I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:

- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.

Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.

Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.

A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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venerdì 6 febbraio 2009

Eluana

Il “caso” di Eluana avrebbe dovuto costituire un’ occasione di silenziosa riflessione per tutti noi, ed invece tutti ne parlano, ma prevalentemente su di un piano esteriore, d' opportunità politico- religiosa, senza trarne alcuna conseguenza sul piano etico e pratico personale.
Così, alcuni di quelli che si stracciano le vesti per mantenere in vita Eluana, sono gli stessi che, di fronte ad altri esseri viventi in grave sofferenza (donne e bimbi inclusi), dicevano “accogliamoli a cannonate!”
Ancora, se, come dovrebbe sembrare ovvio, l’alimentazione è un dovere etico primario, essa andrebbe offerta, per legge morale, non solo a chi è in stato vegetativo, ma soprattutto a chi non lo è!
Cosa stiamo facendo noi stessi, di persona, per i milioni di persone che, ora, stanno morendo di fame nella piena integrità e sensibilità della loro mente e del loro cuore?
Non dimentichiamoci che quelle morti sono diretta conseguenza del nostro stile di vita, quello cosiddetto occidentale, basato sul mantenimento d'un benessere materiale avido, rapace e sprecone (Santa Romana Cattolica ed Apostolica non esclusa!).

Non sappiamo esattamente cos’è nella sua essenza la Vita in generale e quella umana in particolare, nè cosa sia realmente l’anima, al di là di ogni dogmatica od opportunistica saccenteria.
Sappiamo invece, od almeno potremmo immaginarcelo, che cosa siano la sofferenza fisica e morale di miliardi di esseri umani… ma ci accaniamo a cercare di definire ad ogni costo lo stato vegetativo in un senso, od in quello opposto, senza una esperienza personale od una prova diretta di esso.
In questo caso, solo Eluana potrebbe dircelo, se potesse comunicare.
Pur nel rispetto e nella comprensione della sofferenza del padre di Eluana, non posso non far notare che, nella sua battaglia per adempiere alla volontà storica della figlia, sembra essersi messo, suo malgrado, per una strada che presenta alcuni caratteri simili a quelli di un certo accanimento terapeutico…
Se Eluana potesse comunicare, oggi, dal suo stato vegetativo, cosa potrebbe dirci?
Forse che le sue sacche alimentari potrebbero salvare la vita di qualcuno che sta morendo di fame…
O, forse, ci chiederebbe di non lasciarla morire per fame e per sete...
Non sappiamo né sapremo ma, nel dubbio, potremmo cominciare a fare l’unica cosa utile e doverosa che il “caso” ci insegna: vivere un po’ meno da egoisti.