I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:

- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.

Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.

Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.

A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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venerdì 13 febbraio 2009

Cervello, cervelletto, ipofisi, epifisi


Il cervello umano è una delle più elaborate e complesse strutture prodotte dalla spinta evolutiva della forza vitale nel suo incessante percorso creativo.
La funzione più elevata riconosciuta al cervello umano è quella di produrre i nostri pensieri.
Quando l’uomo nasce, trova tutto già creato, dal numero di particelle presenti nell’universo alle galassie, al sistema solare, alla terra con i suoi tre regni (minerale, vegetale, animale- uomo incluso).
Dal mondo esterno egli trae tutto ciò di cui necessita per crescere, riprodursi, pensare, conoscere, amare. In una parola, per vivere.
L’uomo stesso, fin dalla sua comparsa, partecipa alla creazione aggiungendovi ciò che prima non esisteva: i suoi pensieri.
Questi, nella loro quasi infinita varietà e diversità, possono ridursi a due categorie: naturali ed innaturali.
Sono naturali i pensieri creativi, quelli che ricercano la verità nella sua essenza più profonda e che rendono manifesto un cuore veramente umano.
Sono innaturali i pensieri distruttivi, basati sulla manifestazione di un cuore egoistico, che perseguono il falso e si manifestano con la fissazione, l’attaccamento, l’invidia e quant’altro, fino a sfociare nell’odio e nella rabbia distruttiva, al cui apice c’è la guerra.

Il primo tipo di pensieri, che manifestano la nostra anima originale (in armonia e risonanza con la natura), contribuisce alla creazione aumentando la sfera della verità, senza però mai conquistarla del tutto (altrimenti il mondo delle apparenze materiali potrebbe dissolversi in un puff, quasi un’apoptosi programmata ed auto coerente…stiamo tranquilli!). Questo tipo di pensieri origina soprattutto dalla sofferenza, allorché questa venga trasformata in modo creativo tramite il perdono, unito alla consapevolezza, al ringraziamento, all’autoriflessione all’umiltà ed al servizio in pratica (M° Masahiro Oki).
Questi sono i quattro caratteri tipici di un cuore umano che ha percorso un cammino d’evoluzione personale e che distinguono l’uomo dall’animale.
Il secondo tipo di pensieri, all’opposto, manifesta il prevalere di un carattere animalesco, depositato nelle strutture profonde sotto la corteccia cerebrale (talamo, ipotalamo e tronco).
I due emisferi agiscono, nel produrre i pensieri, in modo coordinato e complementare, secondo le circostanze ed il percorso evolutivo od involutivo personale.
Questo percorso è fortemente collegato alla pratica di vita quotidiana di ciascuno, e si basa sul principio della libera scelta e della responsabilità personale.
Il modo di funzionare dei due emisferi è stato schematizzato spesso in due caratteri complementari: quello logico-razionale a sinistra e quello intuitivo-creativo a destra. In realtà queste funzioni, se armonicamente sviluppate, si fondano in un unicum non più separabile, quello che chiamiamo mente umana naturale (cuore incluso).

Da sempre l’essenza umana è descritta poi, secondo tre dimensioni: fisico, cuore-mente e spirito.
La prima corrisponde alla dimensione materiale pesabile e misurabile (particelle con massa, ambito scientifico), che è quindi visibilmente visibile.
La seconda ad una dimensione priva di massa, ma manifestabile (es. onda elettromagnetica, ambito filosofico), che è invisibilmente visibile.
La terza alla dimensione priva di massa, priva d’onda e fuori dallo spazio-tempo (senza luogo, senza tempo, senza materia), che è invisibilmente invisibile ed alla quale attingiamo tramite l’ispirazione (ambito religioso vero).
Se volessimo ulteriormente schematizzare (non prendendo però nulla troppo sul serio, per non cadere nella creduloneria o nel fanatismo dogmatico…), così per gioco, potremmo accostare le funzioni emisferiche di sinistra al pensiero scientifico e quelle di destra al pensiero filosofico. E il “pensiero” religioso? (Intendo non quello esteriore, formalista-spiritualista, oggi tanto di moda, ma quello dell’uomo capace di trovare ispirazione dentro di sé, nel dialogo sincero interiore).

A questo proposito, consideriamo cos’è il cervelletto, che in antico era chiamato “albero della vita”.
Le sue funzioni note sono abbastanza limitate: equilibrio e fine coordinazione motoria, in particolare.
Eppure queste funzioni potrebbero essere regolate da un organo molto meno sviluppato…
Il cervelletto è, invece, molto ben sviluppato non solo nell’uomo, ma anche negli animali più evoluti, ad es. il gatto.
E’ suddiviso in due emisferi, uniti da un grosso ponte e si protende in alto, con un velo, a terminare nell’epifisi, mentre in basso continua con bulbo e midollo.
Inoltre, è ben separato dal cervello da una grossa piega della dura madre ed occupa buona parte della fossa cranica posteriore.
Epifisi, dicevo: tanto è ridotta la conoscenza scientifica che abbiamo della stessa (solo poche funzioni vegetative), quanto è ampia la conoscenza filosofico-religiosa al riguardo, fino a definirla sede dell’anima.
Io immagino che il cervelletto possa essere il depositario di una memoria ancestrale e cosmica, profondamente inconscia.
Vi sarebbero contenute tutte le informazioni, diffuse indipendentemente dallo spazio-tempo, dal periodo primordiale, (dai primi quark), fino al cosmo attuale, e convogliate nel cervelletto tramite l’antenna epifisaria.
Qualcuno chiama questo tipo d’informazioni “anima” universale.

Il cervello, emisferico e corticale (alla cui base sta l’ipofisi), potrebbe invece essere depositario di una memoria filogeneticamente più recente, propria delle specie più evolute: primati, cetacei ed uomo.
Ipofisi… vediamola un po’ più da vicino.
Come ho detto, sta alla base del cervello, sotto i due emisferi, ed è formata da due parti, una ghiandolare d’origine epiteliale ed una neurologica. Comunica con l’ipotalamo con una rete sanguigna “mirabile”, un doppio albero venoso che le invia i messaggi chimici provenienti dall’organismo, in particolare dalle sottostanti ghiandole endocrine, che sono: tiroide, timo, pancreas, surrenali e gonadi.
A questi messaggi risponde in modo integrato, producendo una serie d’ormoni che, in parte, attivano le funzioni delle altre ghiandole endocrine.
(Per i particolari si può consultare qualunque testo di fisiologia divulgativa).
Situata, come dicevo, alla base del cranio, in stretto contatto con le fibre del nervo ottico, dista però solo pochi centimetri dalla epifisi, alla quale non risulta (a tutt’oggi) direttamente collegata da fibre nervose.
Però, sicuramente, è strettamente influenzata dai forti messaggi elettromagnetici di quest’ultima…e viceversa.
Nell’uomo, bipede sui generis a stazione eretta, nelle ore diurne l’ipofisi (in posizione frontale) riceve, per via diretta od indiretta, i forti impulsi della luce visibile, attivandolo alla veglia, all’azione ed al pensiero…funzioni emisferiche.
L’epifisi, invece, è rivolta verso l’alto, verso l’universo, sotto l’influenza delle radiazioni cosmiche. Queste sono la radiazione “fossile”, ubiquitaria e primordiale, ritenuta residuo dell’ipotetico big bang, ed inoltre i raggi X ed i raggi gamma.
Dispone l’uomo al sonno ed al dialogo con il proprio inconscio più profondo, che alcuni chiamano anima personale... (funzione cerebellare?).

In conclusione, ho cercato di esprimere con le parole una sorta d’intuizione di stamani alle due, quando mi è balzato (si fa per dire) in testa, “cervelletto”, che peraltro da sempre vi è ben radicato…
Così, un po’ per gioco e un po’ per non morire…(come dice il buon Puccini).