità e durata, non trova riscontro in nessun esempio del mondo animale.
La società umana, poi, è fondata, in origine, sul consociativismo e l’interdipendenza, sull'aiuto e sostegno reciproci, sulla pluralità e sulla diversificazione, la comunicazione e lo scambio, che rendono possibile ogni progresso umano non solo scientifico-tecnologico, ma anche morale, etico e spirituale (per questo è diversa dall'alveare!).
Tutto ciò fa sì che l’uomo sia l’unico a poter imparare così tanto dai propri errori, quando sia in grado di correggerli in tempo, senza immediate conseguenze catastrofiche.
Negli animali non è cosi: un certo tipo e una certa quantità d’errori ripetuti li porterebbero sicuramente a morire.
Tuttavia, nella moderna società del cosiddetto benessere, che in gran parte è solo materiale, pare che l’uomo possa permettersi di imparare poco o niente dai propri errori.
Un malinteso senso d’amore verso i figli, spesso sfocia in una super protezione ed in una copertura solo materiale delle richieste di questi ultimi, che finisce per bloccarne ogni potenzialità creativa, lasciando crescere, al contrario, atteggiamenti egoistici e comportamenti puerili oltre ogni limite del giusto.
Alcuni hanno chiamato questo con il nome, suggestivo se non proprio perfetto, di famiglismo amorale.
Le stesse società del benessere, poi, completano l’opera, offrendo ai propri cittadini, o ad una parte di questi, un appoggio, una tutela e dei beni di consumo superiori alle reali necessità, mentre in altri campi l’abbandonano a se stesso, laddove avrebbe forse bisogno di maggior aiuto, e tutto ciò in base ad un calcolato tornaconto di carattere politico ed economico clientelare.
Ciò finisce per sfociare nella cultura dello spreco, a danno del pianeta stesso e dei miliardi d’esseri umani che vivono nelle società più povere.
Spesso vengono dichiarati, con enfasi, i progressi della moderna medicina, ma questi riguardano soprattutto le tecnologie diagnostiche e chirurgiche (merito soprattutto di ingegneri e fisici), piuttosto che vere innovazioni terapeutiche ed approfondimenti sulle reali cause dei problemi e sul modo di risolverli alla radice.
I moderni sistemi sanitari dei paesi più civilizzati, ad esempio, sono basati in gran parte sull'assistenzialismo e l’appoggio non necessari, a scapito dello sviluppo d’una vera e coerente educazione sanitaria, rivolta a rimuovere le cause e gli errori che stanno alla base dei comuni problemi di salute.
Quasi sempre, ciò avviene con il consenso degli stessi pazienti perché, anche se parziale ed insoddisfacente, ciò è pur sempre comodo…
Le varie religioni, in genere, si basano sulla predicazione ( agli altri), di ciò che andrebbe fatto in teoria, ma quasi mai sulla pratica e l’esempio del predicatore…
Questo ed altro, come dicevo, hanno reso possibile ad una parte (minoritaria) della società umana, di continuare a commettere errori, senza pagarne, subito e direttamente, le conseguenze sul piano individuale o collettivo, ma finendo per farle pagare, comunque, al resto dell’umanità.
Tuttavia, ogni essere umano, raggiunta la propria maturità biologica, è stato dotato da madre Natura, della capacità d’auto educare se stesso, indipendentemente dal tipo di famiglia e dal contesto sociale e culturale da cui proviene, anche se una corretta educazione familiare rimane essenziale per creare una corretta società umana.
Ciò richiede, naturalmente, un certo sacrificio ed impegno, nonché una forte volontà, ben determinata ad andare contro corrente.
Quasi inevitabilmente si sarà esposti ad incomprensioni, malintesi, derisioni e critiche e talora agli effetti devastanti dell’invidia e della gelosia, giacché la società, nel suo complesso, va in direzione opposta.
Gandhi, che metteva in pratica con coerenza, nella vita quotidiana, i propri principi, affermava quanto segue: persino il migliore degli uomini, con il più grande dei progetti, può essere mandato a gambe all'aria, in una notte, dal più meschino degli uomini, con il più squallido dei progetti. E però concludeva: comunque progettate in grande.
Sia la famiglia che la società hanno, quindi, un’enorme importanza e responsabilità, mai tali, però, da fornire un alibi finale, quasi di tipo carmico, alle nostre scelte sbagliate od egoistiche.
Solo lamentarsi non basta e finisce per non coprire nulla.
Non possiamo continuare a scaricare su ciò che chiamiamo famiglia, società o destino, le nostre responsabilità personali a nostro comodo ed a nostro piacere.
La vita e la storia di tantissimi esseri umani, di tutte le culture e di tutte le società, dimostrano che ciò e possibile e doveroso, perché l’indispensabile appoggio, se ben guardiamo, lo stiamo comunque già ricevendo dalla natura e da innumerevoli, e spesso invisibili, altri esseri umani…
Le richieste di miglioramenti sociali ed economici per la nostra vita, anche quando siano giuste e doverose, non possono esimerci dal percorrere il nostro cammino personale, in una direzione d’evoluzione umana, per il benessere e la prosperità di tutti.
Ciò è dovuto al carattere particolare del contesto familiare e sociale in cui si trova a vivere.
La famiglia gli fornisce, specie nei primi anni di vita, una protezione ed una tutela che, per qualità, quantità e durata, non trova riscontro in nessun esempio del mondo animale.
La società umana, poi, è fondata, in origine, sul consociativismo e l’interdipendenza, sull'aiuto e sostegno reciproci, sulla pluralità e sulla diversificazione, la comunicazione e lo scambio, che rendono possibile ogni progresso umano non solo scientifico-tecnologico, ma anche morale, etico e spirituale (per questo è diversa dall'alveare!).
Tutto ciò fa sì che l’uomo sia l’unico a poter imparare così tanto dai propri errori, quando sia in grado di correggerli in tempo, senza immediate conseguenze catastrofiche.
Negli animali non è cosi: un certo tipo e una certa quantità d’errori ripetuti li porterebbero sicuramente a morire.
Tuttavia, nella moderna società del cosiddetto benessere, che in gran parte è solo materiale, pare che l’uomo possa permettersi di imparare poco o niente dai propri errori.
Un malinteso senso d’amore verso i figli, spesso sfocia in una super protezione ed in una copertura solo materiale delle richieste di questi ultimi, che finisce per bloccarne ogni potenzialità creativa, lasciando crescere, al contrario, atteggiamenti egoistici e comportamenti puerili oltre ogni limite del giusto.
Alcuni hanno chiamato questo con il nome, suggestivo se non proprio perfetto, di famiglismo amorale.
Le stesse società del benessere, poi, completano l’opera, offrendo ai propri cittadini, o ad una parte di questi, un appoggio, una tutela e dei beni di consumo superiori alle reali necessità, mentre in altri campi l’abbandonano a se stesso, laddove avrebbe forse bisogno di maggior aiuto, e tutto ciò in base ad un calcolato tornaconto di carattere politico ed economico clientelare.
Ciò finisce per sfociare nella cultura dello spreco, a danno del pianeta stesso e dei miliardi d’esseri umani che vivono nelle società più povere.
Spesso vengono dichiarati, con enfasi, i progressi della moderna medicina, ma questi riguardano soprattutto le tecnologie diagnostiche e chirurgiche (merito soprattutto di ingegneri e fisici), piuttosto che vere innovazioni terapeutiche ed approfondimenti sulle reali cause dei problemi e sul modo di risolverli alla radice.
I moderni sistemi sanitari dei paesi più civilizzati, ad esempio, sono basati in gran parte sull'assistenzialismo e l’appoggio non necessari, a scapito dello sviluppo d’una vera e coerente educazione sanitaria, rivolta a rimuovere le cause e gli errori che stanno alla base dei comuni problemi di salute.
Quasi sempre, ciò avviene con il consenso degli stessi pazienti perché, anche se parziale ed insoddisfacente, ciò è pur sempre comodo…
Le varie religioni, in genere, si basano sulla predicazione ( agli altri), di ciò che andrebbe fatto in teoria, ma quasi mai sulla pratica e l’esempio del predicatore…
Questo ed altro, come dicevo, hanno reso possibile ad una parte (minoritaria) della società umana, di continuare a commettere errori, senza pagarne, subito e direttamente, le conseguenze sul piano individuale o collettivo, ma finendo per farle pagare, comunque, al resto dell’umanità.
Tuttavia, ogni essere umano, raggiunta la propria maturità biologica, è stato dotato da madre Natura, della capacità d’auto educare se stesso, indipendentemente dal tipo di famiglia e dal contesto sociale e culturale da cui proviene, anche se una corretta educazione familiare rimane essenziale per creare una corretta società umana.
Ciò richiede, naturalmente, un certo sacrificio ed impegno, nonché una forte volontà, ben determinata ad andare contro corrente.
Quasi inevitabilmente si sarà esposti ad incomprensioni, malintesi, derisioni e critiche e talora agli effetti devastanti dell’invidia e della gelosia, giacché la società, nel suo complesso, va in direzione opposta.
Gandhi, che metteva in pratica con coerenza, nella vita quotidiana, i propri principi, affermava quanto segue: persino il migliore degli uomini, con il più grande dei progetti, può essere mandato a gambe all'aria, in una notte, dal più meschino degli uomini, con il più squallido dei progetti. E però concludeva: comunque progettate in grande.
Sia la famiglia che la società hanno, quindi, un’enorme importanza e responsabilità, mai tali, però, da fornire un alibi finale, quasi di tipo carmico, alle nostre scelte sbagliate od egoistiche.
Solo lamentarsi non basta e finisce per non coprire nulla.
Non possiamo continuare a scaricare su ciò che chiamiamo famiglia, società o destino, le nostre responsabilità personali a nostro comodo ed a nostro piacere.
La vita e la storia di tantissimi esseri umani, di tutte le culture e di tutte le società, dimostrano che ciò e possibile e doveroso, perché l’indispensabile appoggio, se ben guardiamo, lo stiamo comunque già ricevendo dalla natura e da innumerevoli, e spesso invisibili, altri esseri umani…
Le richieste di miglioramenti sociali ed economici per la nostra vita, anche quando siano giuste e doverose, non possono esimerci dal percorrere il nostro cammino personale, in una direzione d’evoluzione umana, per il benessere e la prosperità di tutti.
venerdì 6 febbraio 2009
Eluana
Il “caso” di Eluana avrebbe dovuto costituire un’ occasione di silenziosa riflessione per tutti noi, ed invece tutti ne parlano, ma prevalentemente su di un piano esteriore, d' opportunità politico- religiosa, senza trarne alcuna conseguenza sul piano etico e pratico personale.
Così, alcuni di quelli che si stracciano le vesti per mantenere in vita Eluana, sono gli stessi che, di fronte ad altri esseri viventi in grave sofferenza (donne e bimbi inclusi), dicevano “accogliamoli a cannonate!”
Ancora, se, come dovrebbe sembrare ovvio, l’alimentazione è un dovere etico primario, essa andrebbe offerta, per legge morale, non solo a chi è in stato vegetativo, ma soprattutto a chi non lo è!
Cosa stiamo facendo noi stessi, di persona, per i milioni di persone che, ora, stanno morendo di fame nella piena integrità e sensibilità della loro mente e del loro cuore?
Non dimentichiamoci che quelle morti sono diretta conseguenza del nostro stile di vita, quello cosiddetto occidentale, basato sul mantenimento d'un benessere materiale avido, rapace e sprecone (Santa Romana Cattolica ed Apostolica non esclusa!).
Non sappiamo esattamente cos’è nella sua essenza la Vita in generale e quella umana in particolare, nè cosa sia realmente l’anima, al di là di ogni dogmatica od opportunistica saccenteria.
Sappiamo invece, od almeno potremmo immaginarcelo, che cosa siano la sofferenza fisica e morale di miliardi di esseri umani… ma ci accaniamo a cercare di definire ad ogni costo lo stato vegetativo in un senso, od in quello opposto, senza una esperienza personale od una prova diretta di esso.
In questo caso, solo Eluana potrebbe dircelo, se potesse comunicare.
Pur nel rispetto e nella comprensione della sofferenza del padre di Eluana, non posso non far notare che, nella sua battaglia per adempiere alla volontà storica della figlia, sembra essersi messo, suo malgrado, per una strada che presenta alcuni caratteri simili a quelli di un certo accanimento terapeutico…
Se Eluana potesse comunicare, oggi, dal suo stato vegetativo, cosa potrebbe dirci?
Forse che le sue sacche alimentari potrebbero salvare la vita di qualcuno che sta morendo di fame…
O, forse, ci chiederebbe di non lasciarla morire per fame e per sete...
Non sappiamo né sapremo ma, nel dubbio, potremmo cominciare a fare l’unica cosa utile e doverosa che il “caso” ci insegna: vivere un po’ meno da egoisti.
Così, alcuni di quelli che si stracciano le vesti per mantenere in vita Eluana, sono gli stessi che, di fronte ad altri esseri viventi in grave sofferenza (donne e bimbi inclusi), dicevano “accogliamoli a cannonate!”
Ancora, se, come dovrebbe sembrare ovvio, l’alimentazione è un dovere etico primario, essa andrebbe offerta, per legge morale, non solo a chi è in stato vegetativo, ma soprattutto a chi non lo è!
Cosa stiamo facendo noi stessi, di persona, per i milioni di persone che, ora, stanno morendo di fame nella piena integrità e sensibilità della loro mente e del loro cuore?
Non dimentichiamoci che quelle morti sono diretta conseguenza del nostro stile di vita, quello cosiddetto occidentale, basato sul mantenimento d'un benessere materiale avido, rapace e sprecone (Santa Romana Cattolica ed Apostolica non esclusa!).
Non sappiamo esattamente cos’è nella sua essenza la Vita in generale e quella umana in particolare, nè cosa sia realmente l’anima, al di là di ogni dogmatica od opportunistica saccenteria.
Sappiamo invece, od almeno potremmo immaginarcelo, che cosa siano la sofferenza fisica e morale di miliardi di esseri umani… ma ci accaniamo a cercare di definire ad ogni costo lo stato vegetativo in un senso, od in quello opposto, senza una esperienza personale od una prova diretta di esso.
In questo caso, solo Eluana potrebbe dircelo, se potesse comunicare.
Pur nel rispetto e nella comprensione della sofferenza del padre di Eluana, non posso non far notare che, nella sua battaglia per adempiere alla volontà storica della figlia, sembra essersi messo, suo malgrado, per una strada che presenta alcuni caratteri simili a quelli di un certo accanimento terapeutico…
Se Eluana potesse comunicare, oggi, dal suo stato vegetativo, cosa potrebbe dirci?
Forse che le sue sacche alimentari potrebbero salvare la vita di qualcuno che sta morendo di fame…
O, forse, ci chiederebbe di non lasciarla morire per fame e per sete...
Non sappiamo né sapremo ma, nel dubbio, potremmo cominciare a fare l’unica cosa utile e doverosa che il “caso” ci insegna: vivere un po’ meno da egoisti.
giovedì 5 febbraio 2009
Olio di Ricino
E’ l’unica pianta che contiene ricinoleina, ed in elevata quantità. Questa è un acido grasso con caratteristiche particolari:
-potente drenante linfatico
-stimola la produzione di linfociti T, che proteggono dalle infezioni batteriche, virali, da funghi e da parassiti in genere
-Stimola la rigenerazione del timo, dei linfonodi delle placche intestinali di Peyers, naturale difesa e barriera alle infezioni ed intossicazioni di origine intestinale ed esterna
riattiva la rigenerazione, riparazione e funzionalità metabolica cellulare, danneggiata per varie cause.
-Disintossica, probabilmente per la capacità di legarsi chimicamente con le tossine di varia origine, formando un complesso tossina-antitossia non più attivo e facilmente eliminabile.
(tieni presente che, nel seme del ricino, la parte oleosa è chimicamente legata con una potente tossina solubile in acqua, velenosa mortale, mentre la parte oleosa, separabile per spremitura, non è tossica, ma anzi, conserva probabilmente questa capacità di legame antitossico).
In base all’esperienza, suggerisco due modi di utilizzo:
Il modo tradizionale, per bocca, come energico purgativo e potente disintossicante intestinale.
Il massaggio od impacco cutaneo, anche in base ai suggerimenti di Edgar Cayce e del signor Yuji Yahiro, in molti problemi di salute:
-Nelle infezioni della pelle da batteri, funghi e virus.
-Nella psoriasi e negli eczemi. -
-Nelle artriti e nelle patologie croniche degenerative delle articolazioni (artrosi, malattie del disco intervertebrale).
-Nelle malattie compressive, degenerative od infettive dei nervi periferici: sciatica, nevralgia da herpes, nevralgia del trigemino etc.
-Nelle malattie di tendini, legamenti e muscoli, specie da causa traumatica, associate a dolore.
-Nelle lesioni conseguenti a paralisi: spasmo e rigidità muscolare.
-Nelle malattie gravi del fegato: epatiti e cirrosi…
-Utile nel riattivare le funzioni ed il metabolismo del fegato e del sistema immunitario e nel diminuire la tossicità generale nel cancro.
Faccio osservare che il riscaldamento della parte da trattare, come dirò sotto, è componente essenziale del beneficio sintomatico.
Senza attivare aspettative miracolistiche, posso affermare di aver confermato i buoni servigi dell'olio di ricino in queste situazioni, rimettendo al paziente la doverosa responsabilità di modificare le cause vere di questi problemi, insite nello stile di vita quotidiano.
Il compito fondamentale del terapista, qualunque sia il suo titolo accademico e la scelta terapeutica, dovrebbe essere quello quello d'indirizzare, sorreggere ed incoraggiare il paziente in questa direzione d'autoeducazione e tutela della propria salute, anche e soprattutto con il proprio esempio e la propria esperienza.
Massaggio con Olio di Ricino
Scaldare l’olio a bagnomaria, spalmare a caldo la parte da trattare e massaggiare per qualche minuto.
Coprire la parte con 3 o 4 asciugamani e riscaldare con ferro da stiro a temperatura media per almeno 20 minuti. Alla fine l’olio sarà stato tutto assorbito dalla cute, che ha affinità per i grassi, mentre quasi nulla rimarrà sul primo asciugamano.
Impacco.
Un panno morbido di cotone, ripiegato almeno 4 volte, intriso di olio, va avvolto in stagnola e scaldato in forno o padella. Quindi applicato, purché non bruci!, sulla parte da trattare. Avvolgere con cellophane o domopack, indossare un indumento leggero e applicare un termoforo per almeno 1 ora, massimo due. Consigliabile, nei mesi freddi, avvolgersi in una coperta e stare a riposo. Alla fine lavare i residui con acqua tiepida e bicarbonato. Il panno è riutilizzabile più volte, se conservato in frigo, aggiungendo ogni volta una certa quantità di olio fresco.
E’ consigliabile trattare sempre anche il fegato, per la forte riattivazione dell’organo, oltre che le zone sintomatiche.
-potente drenante linfatico
-stimola la produzione di linfociti T, che proteggono dalle infezioni batteriche, virali, da funghi e da parassiti in genere
-Stimola la rigenerazione del timo, dei linfonodi delle placche intestinali di Peyers, naturale difesa e barriera alle infezioni ed intossicazioni di origine intestinale ed esterna
riattiva la rigenerazione, riparazione e funzionalità metabolica cellulare, danneggiata per varie cause.
-Disintossica, probabilmente per la capacità di legarsi chimicamente con le tossine di varia origine, formando un complesso tossina-antitossia non più attivo e facilmente eliminabile.
(tieni presente che, nel seme del ricino, la parte oleosa è chimicamente legata con una potente tossina solubile in acqua, velenosa mortale, mentre la parte oleosa, separabile per spremitura, non è tossica, ma anzi, conserva probabilmente questa capacità di legame antitossico).
In base all’esperienza, suggerisco due modi di utilizzo:
Il modo tradizionale, per bocca, come energico purgativo e potente disintossicante intestinale.
Il massaggio od impacco cutaneo, anche in base ai suggerimenti di Edgar Cayce e del signor Yuji Yahiro, in molti problemi di salute:
-Nelle infezioni della pelle da batteri, funghi e virus.
-Nella psoriasi e negli eczemi. -
-Nelle artriti e nelle patologie croniche degenerative delle articolazioni (artrosi, malattie del disco intervertebrale).
-Nelle malattie compressive, degenerative od infettive dei nervi periferici: sciatica, nevralgia da herpes, nevralgia del trigemino etc.
-Nelle malattie di tendini, legamenti e muscoli, specie da causa traumatica, associate a dolore.
-Nelle lesioni conseguenti a paralisi: spasmo e rigidità muscolare.
-Nelle malattie gravi del fegato: epatiti e cirrosi…
-Utile nel riattivare le funzioni ed il metabolismo del fegato e del sistema immunitario e nel diminuire la tossicità generale nel cancro.
Faccio osservare che il riscaldamento della parte da trattare, come dirò sotto, è componente essenziale del beneficio sintomatico.
Senza attivare aspettative miracolistiche, posso affermare di aver confermato i buoni servigi dell'olio di ricino in queste situazioni, rimettendo al paziente la doverosa responsabilità di modificare le cause vere di questi problemi, insite nello stile di vita quotidiano.
Il compito fondamentale del terapista, qualunque sia il suo titolo accademico e la scelta terapeutica, dovrebbe essere quello quello d'indirizzare, sorreggere ed incoraggiare il paziente in questa direzione d'autoeducazione e tutela della propria salute, anche e soprattutto con il proprio esempio e la propria esperienza.
Massaggio con Olio di Ricino
Scaldare l’olio a bagnomaria, spalmare a caldo la parte da trattare e massaggiare per qualche minuto.
Coprire la parte con 3 o 4 asciugamani e riscaldare con ferro da stiro a temperatura media per almeno 20 minuti. Alla fine l’olio sarà stato tutto assorbito dalla cute, che ha affinità per i grassi, mentre quasi nulla rimarrà sul primo asciugamano.
Impacco.
Un panno morbido di cotone, ripiegato almeno 4 volte, intriso di olio, va avvolto in stagnola e scaldato in forno o padella. Quindi applicato, purché non bruci!, sulla parte da trattare. Avvolgere con cellophane o domopack, indossare un indumento leggero e applicare un termoforo per almeno 1 ora, massimo due. Consigliabile, nei mesi freddi, avvolgersi in una coperta e stare a riposo. Alla fine lavare i residui con acqua tiepida e bicarbonato. Il panno è riutilizzabile più volte, se conservato in frigo, aggiungendo ogni volta una certa quantità di olio fresco.
E’ consigliabile trattare sempre anche il fegato, per la forte riattivazione dell’organo, oltre che le zone sintomatiche.
Peperoncino piccante
Contiene sostanze tipiche (capsicina e simili), enormi quantità di vitamine (specie C ed E), pigmenti flavonoidi (antocianosidi, quercetina), fosfolecitina, sali ed oligoelementi, etc.
Effetto: potente attivatore della circolazione locale, e quindi della ossigenazione dei tessuti.
Potente sudorifero ( disintossicante e rinfrescante). Potente inibitore dei radicali liberi (frammenti molecolari elettricamente carichi e super reattivi, prodotti od introdotti dall’esterno nell’organismo, in svariate condizioni tossiche od irritanti,- es. radiazioni, alcuni chemioterapici etc.-, capaci di danneggiare le strutture cellulari ed il patrimonio genetico per reazione chimica fortemente ossidante).
Antidolorifico in vari tipi di dolore di origine muscolare, articolare, tendinea e nervosa. Uno dei meccanismi noti è la produzione di sostanze morfinosimili naturali (endorfine), in risposta allo stimolo rubefacente della capsaicina.
Dilatatore dei bronchi.
Antisettico, antiputrefattivo e conservante.
Stimola le difese immunitarie ed una buona circolazione dell’energia difensiva di superficie dalle aggressioni esterne.
Attiva la digestione e la mobilità dell’intestino, favorendo lo scarico fecale.
Per tutti questi motivi è anche un buon preventivo del cancro
Uso esterno: impacchi locali, maniluvi, pediluvi e bagno totale.
Usato regolarmente per pediluvi ha migliorato le conseguenze di gravi malattie circolatorie da chiusura dei vasi arteriosi, riducendo i sintomi (dolore camminando), aumentando la capacità e la velocità della camminata prima che compaia il dolore, riducendo il rischio di gangrena e prolungando la sopravvivenza.
Caso personale: un anziano con gravissima arteriosclerosi diffusa con multipli aneurismi, e per cui era stato sconsigliato qualunque intervento perchè troppo rischioso, è riuscito e rimanere discretamente attivo per anni e senza gangrene, con questo rimedio, praticato ogni giorno.
Senza dubbio contò molto lo stato d’animo positivo e il suo impegno quotidiano.
Alla fine cambiò medico, su pressione dei familiari (non convinti di quanto era stato fatto), si convinse a farsi operare e morì pochi giorni dopo…
Va detto, tuttavia, che era già molto anziano, soffriva molto per la vedovanza e che, comunque, tutti prima o poi moriamo.
Uso per impacchi o bagni locali
Versare in una bacinella di acqua ben calda mezzo cucchiaio di polvere fresca di peperoncino, o meglio 6 o 7 o più peperoncini freschi o secchi, sminuzzati, eventualmente associati ad una manciata di sale grosso.
Immergere la parte, prolungare il bagno per almeno una decina di minuti, avendo a portata di mano acqua ben calda per rabboccare, se tende ad intiepidire. Ideale è quando si comincia a sudare.
Evitare in modo assoluto il pericolo di ustioni, specie nei diabetici, che potrebbero avere una certa insensibilità al calore.
Uso diretto per problemi localizzati all’apparato muscolo-tendineo- scheletrico (es. tendinite, periartiti, artrosi etc.) e nelle nevralgie e neuropatie anche gravi (es. nevralgia del trigemino, paralisi da freddo del nervo faciale, neuropatia diabetica, mal di denti etc.)
Strofinare direttamente e ripetutamente un peperoncino fresco (o brevemente immerso in acqua calda, se secco) sulla parte da trattare, finché assume un bel colore rosso arancio.
In pochi minuti si ottiene una netta riduzione del dolore, che perdura a lungo, ed un recupero funzionale di entità variabile in rapporto alle cause ed alle condizioni anatomiche alla base della patologia.
Naturalmente, nelle gravi patologie croniche con deformità ossee e perdita di cartilagine, l’effetto sulla funzionalità sarà minore e necessiterà di una costante attività di mobilizzazine, specie senza carico, che, una volta insegnata, resterà come inevitabile compito-dovere del paziente.
Tu guariscimi non esiste in natura.
Il medico, il terapista ed il paziente, oltre che il peperoncino che già lo fa, devono fare ciascuno la propria parte.
Piuttosto, anziché pretendere dal peperoncino, che già ci regale la sua capacità curativa meravigliosa, il miracolo della guarigione gratuita (e comoda), sarebbe opportuno un atteggiamento di rispetto, ammirazione e ringraziamento verso madre natura.
Questo atteggiamento è il primo, essenziale passo verso la guarigione.
Olio extra vergine al peperoncino.
Unisce ai pregi dell’uno quelli dell’altro. Particolarmente idoneo per trattamento esterno su superfici più ampie.
Semi.
Collocati sui punti dolorosi (o sui punti di agopuntura, se noti), per mezzo di un cerotto non allergizzante, unisce all’effetto terapeutico del peperoncino quello della pressione meccanica locale, origine di importanti effetti biologici riflessi, e quello dell’aumento in loco della temperatura cutanea creato dal cerotto.
Per bocca, naturalmente, il peperoncino è un ottimo integratore alimentare, anche se non da tutti gradito, purché non venga distrutto, dall’eccessivo e prolungato calore di cottura, il suo contenuto vitaminico e biologico.
Effetto: potente attivatore della circolazione locale, e quindi della ossigenazione dei tessuti.
Potente sudorifero ( disintossicante e rinfrescante). Potente inibitore dei radicali liberi (frammenti molecolari elettricamente carichi e super reattivi, prodotti od introdotti dall’esterno nell’organismo, in svariate condizioni tossiche od irritanti,- es. radiazioni, alcuni chemioterapici etc.-, capaci di danneggiare le strutture cellulari ed il patrimonio genetico per reazione chimica fortemente ossidante).
Antidolorifico in vari tipi di dolore di origine muscolare, articolare, tendinea e nervosa. Uno dei meccanismi noti è la produzione di sostanze morfinosimili naturali (endorfine), in risposta allo stimolo rubefacente della capsaicina.
Dilatatore dei bronchi.
Antisettico, antiputrefattivo e conservante.
Stimola le difese immunitarie ed una buona circolazione dell’energia difensiva di superficie dalle aggressioni esterne.
Attiva la digestione e la mobilità dell’intestino, favorendo lo scarico fecale.
Per tutti questi motivi è anche un buon preventivo del cancro
Uso esterno: impacchi locali, maniluvi, pediluvi e bagno totale.
Usato regolarmente per pediluvi ha migliorato le conseguenze di gravi malattie circolatorie da chiusura dei vasi arteriosi, riducendo i sintomi (dolore camminando), aumentando la capacità e la velocità della camminata prima che compaia il dolore, riducendo il rischio di gangrena e prolungando la sopravvivenza.
Caso personale: un anziano con gravissima arteriosclerosi diffusa con multipli aneurismi, e per cui era stato sconsigliato qualunque intervento perchè troppo rischioso, è riuscito e rimanere discretamente attivo per anni e senza gangrene, con questo rimedio, praticato ogni giorno.
Senza dubbio contò molto lo stato d’animo positivo e il suo impegno quotidiano.
Alla fine cambiò medico, su pressione dei familiari (non convinti di quanto era stato fatto), si convinse a farsi operare e morì pochi giorni dopo…
Va detto, tuttavia, che era già molto anziano, soffriva molto per la vedovanza e che, comunque, tutti prima o poi moriamo.
Uso per impacchi o bagni locali
Versare in una bacinella di acqua ben calda mezzo cucchiaio di polvere fresca di peperoncino, o meglio 6 o 7 o più peperoncini freschi o secchi, sminuzzati, eventualmente associati ad una manciata di sale grosso.
Immergere la parte, prolungare il bagno per almeno una decina di minuti, avendo a portata di mano acqua ben calda per rabboccare, se tende ad intiepidire. Ideale è quando si comincia a sudare.
Evitare in modo assoluto il pericolo di ustioni, specie nei diabetici, che potrebbero avere una certa insensibilità al calore.
Uso diretto per problemi localizzati all’apparato muscolo-tendineo- scheletrico (es. tendinite, periartiti, artrosi etc.) e nelle nevralgie e neuropatie anche gravi (es. nevralgia del trigemino, paralisi da freddo del nervo faciale, neuropatia diabetica, mal di denti etc.)
Strofinare direttamente e ripetutamente un peperoncino fresco (o brevemente immerso in acqua calda, se secco) sulla parte da trattare, finché assume un bel colore rosso arancio.
In pochi minuti si ottiene una netta riduzione del dolore, che perdura a lungo, ed un recupero funzionale di entità variabile in rapporto alle cause ed alle condizioni anatomiche alla base della patologia.
Naturalmente, nelle gravi patologie croniche con deformità ossee e perdita di cartilagine, l’effetto sulla funzionalità sarà minore e necessiterà di una costante attività di mobilizzazine, specie senza carico, che, una volta insegnata, resterà come inevitabile compito-dovere del paziente.
Tu guariscimi non esiste in natura.
Il medico, il terapista ed il paziente, oltre che il peperoncino che già lo fa, devono fare ciascuno la propria parte.
Piuttosto, anziché pretendere dal peperoncino, che già ci regale la sua capacità curativa meravigliosa, il miracolo della guarigione gratuita (e comoda), sarebbe opportuno un atteggiamento di rispetto, ammirazione e ringraziamento verso madre natura.
Questo atteggiamento è il primo, essenziale passo verso la guarigione.
Olio extra vergine al peperoncino.
Unisce ai pregi dell’uno quelli dell’altro. Particolarmente idoneo per trattamento esterno su superfici più ampie.
Semi.
Collocati sui punti dolorosi (o sui punti di agopuntura, se noti), per mezzo di un cerotto non allergizzante, unisce all’effetto terapeutico del peperoncino quello della pressione meccanica locale, origine di importanti effetti biologici riflessi, e quello dell’aumento in loco della temperatura cutanea creato dal cerotto.
Per bocca, naturalmente, il peperoncino è un ottimo integratore alimentare, anche se non da tutti gradito, purché non venga distrutto, dall’eccessivo e prolungato calore di cottura, il suo contenuto vitaminico e biologico.
Zenzero
Tubero di origine tropicale, molto usato in cucina per il forte potere di disintossicare dalle tossine animali (carni in genere, specie maiale), migliorare la digeribilità, ridurre le putrefazioni ed i gonfiori intestinali e riscaldare gli organi interni.
E’ infatti un potente antiossidante (combatte i radicali liberi), antispastico, antinfiammatorio e stimolante dell’appetito.
Cura bene le coliche renali, l’ulcera e la gastriti, anche da farmaci, i reumatismi ed i dolori muscolari, il mal di testa etc.
Il principale componente è un olio essenziale, chiamato Gingerolo.
Ideale, oltre che in cucina, anche per impacchi locali, pediluvi , maniluvi e bagni, specie d’inverno o con umido e nebbia.
Riscalda a lungo tutto il corpo e ripristina una buona funzione degli organi interni, specie dei reni.
Ideale negli anziani, che tendono a patire il freddo, ma anche nei casi di malattie da raffreddamento, negli stati di depressine fisica e mentale, affaticamento e stress etc.
Modi d'uso- Secondo gli insegnamenti del M° Yahiro.
Per pediluvi maniluvi e bagni, usabile la polvere il più possibile fresca (un cucchiaio o più), sia versata direttamente che rinchiusa in un sacchetto di garza, oppure grattugiando direttamente 50 grammi circa di tubero fresco. Procedere come con il peperoncino.
Per impacchi renali il procedimento è più impegnativo, richiede un terapista esperto e va spiegato a parte.
I pediluvi e maniluvi caldi, in generale, aiutano ad abbassare l’alta pressione arteriosa e diminuiscono il rischio di congestioni cerebrali, potenzialmente pericolose (Ictus, emorragie cerebrali).
E’ infatti un potente antiossidante (combatte i radicali liberi), antispastico, antinfiammatorio e stimolante dell’appetito.
Cura bene le coliche renali, l’ulcera e la gastriti, anche da farmaci, i reumatismi ed i dolori muscolari, il mal di testa etc.
Il principale componente è un olio essenziale, chiamato Gingerolo.
Ideale, oltre che in cucina, anche per impacchi locali, pediluvi , maniluvi e bagni, specie d’inverno o con umido e nebbia.
Riscalda a lungo tutto il corpo e ripristina una buona funzione degli organi interni, specie dei reni.
Ideale negli anziani, che tendono a patire il freddo, ma anche nei casi di malattie da raffreddamento, negli stati di depressine fisica e mentale, affaticamento e stress etc.
Modi d'uso- Secondo gli insegnamenti del M° Yahiro.
Per pediluvi maniluvi e bagni, usabile la polvere il più possibile fresca (un cucchiaio o più), sia versata direttamente che rinchiusa in un sacchetto di garza, oppure grattugiando direttamente 50 grammi circa di tubero fresco. Procedere come con il peperoncino.
Per impacchi renali il procedimento è più impegnativo, richiede un terapista esperto e va spiegato a parte.
I pediluvi e maniluvi caldi, in generale, aiutano ad abbassare l’alta pressione arteriosa e diminuiscono il rischio di congestioni cerebrali, potenzialmente pericolose (Ictus, emorragie cerebrali).
Preparazione del Gomasio
Il Gomasio (sesamo tostato e salato) è ricaricante nutritivo, lubrificante e mineralizzante, antispastico, tonificante per reni e fegato, con un buon effetto sul sistema nervoso centrale e periferico.
Contiene infatti tutte le sostanze fondamentali per il buon funzionamento e la rigenerazione del sistema nervoso: acidi grassi essenziali poliinsaturi, fosfolipidi, vitamine, specie D ed E, sali minerali, specie calcio e fosforo, proteine ed oligoelementi.
Il sale, meglio se minerale o del profondo oceano, e nelle dosi sotto consigliate, integra bene la parte oleosa del sesamo, sia esaltandone il gusto che aumentandone la digeribilità e gli effetti metabolici, concorrendo alla buona remineralizzazione dell’organismo.
A fianco di numerose patologie che richiedono tassativamente una restrizione di cloro e sodio (cardiopatie in scompenso, ipertensione, certe insufficienze renali ed altre), esistono infatti delle non infrequenti e spesso misconosciute patologie che hanno all’origine un aumentato fabbisogno di sali, sodio e cloro inclusi, come in certe disfunzioni di neuroipofisi e surrene o nella ipotensione arteriosa costituzionale di persone longilineo-asteniche, che si sottopongono a troppo severe (e spesso immotivate) restrizioni dietetiche di olio e sale.
Utile per esaurimento nervoso, affaticamento, patologie delnervo sciatico, osteoporosi, il gomasio è pure un ottimo nutriente, ben assimilabile e digeribile.
Il sesamo va lavato e tostato per una mezzora a fuoco minimo, con una goccia d’olio, mescolando continuamente finché comincia a scoppiettare e si può sbriciolare tra le dita.
Pestare bene in un apposito vaso rigato in ceramica, con l’aggiunta di sale fino tostato a parte, nella quantità di 10-12 parti di sesamo per una parte di sale fino. Preparare piccole quantità per averlo sempre fresco.
Usarlo come tale, alla dose di un cucchiaino al di’, o ancor meglio, per condire riso al vapore, zuppe e minestre, insalate etc.
Contiene infatti tutte le sostanze fondamentali per il buon funzionamento e la rigenerazione del sistema nervoso: acidi grassi essenziali poliinsaturi, fosfolipidi, vitamine, specie D ed E, sali minerali, specie calcio e fosforo, proteine ed oligoelementi.
Il sale, meglio se minerale o del profondo oceano, e nelle dosi sotto consigliate, integra bene la parte oleosa del sesamo, sia esaltandone il gusto che aumentandone la digeribilità e gli effetti metabolici, concorrendo alla buona remineralizzazione dell’organismo.
A fianco di numerose patologie che richiedono tassativamente una restrizione di cloro e sodio (cardiopatie in scompenso, ipertensione, certe insufficienze renali ed altre), esistono infatti delle non infrequenti e spesso misconosciute patologie che hanno all’origine un aumentato fabbisogno di sali, sodio e cloro inclusi, come in certe disfunzioni di neuroipofisi e surrene o nella ipotensione arteriosa costituzionale di persone longilineo-asteniche, che si sottopongono a troppo severe (e spesso immotivate) restrizioni dietetiche di olio e sale.
Utile per esaurimento nervoso, affaticamento, patologie delnervo sciatico, osteoporosi, il gomasio è pure un ottimo nutriente, ben assimilabile e digeribile.
Il sesamo va lavato e tostato per una mezzora a fuoco minimo, con una goccia d’olio, mescolando continuamente finché comincia a scoppiettare e si può sbriciolare tra le dita.
Pestare bene in un apposito vaso rigato in ceramica, con l’aggiunta di sale fino tostato a parte, nella quantità di 10-12 parti di sesamo per una parte di sale fino. Preparare piccole quantità per averlo sempre fresco.
Usarlo come tale, alla dose di un cucchiaino al di’, o ancor meglio, per condire riso al vapore, zuppe e minestre, insalate etc.
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