I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:

- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.

Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.

Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.

A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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venerdì 2 marzo 2012

La salute dei 'nostri' figli. Esperienze in giro per il mondo

Tonnellate di giocattoli contraffatti, costruiti in oriente (e non solo in Cina!) utilizzando i rifiuti tossici  laggiù spediti dai paesi occidentali, in modo del tutto illegale. La fetida, ipertossica immondizia della nostra società dello spreco, rientra (nemesi storica?) nelle nostre case sotto forma di seducente plastica colorata, per finire nelle mani innocenti dei bimbi dei paesi ricchi.
  'Repubblica' (.It) lamenta, giustamente, le gravissime conseguenze per la salute dei nostri figli (che peraltro noi stessi seppelliamo sotto montagne di plastca, surrogato della nostra capacità di amarli ...).
Ma il giornale più diffuso in Italia, non spreca una parola sulla la salute di milioni d'altri bambini, essi pure innocenti, che, ridotti in schiavitù, lavorano in quegli inferni chiamati fabbriche, ove quei giocattoli si producono. Figli degli altri, appunto: e chi se ne frega! Figli di nessuno, comunque.
 Più di qualche 'illuminato' terzomondista, anche di casa nostra, ha pensato bene di 'salvare' i bimbi dei paesi poveri aprendo per loro fabbriche 'modello', in cui, in un'atmosfera che definire infernale sarebbe troppo poco, questi bimbi producono, per i suoi interessi e per pochi spiccioli al giorno, giocattoli per altri bimbi e sofferenze atroci per se stessi...
Ho visitato una di queste catapecchie, in India, ove un lungimirante benefattore dell'umanità teneva in semi schiavitù un centinaio di bimbi, che producevano componenti di plastica per giocattoli. L'interno del locale  era saturo dei nerastri vapori alla diossina che, con le sue mefitiche esalazioni, si stemperava nei quaranta gradi di temperatura del capannone. Ho resistito dieci minuti, poi sono uscito, dove l'illuminato proprietario (così mi era stato descritto) mi aspettava nella sua Mercedes... Ho mandato a quel paese lui, i monaci Giainisti, di cui era un seguace zelante (e dai quali era additato come modello di virtù umane), l'amico indiano che me l'aveva fatto conoscere, e me ne sono andato via, solo, a piedi, senza meta ...
Correva l'anno del Signore 1992 ...

PS: Quella prima esperienza diretta della terribile condizione in cui vivono i bambini dei paesi poveri ( ma non dimentichiamo che l'India, è anche il paese dove esiste il maggior numero di supermiliardari del pianeta), e quella mia reazione di estremo disagio per la loro condizione hanno avuto il benefico risultato di smuovermi a compiere un lungo viaggio, dentro e fuori di me, nell'allenamento al servizio. Più volte sono tornato in India, dove ho incontrato anche persone di altissimo livello umano, veri benefattori dei più poveri, come il dott. Kotari di Jaipur, editore del maggior giornale del Rajastan (12 milioni di copie al giorno!), ed ho stretto buone relazioni con molti monaci Giainisti, veramente degni del nome di esseri umani ...
 Sono stato sei volte in Cambogia, le prime tre presso la discarica di rifiuti di Ceun Ming Teu, ove un migliaio di bambini vivevano la loro dignitosa giornata lavorativa in condizioni disumane. Volevo fare qualcosa per loro: aprire una piccola baracca di pronto soccorso, ai margini della discarica. Per poterlo fare mi dimisi dal sicuro lavoro di medico convenzionato e vendetti la casa, bellissima, in cui vivevo super comodamente ...  L'onlus di cui facevo parte concentrò in seguito  la propria attività in un villaggio di contadini: Pum Ta Toich. Abbandonata la discarica di Pnom Pen, rimasi per alcuni mesi al villaggio, facendo anche parecchie terapie, ma soprattutto apprendendo dalle persone del posto moltissime cose sull'uso delle piante e delle tradizioni mediche locali., che si rivelarono utilissime nelle mie successive esperienze terapeutiche. Vedasi, ad esempio, in questo blog, il capitolo sulla soia verde. La popolazione del villaggio ci dette una grande lezione d'umiltà e di servizio, a nostro totale beneficio ...
 Fu poi la volta del sud America, in particolare la Colombia, ove ho fatto un po' di terapia nella giungla, presso gli Inga-Camsà, ricevendo in cambio mille volte di più di quanto avevo offerto (è veramente valsa la pena di correre anche qualche rischio con la guerriglia, padrona del territorio). Ho avuto, in seguito, il privilegio di visitare un campo profughi a Peshawar, in Pakistan, all'epoca dell torri gemelle... Esperienza drammatica e meravigliosa ad un tempo, che, pur nella tragicità del momento, mi ha fatto conoscere la capacità degli stessi profughi di accogliere i nuovi arrivati, che fuggivano dall'orrore dei bombardamenti nel vicino Afganistan, dividendo con loro il poco che avevano. All'epoca, infatti, i nuovi profughi, ufficialmente non esistevano, in quanto non erano legali; ma bisogna aggiungere, tuttavia, che il Pakistan ne aveva già accolti, in lunghissimi anni di guerre, più di 6 milioni, ed era  ai limiti del collasso economico e nel caos totale!  Gira e rigira, specie in Oriente, avevo anche acquisito una certa esperienza, tratta dalla saggezza popolare, nella cura d'alcune malattie tropicali, malaria e tubercolosi  in particolare, che ho avuto la fortuna di curare, con ottimi risultati, in Africa equatoriale. Anche di là sono tornato con un ricco bagaglio di nuove conoscenze, regalatemi da quelli che, troppo spesso, noi liquidiamo col nome di stregoni! Ma dove viviamo, che razza di arcaici pregiudizi nutriamo, verso chi non conosciamo per nulla! Quanti erboristi ho incontrato, in Africa,  preparatissimi dal punto di vista scientifico, nella conoscenza e nell'uso delle loro piante medicinali!
Dell'olio d'uovo e dell' artemisia, ma anche di ciò che ho appreso in Africa, ho già  parlato abbastanza diffusamente nel blog.
Ora mi sto allenando per partire a piedi intorno al mondo, da solo, con uno zaino e due o tre cose buone per la terapia, col proposito di fare import export di esperienze terapeutiche e di valori umani.  Mi considero fortunato e sono ricchissimo. La mia ricchezza è l'esperienza, la mia fortuna è stata, oltre quella d'essere nato, la sofferenza; i miei più grandi maestri (nonché spesso i migliori collaboratori), i bambini; ma anche moltissimi dei loro genitori e parenti ...
E poi diciamolo francamente, ciò che più di tutto e prima di tutto mi stimola e mi motiva, è un dannato, fortissimo amore per l'avventura e per l'esplorazione. Insomma, lo faccio perché e la cosa che mi piace di più, in assoluto, chiaro?

mercoledì 29 febbraio 2012

Very important information - Informazione importante

Informo i lettori di questo blog che Google sta attuando il più grande progetto di spionaggio e pirateria informatica della storia. Tutto quello che voi scrivete viene letto, analizzato ed usato per gli scopi speculativi del gruppo. Da domani scattano nuove norma che, in nome della tutela della privacy, invaderanno ogni spazio di internet. Ad oggi è impossibile qualunque tentativo, anche solo di bloccare la piratesca inserzione di pubblicità non richiesta, nella nostra posta elettronica ... La sig.a Alma Whitten, di Mountain View, Ca, USA è la responsabile del gruppo per la tutela della privacy, ma sta tutelando unicamente i mostruosi interessi economici del gruppo stesso.
PS La risposta del 'Gigante' di Moutain view non si è fatta attendere a lungo: mi è stato progressivamente reso sempre più difficile accedere ai miei account Google (avevo adottato, su loro consiglio la sicurezza in due passi tramite codice telefonico). E, poco dopo, è stato del tutto impossibile ... Sto capendo molte cose. Internet, lo sappiamo, sta diventando la droga collettiva più diffusa sulla terra, ed i padroni del vapore-internet stanno diventando i narcotrafficanti gestori della situazione. Ho riflettuto anche sulla mia dipendenza: da gmail, blogger, i miei blog ecc.Così, pian piano ho cominciato ad uscirne. Per primo da google +, che infarciva continuamente, lordandoli, i miei post con le sue proposte,ed aveva invaso tutta la memoria del mio computer: documenti personali e quant'altro. Da tempo ero già uscito da quel volgarissimo gossip - supermercato che è facebook ... Ora sono uscito anche da Firefox e da qualunque contatto diretto con google. Come faccio, allora, ad accedere ai miei vecchi accounts, ed a scrivere questo poscritto? Anche la formichina Giuseppe ha i suoi segreti: l'elefante e la formica! Può darsi che ora trovino un nuovo modo di fermarmi, ma non potranno mai fermare Giuseppe: son pronto a non usare più il computer e tutti gli annessi e connessi. Io rimango me stesso anche senza il mondo virtuale (ma, ahimè, assolutamente non virtuoso), di google e quant'altri.
Mi fanno un po' compassione quei due che si sono inventati google e che ora stanno tentando la scalata al potere del pianeta: i grandi 'gemelli' alla Orwell ...
Per questo, da Medico umano fedele al giuramento di Ippocrate, mi dichiaro disponibile, gratuitamente, a curare la loro tossicodipendenza (nel senso più ampio della parola), prima che sia troppo tardi. In fondo sono anche loro due formichine che si sono gonfiate come elefanti, e stanno rischiando di scoppiare.
Un caro saluto a tutti, ed un caloroso invito: vivere senza droga! La vita è troppo bella!!!

lunedì 20 febbraio 2012

Cosa significa salute

Salute è armonia
Salute, dal punto di vista umano, significa naturalezza del corpo, della mente e del cuore.
A livello fisico, pertanto, salute significa respiro naturale, calmo, regolare e profondo, utilizzando di base il diaframma e, nei casi di massimo impegno, anche tutta la gabbia toracica. Un respiro superficiale, concitato, irregolare, prevalentemente apicale, esprime sempre, invece, una condizione patologica del corpo, della mente e del cuore, dalla più leggera (ad es. ansia), alla più grave: malattie croniche e cancro ...
Noi siamo quello che mangiamo, quanto mangiamo e come mangiamo. Non esiste una alimentazione standard valida per tutti. Ed in questo senso, normalmente, la dietetica moderna non ha alcun valore, fissata com'è su calorie ed equivalenti calorici: un chilo di zucchero bianco equivale a due chili di cereali ... Nemmeno chi ingrassa maiali è così riduttivo e grossolano!
 I principi per un' alimentazione corretta sono semplici e profondi ad un tempo. Mangia variato, secondo quello che produce la tua terra e secondo la stagione, nella quantità sufficiente, masticando bene e con rispetto per il cibo ... e soprattutto senza sprecare.
Il baricentro

Nella statica e nella dinamica della vita quotidiana, manteniamo una postura corretta, secondo l'anatomia e la fisiologia della specie umana. Nel movimento, conserviamo sempre il baricentro, che sta nella parte inferiore dell'addome. Non facciamo i pigri, ma nemmeno abusiamo delle capacità fisiche individuali, ma alleniamoci con serenità e costanza. Mai uso di droghe, anabolizzanti e quant'altro: non siamo merce per fiere del bestiame!

Non di solo pane vive l'uomo: anche il cuore necessita del suo nutrimento: umiltà, gratitudine, rispetto per tutto e tutti, dedizione disinteressata agli altri sono gli strumenti per sviluppare un cuore umano caloroso.
Salute è l'armoniosa fusione di tutto questo, nella vita quotidiana.
Farmaci, rimedi naturali, chirurgia e quant'altro, non dovrebbero essere necessari. Al limite, una restrizione alimentare, un clistere e il salto di qualche pasto saranno più che sufficienti. La salute non è l'esito di una intossicazione farmacologica, ma tutto ciò che facciamo per evitarlo.
La madre terra che ci sfama
La salute è, innanzitutto, un dovere; verso sè, gli altri, la natura, l'universo, la vita.
La salute si basa sulla educazione: quella impartita dalla famiglia, secondo le tradizioni migliori locali, e poi sull'auto educazione, basata su esperienza e autocoscienza.
Basta, vi prego, basta con case trasformate in arene di combattimento per Pitbull, con genitori che si drogano anche davanti ai figli, con mense trasformate in monitor televisivi, con prediche stereotipe mentre i figli chiedono solo un po' d'ascolto.
 Basta con l'idolatria del vitello grasso, con la bramosia di beni solo materiali: i vostri figli, oltre che voi stessi, hanno bisogno del calore del cuore!

La prima digestione si fa in bocca; la prima educazione alla salute si fa in casa...
Non costringete i vostri figli a drogarsi per disperazione, vi prego, basta!!!
Un cuore d'amore

Solo quando la circolazione armoniosa di sangue ed energia, la comunicazione coerente e polarizzata fra le nostre cellule ed i nostri organi, si fondono con un modo di pensare sincero, disinteressato, basato sulla verità, e con un modo di sentire degno di un cuore umano, solo allora noi cominciamo a creare, ripeto, a creare la nostra anima: quella di un vero essere umano.

La nostra anima siamo noi stessi.

mercoledì 15 febbraio 2012

Whithney Houston Cronaca di una morte annunciata. La via della droga

Qui giace uno che si credeva più furbo degli altri. Si drogava
Al di là del dispiacere per la morte di un essere umano, oltre l'ipocrisia dei necrologi ufficiali, fuori dalle spiegazioni di milioni di esperti di tutto e di nulla, cosa resta, oltre la pietà e la compassione? Il ricordo di una voce meravigliosa, che non aveva nessun bisogno di cocaina o quant'altro. Ma anche lei, come quasi tutti nel suo mondo, non voleva vivere senza la droga. Barava, e non ne avrebbe avuto bisogno.
 Personaggi ultranoti, come lei o Michael Jackson, o Vasco col basco (Rossi), idoli di miliioni o miliardi di fans, con un potere di influenzare gli altri di dimensioni galattiche, sono diventati carriers di un messaggio di morte: quello della droga; e in gran parte i targets sono stati i giovani ... I nostri figli.
Di stupidi alla Vasco Rossi sono pieni i cimiteri: qui giace uno che si credeva più furbo degli altri ... Uno che ha saputo usare la droga creativamente ... Uno che sapeva quando farsi e quando non farsi. Un benefattore dei giovani... Uno dei tanti che ha fatto la fortuna dei 'Don Gelmini'!
Senza scomodare sociologi, psicologi, psicanalisti, psichiatri, medici, assitenti sociali, tutti alla fine accampano lo stesso motivo: mi drogo perchè soffro, e soffro per colpa degli altri.
Allora sentite questa.
Poco tempo fa ho conosciuto una donna africana: povera, sorridente, intelligente, raffinata, umile. Le ho chiesto le peripezie del suo arrivo in Italia e dei suoi figli. Dopo mille difficoltà, quando ormai ce l'avevano quasi fatta, in una catastrofica deriva nel Mediterraneo, alla fine i suoi piccoli sono morti di fame! Li ha visti sparire in mare divorati dai pescecani ...
"E se non piangi, di che  pianger suoli?"  (Inf., XXXIII, 42)
Quanti chili al giorno di coca e quant'altro, dovrebbe consumare questa donna? Ed al suo arrivo in Italia, ha visto un maiale travestito da uomo, paonazzo di rabbia (stia più calmo, signor Borghezio, che rischia l'infarto), straricco, che arringava una folle folla esaltata, al grido di: 'Accogliamoli a cannonate in culo!' ...
Che tristezza, enorme, cosmica.
Se pensiamo di poter esorcizzare i nostri meschini problemi (anche se a noi paiono enormi), con la droga; se pensiamo che la stessa ci possa tener fuori dalla sofferenza, peraltro equamente distribuita a chiunque sia un essere umano, meglio prepararci una targa ed un posto. In cimitero!
La battaglia della droga si vince con l'ascolto, il rispetto, l'amore per i nostri figli. Non con le armi della lotta al narcotraffico, da parte di persone che non la combattono se non hanno sniffato!
                                                           
                                                                          ***

"Quando fui desto innanzi la dimane,
pianger sentii fra 'l sonno i miei figliuoli
ch'eran con meco, e dimandar del pane.
Ben se' crudel, se tu già non ti duoli
pensando cio' che 'l mio cor s'annunziava;
Ee se non piangi, di che pianger suoli?
...
Come un poco di raggio si fu messo
nel doloroso carcere, e io scorsi
per quattro visi il mio aspetto stesso,
ambo le man per il dolor mi morsi;
ed ei, pensando ch'il fessi per voglia
di manicar, di subito levorsi
e disser:'Padre, assai ci fia men doglia
se tu mangi di noi: tu ne vestisti
queste miser carni, e tu le spoglia'
...
Poscia più che 'l dolor potè 'l digiuno."
( Divina Commedia, Inf., XXXIII, 37-75)


(Vedi anche il ciclo sulla depressione, su questo stesso Blog,  Salutesecondonatura.Blogspot.com  La depressione 

lunedì 6 febbraio 2012

Le lesioni dei menischi: Il vero e il falso

Ginocchia (e menischi) apparentemente sani
Una trentina d'anni fa subivo il primo, unico e, spero, ultimo intervento della mia vita: la 'sradicazione' di un menisco del ginocchio sinistro, leso in seguito a ripetuti incidenti sulli sci (da fondo).
I menischi, mi fu detto allora, non guariscono mai: se sono lesi vanno divelti (secondo la moda un po'... da macello dell'epoca).
Infatti, mi dissero, i menischi non hanno vasi ...
Secondo i vari luminari dell'ortopedia dell'epoca, la natura è stupida, mentre i ... (omissis) con laurea in medicina (e, naturalmente, in chirurgia), sono intelligenti.
Passati i primi due giorni di sofferenza, per un blocco vescicale, aggravato da un robustissimo gesso che inguainava tutta la gamba (perchè non si sa mai: il paziente, anche se medico, potrebbe fare movimenti incolsulti, tali da compromettere l'opera di 'cesello', operata dal 'bisturi'; ma era il Protocollo e, come in caserma o in diplomazia, il Protocollo va rispettato), passati i primi due giorni, già dal terzo giorno, siccome stavo meglio e mi annoiavo, presa una scopa in mano ho cominciato a pulire le stanze di degenza; non perchè il personale non lo facesse bene, ma così, tanto per fare qualcosa. (Anche all'epoca ero un po' originale).
Tornato a casa, per un po' ho dimenticato il ginocchio e l'ex menisco, ma ad ogni minima occasione il ... defunto si faceva sentire, eccome! Gonfiore, dolore, difficoltà a deambulare, finchè non si decideva a passare.
Una quindicina d'anni dopo mi ruppi anche il menisco mediale del ginocchio destro: una pessima lesione a manico di secchio ... La Cassandra di turno mi minacciò con la solita frase ... Ma questa volta non ci sono ricascato: con esercizi di rieducazione, il menisco ed il ginocchio destro sono guariti alla perfezione, tanto che, ancor oggi, posso praticare lo sciatsu in 'seiza', ossia inginocchiato sui talloni, senza il minimo problema.
Ma torniamo al punto di partenza: possibile che madre natura abbia fornito l'articolazione più delicata, per la stazione eretta, ossia il ginocchio, di due strutture esenziali, i menischi, che al minimo trauma vanno asportate?
Oltre ai menischi, anche le cartillagini articolari e le cornee non sono vascolarizzati direttamente, per ovvi motivi: la garanzia della trasparenza, nella cornea, e per evitare microemorragie in superfici articolari così delicate per il resto.
Allora, cornee, menischi, cartillagini articolari, come riparano i microtraumi (e spesso, anche quelli più gravi)?
Semplice:attingendo ai liquidi di lubrificazione, con cui sono in contatto: lacrime e liquido sinoviale; ed aggiungendo un po' di esercizi correttivi, in tutti e tre i casi. Se ciò non basta, ricorrendo all'aiuto della natura. Un collirio di eufrasia (con aggiunta di artemisia e, per i più audaci, di microdosi di peperoncino, come fa regolarmente il sottoscritto), per le congiuntive; strofinando direttamente peperoncino fresco, o secco, una volta fatto rinvenire in acqua, per le articolazioni (come fa lo scrivente). In entrambi i casi ottimi, specie sul dolore.
Se, nel caso delle ginicchia, la tumefazione persiste, io faccio così: metto a bagno due cucchiai di soia verde per una notte. La pesto in un pestello, riducendola in poltiglia, la applico sul ginocchio e fascio. Il giorno dopo il ginocchio è sgonfio, la funzionalità ottima (e la soia ha tirato fuori un cumulo di tossine, riconoscibili dall'odore: fetido!). Sono infatti convinto che, in generale, ogni zona di minore resisteza dell'organismo diventa sempre, in specifiche situazioni, un 'atrattore' di tossine d'ogni tipo, specie alimentari (ma anche farmacologiche)...
Nel modo descritto ho risolto, negli ultimi due giorni, un'ennesima sinovite al ginocchio sinistro (ma perchè la sinistra è così fragile? Boh!), associando digiuno e clistere!
Conclusione: i menischi non riparano mai: FALSO!. L'intervento di asportazione degli stessi previene patologie degenerative del ginocchio: FALSO! (Anche se i moderni interventi in artroscopia riducono di molto tale rischio). Il menisco leso, non operato, compromette per sempre l'articolazione del ginocchio: FALSO!
Certi luoghi comuni, come certi dogmi, sono duri a morire e, spesso, alcuni interventi si fanno soprattutto per l'immediata comodità del paziente e, in rarissimi, ma rarissimi (?) casi, anche per fare cassa ...
Cio detto, confermato e sottoscritto, debbo angiungere una cosa. In ogni caso, sono grato all'ortopedico ed all' equipe che allora mi operarono: infatti, all'epoca, io non ero in grado di fare altrimenti. E, probabilmente, neanche loro ...

mercoledì 28 dicembre 2011

Parkinson e Alzheimer: Una bella storia di Natale, finalmente!

La tentazione di riferire sugli orrori che questa povera Italia offre ogni giorno, senza più alcun pudore di sè, quasi ostentatamente: arroganza, ignoranza, razzismo, stupidità, ecc., è forte; ma non voglio rubare il pane ai cronisti di 'costume'.
Siccome l'episodio che sto per narrare, vero in ogni dettaglio, mi vede anche come protagonista, per non creare malintesi devo chiarire che non avevo il coraggio di raccontarlo; un po' per pudore, un po' perchè non è granchè. Ma se il convento non offre di meglio, vogliate scusarmi.
Era una quindicina d'anni fa, sotto le vacanze di Natale. Vivevo con mia moglie, per libera scelta, in una capanna di nove metri quadri, incluso il pianoforte ... Nè acqua nè WC, ma nessuno è morto, anzi! Un giorno prossimo a Natale mi contatta, disperata, una giovane ragazza, che aveva seguito un mio corso di Shiatsu.
Giuseppe, ti prego, vieni a fare qualcosa per il mio babbo: io e mia sorella siamo disperate ... La mamma, anche sta male: entra ed esce dal manicomio, ma il babbo è peggio.
Vado. Una sala da pranzo dove da anni non entrava un filo di luce. Un'aria greve, stantia. Mobili e soprammobili da decenni fissati come in una foto ingiallita dal tempo. Su una sedia un uomo ... sì, un essere umano, sulla sessantina, gli occhi persi a fissare un piatto semivuoto con pochi avanzi di cibo. La bocca semiaperta, col labbro inferiore cascante. Un filo di bava unisce il labbro al piatto. Parkinson aggravato dall'Alzheimer, dicono i Dottori ...Da mesi non parla, non si muove, non reagisce: unica cosa che riesce a fare è mangiare e  sbavare per ore, con la lentezza del parkinsoniano e l'automatismo dell'Alzheimer...
Le due sorelle si sono ritagliate in garage un minuscolo spazio di sopravvivenza: qualche post di spiagge tropicali, due altoparlanti, i muri pitturati di fresco con i colori del cielo ... Ma la gran parte del giorno la passano ad assistere babbo e mamma, parimenti invalidi, pur nella totale diversità delle due situazioni.
Che fare, oltre che una pazzesca voglia di piangere ed andarmene?
Per mezz'ora massaggio quelle rigide spalle, non più sfiorate da dita umane negli ultimi decenni. Spalle gelide come il marmo, dure come l'acciaio. Alla fine le mie dita, intorpidite per la fatica, percepiscono un tenue, debole calore, unico segnale che, là sotto, scorre ancora la vita di uno che fu anche un essere umano...
Era stato professore di matematica, alle superiori, molti anni prima. Avvicino la bocca all'orecchio di quel volto impietrito a fissare il nulla ...
Tu, vuoi bene alle tue figlie?. Prima bisbiglio, poi parlo, alla fine urlo con tutte le mie forze, quasi disperato...
Il babbo non sente, non parla, non si muove, ormai da molti mesi ... E' inutile, Giuseppe ...
E invece no! Ha un piccolo sobbalzo: lentamente gira un po' la testa, alza gli occhi: accenna d'aver capito: fa di sì con la testa. Allora, se vuoi bene, perchè le stai uccidendo per il tuo egoismo?  Di che vuoi bene! - Sto urlando! Finalmente, da quella bocca sbavante, finalmente un mormorio! Più forte, più forte, PIU' FORTE!!!!!! ALZATI E DILLO PIU' FORTE!!!!!
Lentissimamente, in un tempo più lungo di tutta l'eternità, si alza ... Si alza e, finalmente, esce il suono: voglio beneee, quasi un belato. Più forte, più forte, più forte!!! Ripete, ripete, ripete: voglio bene, voglio bene ... e lacrima, lui come tutti i presenti ...
Lì dietro c'è un pianoforte; lo apro, provo i tasti: tutto completamente stonato. Da quanti anni non viene suonato? Da quando il babbo era giovane. Allora oggi lo suono io, che non so suonare. Dalle mie dita esce, non so come nemmeno oggi, da quel cacofonico rudere, la più bella musica di Natale di sempre ...
Esco, nella frizzante mattina d'una giornata prenatalizia di parecchi anni fa.
Dopo due mesi, alla stazione, una giovane sconosciuta mi vede, mi abbraccia tutta eccitata. Giuseppe, Giuseppe, il Babbo ha ripreso a vivere: anche la mamma sta molto meglio ...

Non voglio commenti a questa storia. Non è miracolo, non è bravura, non è niente di niente. Solo la magia di un pianoforte scordato, sotto Natale, alcuni anni fa.

I really wont to give thanks to the nombreous, unknown followers of the blogs, wich are reading my posts since the beginning, for years. Spcially to people living in Moutain View, California; but also to the many others, all around the planet. Happy New Year!
Giuseppe







giovedì 15 dicembre 2011

Febbre: una malattia o una benedizione?

Piani di castelluccio: pulizie all'alba
La Medicina contemporanea definisce la febbre non come malattia, ma come sintomo, associato a svariate situazioni patologiche, e però utile finalisticamente per la produzione anticorpale ... Tutto qui?
Per inciso, perchè allora moltissimi medici intervengono solo a stroncare questo benefico sintomo, con farmaci che, per alcune ore, lo reprimono? E non solo nei casi di ipertermia maligna, rarissima e che mette a rischio la vita del paziente... Anche le convulsioni febbrili dei bambini, rarissimamente producono danni cerebrali permanenti. Nella quasi totalità dei casi sono la risposta di un sistema nervoso ancora ipereattivo alle infezioni virali e ... al'atteggiamento di panico di troppe mamme, e di numerosi padri. L'ansia della mamma (o del padre) si riversa sul bambino che non ha adeguati  filtri protettivi; e se sommiamo uno più uno, come minimo farà due (e a volte anche più di due!). Chiudo l'inciso, anche perchè ho già dato, moltissime volte, le istruzioni del caso alle mamme (ed ai padri) troppo ansiosi.
Tutto qui? L'unica utilità consisterebbe nel produrre anticorpi? No, la stessa medicina riconosce anche che la febbre aumenta il metabolismo ( e con questo anche l'eliminazione delle tossine accumulate, aggiungo io ...). Ma oltre questo, la febbre è sempre vista come risposta ad un 'insulto comunque aggressivo' da parte dei soliti nemici, virus e batteri. Su questo livello credo che cominciamo ad essere un po' bloccati, se non fissati del tutto. Lo slogan citato è, infatti, ormai dato per buono da quasi tutti, anche dal comune pubblico dei non addetti ...
Osseviamo di nuovo, allora, la natura. Proviamo a rivoltare una zolla di terra: mentre in superficie ogni erba conserva una certa propria individuabilità, le radici, sotto, sono un intrico totale. Ed insieme alle radici, nell'intrico, un mondo di vita invisibile: viru, batteri, muffe, alghe, protozoi, lieviti, e via dicendo. Evidentemente, se le erbe in superficie vivono rigogliose, ciò è dovuto all'intrico sottostante, in cui tutto vive, prospera (ed alla fine, anche muore, ma con continuo rinnovamento di forme di vita), grazie allo scambio d'informazioni (sotto forma molecolare, ma non solo), reciprocamente vantaggiose. Questo grazie alla pressione della selezione naturale, ed alla carica ... vitale della Forza Vitale!

Tutto, in natura, segue la legge dell'equilibrio dinamico e della mutualità reciproca. Solo l'essere umano fa allora eccezzione? No, assolutamente no!
Ogni 'affezione' virale, batterica  o da quant'altro, è davvero una grave minaccia (o non piuttosto una colossale cuccagna per le multinazionali - o mononazionali ...  del farmaco)? La vita, nella sua forma attuale, è avvenuta tramite il consociativismo, l'integrazione e la fusione trasformativa di forme di vita primarie, (ma  non primitive!) di micro-organismi, essi pure dotati di un altissimo livello d'evoluzione.
Qualcuno forse, mi chiederà, a questo punto, se voglio insinuare l'ennesima polemica contro la Scienza Medica Ufficiale, ossia di regime... Vuoi veder che questo pazzo sostiene la beneficità delle infezioni? No, io sostengo la beneficità delle 'affezioni', che, solo quando trovano nel nostro micro cosmo interno un habitat ideale, un pasto abbondante di tossine di cui si nutrirsi, virano in 'infezioni', queste sì pericolose!

Noi abbiamo bisogno di periodici contatti, almeno un po' approfonditi, con il microcosmo biologico che ci circonda e compenetra, e grazie al quale siamo vivi , per riparare i danni prodotti dal NOSTRO stile di vita innaturale.
Fino ad un certo punto, virus e batteri ci ... 'affettano', per così dire, a nostro e loro vantaggio. I virus nutrendosi del DNA danneggiato, che alligna soprattutto nelle popolazioni cellulari già divenute deboli.
I batteri, a loro volta mangiandosi le nostre tossine in eccesso. Per questo, giustamente, il nostro sistema immunitario lascia fare. Solo dopo alcuni giorni, grazie a ripetuti colpi di febbre, interviene con una massiccia produzione di anticorpi, per allontanare i commensali-spazzini, che stanno diventando troppo voraci e vivaci. Ma  la responsabilità é nostra, che abbiamo accumulato troppi messaggi chimici (tossine) e non chimici (stato d'animo), tossici.
Ed inoltre, se noi, sistematicamente sopprimiamo la febbre e ci bombardiamo con altri tossici (venduti soprattutto in farmacia), il più delle volte privi di qualunque ragionevole motivazione, finiremo per facilitare l'invasione e la moltiplicazione selvaggia di nuovi virua e batteri.

A mo' d'esempio, citerò quello che quotidianamente avviene nel nostro sistema idraulico - sanitario domestico. Continuamente arrivano nelle tubature residui organici ed inorganici d'ogni tipo. I primi sono in gran parte digeriti e resi fluidi dai microorganismi. Per i secondi ci vuole, invece un fil di ferro, forgiato ad uncino .... Ma quando la porcheria accumulata è troppa, il lavandino si ingorga. Allora va usato l'idraulico liquido, l'equivalemte della nostra febbre. Se l'draulico liquido è di qualità scadente (è stato diluito troppo, ad es.,con gli antifebbrili,  per mantenere la similitudine), o è troppo violento (ipertermia maligna, ad esempio), le cose si mettono ad andar male, L'ingorgo non si sgorga, oppure le condutture fondono!
Ma non basta: di quando in quando bisogna anche svuotare la ... fossa biologica. E questo lo si ottiene con il digiuno, o la dieta ristretta (immaginatevi se mentre pulite la vasca biologica, qualcuno continuasse a ... farla dentro!). All'occorrenza sevirà un buon clistere, ossia  l'intervento della ditta specializzata in svotamento dei pozzi neri ...

Smettiamola di dar la colpa di tutto a virus e batteri per primi, e poi anche a tutto il resto. Prendiamoci le doverose responsabilità nella nostra vita quotidiana, e quando ci ... 'abbeniamo', ossia produciamo la febbre, proviamo a restarcene solo a guardare, ammirando con stupore le 'mirabilia' che il nostro organismo sa compiere da sé, per saggezza ormai incorporata da miliardi d'anni. Restiamo tranquilli: siamo in bune mani!
E non chiamiamo subito quelli dei pozzi neri, che spesso, invece di svuotare, ci scaricano dentro una ulteriore valanga di solventi chimici, quando un po' d'idraulico liquido bastava ed ed avanzava!


Ah, quasi me ne scordavo. Tutte le volte che ho un disturbo di una certa entità: lombaggine, discopatia cervicale, stipsi, dolore meniscale, immancabilmente mi sale la febbre. Mi ficco a letto con sciarpa e cappotto, faccio una bella sudata e la mattina è tutto passato ... fortunato, vero (! ... ?)




domenica 11 dicembre 2011

Riparliamo di cancro, creativamente

Coni e bastoncelli danzano accarezzati dalla luce
Nell'infinitamente piccolo, a livello delle stringhe, sarebbe depositato uno degli infiniti segreti che compongono il mosaico infinito della verità.
La vita liberamente spira e fluisce, da un universo all'altro, grazie a quese ipotetiche stringhe, buchi bianchi sub nucleari, che tengono uniti i quark del protone, come delle altre particelle,  in un caleidoscopio continuamente cangiante e perennemente in contatto con l'essenza stessa della vita.
Nella microdimesione delle stringhe, che trascende la distanza di Fermi, sotto la quale le forze repulsive diverrebbero infinite, facendo scomparire il tutto in un nulla apparente e coerente con sè stesso, in quella segreta ed appartata microdimensione, dicevo, si creanno una serie di ipersfere, ipercubi ed iperpiramidi, ad 'n' dimensioni, all'interno delle quali possono liberamente circolare, fuori dalle leggi fisiche note del nostro universo, le informazioni ipercosmiche, a-spaziotemporali, con cui incessantemente si manifesta la forza creativa della Vita.

Il nostro DNA, creazione superspeciale della forza vitale, in una megadimensione macromolecolare ( mega rispetto alle stringhe!), grazie alla struttura esagonale simmetrica e speculare degli aminozuccheri che tengono insieme le due spirali, (scoperte, ma non create!, da Watson e Kreak), il nostro DNA, dicevo,  riesce, per risonanza, a captare il segnale non materiale e non ondulatorio, almeno nel senso della  nostra fisica attuale, che circola nel multiverso ad 'n' dimensioni, grazie alla speciale antenna, rivolta verso le profondità cosmiche, che è la nostra epifisi. A sua volta, tramite l'ipofisi, le informazioni che provengono dall'universo interno, il nostro organismo, sono riversate sugli aminozuccheri del DNA.
Se il segnale dell'unverso interno è armonioso (come accade quando vi è salute, cioè armonia di corpo mente e cuore), ossia lineare, coerente, continuo, come la luce laser, il DNA non protido-sintetico può correggere e riparae i danni di quel 10% di DNA preposto alla sintesi protido-enzimatica, salvando così l'organismo dal caos incoerente e divergente di informazioni, il cui paradigmatico esempio è ciò che viene chiamato cancro.

La chemio e radio terapia, purtroppo, intervengono ad uccidere alcune, ma non tutte, le cellule cancerogene, mentre aumentano il caos entropico della malinformazione di tutte le altre cellule.
I rimedi naturali vegetali (specie i cromogeni), come ho già cercato di spiegare in altra parte del blog, ci aiutano, per complementarietà metabolico-filogenetica, a riparare i danni che anche noi stessi arrechiamo al nostro patrimonio genetico, oltre quelli provenienti dall'ambiente esterno. Dobbiamo essere grati a questi antichissimi fratellini, che ancora ci aiutano, ma non possiamo delegare tutto a loro, specialmente ciò che possiamo e dobbiamo fare da noi!

Infatti noi possediamo una enorme capacità, tramite respiro, pensiero, movimento, alimentazione e stato d'animo, d'influenzare, a nostra volta, quel 90% di DNA, che la moderna biologia, vergognosamente, definisce inutile.
La Vita non è stupida come lo sono alcuni dei suoi discendenti, dall'apparenza esteriore umana!

A coloro che stanno vivendo nella disperazione di avere il cancro, ossia per esserselo creato, più o meno inconsciamente, da sè (giacchè le cause sterne esistono, ma sono solo concause, e non possiamo cambiare in un colpo l'ecosistema inquinato, in cui viviamo), io che di cancri ne ho avuti molti, e che attualmente ci convivo benissimo, propongo la seguente pratica.
Seduti, a busto eretto, ascoltate il respiro per cinque minuti, senza nessun intervento sullo stesso.
Iniziate quindi a pronunciare, lentamente, ad ogi inspiro, la parola AR - MO- NI- A...., ed espirando, inviatela a tutte le cellule.
Questo messaggio, che può essere sonoro o muto, nel giro di 10 o 15 minuti, giungerà ad essere percepito dal nostro DNA, che ritornerà in risonanza con la Forza Vitale ipercosmica, e comincerà a riparare i propri danni. Infatti, la forza vitale, a differenza dell'ambiete esterno, porta solo messaggi di vita!
Fate questo per almeno 15 minuti, più volte al giorno. Poi anche tutto il resto, ossia tutto ciò che riterrete più opportuno. Ma vi prego, radio e chemio il meno possibile!
Se fate, capirete: l'effetto positivo generale si manifesterà già con la prima pratica.
Per altre informazioni, potete consultare in questo stesso blog gli articoli 'Parliamo di cancro senza paura'.
Grazie, buna pratica e gioiosa vita, con o senza cancro.

Esprimo il mio ringraziamento al M° Yahiro per avermi insegnato, in pratica, l'esercizio proposto.

Aggiungo, infine, un breve commento alla foto in apertura di questo post. Si tratta di un' immagine tridimensionale, al microscopio elettronico a scansione, di una porzione di retina. I colori sono artificialmente aggiunti, ma l'immagine aiuta a capire, anche se solo in modo simbolico, i principi enunciati nell'articolo.
I bastoncelli, quelli chiari, lunghi e sottili, possono rappresentare le stringhe, che tengono uniti i Quark, qui rappresentati dai coni, di color verde, interposti fra i bastoncelli. Le sacche viola alla base sono i granuli cromogeni propri della retina, quelli che captano la luce e la ritramettono a coni e bastoncelli in frequenze specifiche per ciascun colore. A loro volta coni e bastoncelli  tramettono al sottostante nervetto ottico (non visibile), il segnale ricevuto. Voglio solo far notare come i cromogeni possano ben rappresentare, simbolicamente, altrettante uscite dai bastoncelli-buchi bianchi, in un'altra dimensione: cromogeni come 'sacche vitelline embrionarie' di un micro universo parallelo.
La luce, che crea la danza di coni e bastoncelli, in un cangiante caleidoscopio cromatico, rappresenta, infine, la Forza Vitale ipercosmica, che genera il tutto.




venerdì 9 dicembre 2011

Strauss Danubio Blu

Dedico questo famosissimo capolavoro a tutti quelli che stanno cercando il coraggio di guarire., e non solo dal cancro (vedi sotto e sopra). Buona vita.
Giuseppe


 

Lotta contro il cancro: una battaglia vinta?

Collaborazione (Iris in primavera)
No, la lotta contro il cancro si sta rivelando sempre più un guerriglia estenuante, che prelude ad una ritirata finale, stile Vietnam!
Questo per il modo con cui la lotta è stata impostata. Innanzitutto, solo facendo contro, senza cercare di approfondirne le vere cause, limitandosi, troppo spesso, ad una diagnosi precoce sbandierata come prevenzione! Il che ha finito per aumentato a dismisura il numero dei malati di cancro, che fino a quel momento erano portatori asintomatici dello stesso, senza però quasi nessuna utilità pratica, statistiche alla mano. Sono solo aumentati i ricoveri in anticipo sui tempi, mentre la sopravvivenza è stata aumentata, in pratica (e non sempre), solo di pochi mesi, ma apparentemente di molto tempo, solo per la diagnosi precoce ... Nessuna altra scienza, infatti, è altrettanto manipolabile della statistica, specie quando questa è impostata su meta-analisi  pilotate da enormi interessi economici di terzi. (Io stesso ne ho avuto una qualche esperienza, essendo stato ricercatore universitario, pur in altri campi, per alcuni anni. Era difficile resistere alla tentazione di ... adeguare un po' i risultati agli interessi di chi pagava, e molto bene, la ricerca: le grosse ditte del farmaco!)
 Sopravvivenza, inoltre, di persone (esseri umani!) sottoposte ad un regime assistenzialista semi coatto, voluto più dai parenti che dai pazienti. (Capisco, prima di tutto esorcizzare il malato ed allontanarlo dalla sua casa, dalla sua vita quotidiana, per sempre, fino al tragico decesso in ospedale. Sembra di sentire Dante : 'E voi costì, non isperate riveder lo cielo giammmai! Forse la migliore cosa che ho fatto nei trent'anni della mia vita di medico condotto è stata quella di assistere in casa, con gli opportuni controlli e le necessarie terapie, specie quando ormai radio e chemio erano diventate solo nocive, la maggior parte dei malati terminali di cancro. Molti sono morti mentre li tenevo per mano, e tutti erano contenti di morire nel proprio letto! Non credo di aver accorciato la vita, ripeto, la vita, e non la sopravvivenza, di alcuno, pur con tutte le mie mancanze ...).
Sopravvivenza condotta, spessissimo, tra le atroci sofferenze di radio e chemio terapie ad oltranza. L'ideale è che il paziente muoia con la flebo della chemio ancora attaccata, per poter dire che è stato fatto il possibile e l'impossibile, e rilanciare periodicamente le campagne rastrella-soldi fra i parenti (e non), delle vittime. Campagne che già di per sé la dicono lunga sulla tanto sbandierata vittoria ...
Parole di un pazzo anacronista che spara a zero sulla scienza medica? Nemmeno per sogno! Parole del più grande e famoso commentatore finanziario del NY Times (vedi Corriere della sera di oggi), tranne le righe inserite fra parentesi dall'autore di questo post...
Il notissimo commentatore economico, fra l'altro, è di orientamento conservatore. Il 'trionfo della medicina', sbandierato ai quattro venti da addetti ai lavori non sempre disinteressati, non ha retto alla spietata analisi finale dell'economia! Siamo alla resa dei conti finale. Possiamo gabbare tutti, ma non l'economia (sempre parole dello stesso commentatore).
L'assistenza prolungata (a vita) di pazienti terminali e preterminali, costa  mediamente 450000 dollari all'anno, a fronte di versamenti che, in tutta la vita, raggiungono mediamente i 150000 dollari. Così l'economista, ma io aggiungo: e questo non solo per il cancro, ma anche per le complcanze che coinvolgono ogni anno un enorme numero di diabetici, e così pure per i malati cardiovascolari, gli obesi e via dicento: tutti malati per eccesso di benesere e cattive abitudini di vita. Un solo ciclo di chemio, ad esempio, costa in media 400 dollari ... 
Questa analisi, impietosa e perentoria nell' indicazione del rimedio radicale, non prevede altra scelta per gli stati che cacciarli tutti fuori, altrimenti la bancarotta statale sarà inevitabile per eccesso di assistenzialismo. Così l'economista, ripeto, anche a costo di parer noioso ...
Da parte mia, da un pezzo ho deciso di vedere le cose da un altro punto di vista; per questo ho scritto, su questo stesso blog, quattro articoli sul cancro: 'Parliamo di cancro senza paura', di cui l'ultimo 'Il coraggio di guarire', a cui vi rimando. Quindi non mi ripeterò, e tanto meno entrerò in plemica pro o contro nessuno. Non serve a niente, quando ci sono tante altre cose da fare!
Ho riportato le notizie di cui sopra solo per avvisare che la medicina assistenziale sta crollando sotto il peso stesso  delle proprie velleità trionfalistico-propagandistiche, degli sprechi senza remora alcuna, delle proprie stesse contraddizioni, delle proprie malcelate cointeressenze economiche, delle mega truffe quotidiane condotte da dentro il sistema sanitario stesso ...
Purtroppo, dico purtroppo, siamo alla resa dei conti finale, inevitabilmente imposta dalle leggi dello stesso mercato economico mondiale.
Che fare? Voltare pagina, ricominciando da capo, come fa la formica quando si trova il formicaio calpestato dall'elefante. Ripartendo da dove è invitabile ripartire: corretta informazione e doveroso autoimpegno alla correzzione delle abitudini e dello stile di vita, sul piano fisico, mentale e spirituale, che del cancro, come di tutto il resto, sono la vera causa, ma che, una volta corrette, sono la sola strada che può condurci verso una vera guarigione, quella del coraggio, responsabile, di guarire!
Naturalmente, anche con l'aggiunta del doveroso sostegno e le necessarie cure, da parte degli addetti ai lavori, ma solo quello che è necessario, nulla di più e nulla di meno.
Gurdate la foto in alto: questo iris vive grazie alla propria forza vitale, all'ombra del pesco che lo protegge dal caldo troppo intenso, ma non avvinghiato a lui come l'edera! Impariamo dalla natura: le battaglie, come le guerre, si vincono solo combattendo con tutto se stessi ...


mercoledì 7 dicembre 2011

Influenza e consenso informato: riproposta


Visto che siamo ancora in periodo influenzale, penso che sia opportuno dare alcune informazioni sul modo corretto d’impostare una terapia ragionata del problema.
Ciò per due motivi, il primo perché ormai da tempo alcuni rimedi sintomatici dell’influenza sono venduti liberamente nelle farmacie ( e con libertà ancor maggiore circolano negli spot pubblicitari in televisione).
Il secondo perché, in base alla quotidiana esperienza, sembra che le persone siano tuttora pochissimo, se non male, informate.
Voglio dire subito che non sono contro l’uso dei normali rimedi farmaceutici, purché se ne conoscano benefici e danni con chiarezza.
L’influenza circola in forma epidemica, spesso mescolata e confusa con sindromi analoghe (dette parainfluenzali).
L’agente che causa l’influenza è un virus a rapida modificazione e con differente gravità e diffusione epidemica, che ciclicamente si manifesta con epidemie mondiali anche gravi.
Molti ricorderanno la cosiddetta Spagnola e l’Asiatica.
Altra cosa sono le epidemie, sempre virali, note come SARS, febbre del pollo, influenza aviaria ecc., ben più pericolose ma, per fortuna, anche più rare.
I virus in generale non rispondono ai comuni antibiotici per motivi biologici.
Per questo andrebbero curate con antibiotici solo le complicanze batteriche documentate, anche per non distruggere la flora batterica intestinale e non selezionare altri ceppi batterici resistenti agli antibiotici, perché proprio non ce n’è bisogno.
Non esistono ancora antivirali sintetici così sicuri e maneggevoli da poter essere impiegati in pratica nella cura dell’influenza. Su questo c’è unanime consenso.
Esistono invece sostanze naturali attive contro virus, batteri e funghi, ben maneggevoli e senza gravi effetti collaterali. La più nota è la propolis, prodotta dalle api per la difesa collettiva dell’alveare.
Vi sono poi una serie d’altri prodotti naturali, come la vitamina C e le sostanze analoghe (antocianosidi, flavonoidi), delle quali è ben nota, fra le altre, la capacità di stimolo delle difese naturali antivirali.
Ho gia accennato al loro scopritore, Szent-Georgyi, premio nobel, nel 1937, per queste scoperte.
Linus Carl Pauling, altro (doppio) premio nobel per la medicina, dimostrò l’efficacia della vitamina C a forti dosi nella terapia dell’influenza e del raffreddore, oltre che del cancro.
Nonostante i suoi lavori si basassero su ricerche rigorosamente documentate, ebbe molti detrattori, non del tutto disinteressati, che pubblicarono lavori, non altrettanto rigorosi dal punto di vista metodologico, per metterlo in cattiva luce ed irriderlo. Ciò continuò, con un accanimento difficilmente spiegabile, anche dopo la sua morte...
Va anche osservato che la vitamina C, ottenuta per sintesi, perde molte delle virtù terapeutiche presenti nei prodotti naturali che la contengono, come ad es. gli agrumi.
Tuttavia il prodotto sintetico consente più facilmente d’introdurre gli alti dosaggi (anche oltre sei grammi al giorno), necessari perché sia efficace, secondo le ricerche di Pauling.
Anche se, come sostengono i detrattori, essa fosse inefficace nel guarire le virosi influenzali, non per questo perderebbe i suoi ben noti poteri terapeutici.
Infine, la vitamina C è priva di tossicità, almeno ai dosaggi introducibili per bocca.
Devo inoltre far notare che, com’è ampiamente noto e non più discutibile, alcuni dei sintomi dell’influenza, anche se molesti, sono indispensabili per guarirla.
Questi sono il brivido e la tachicardia, che servono ad innalzare la temperatura ai livelli febbrili (38-39° C), ottimali per la produzione d’anticorpi, d’interferoni naturali ed altre sostanze utili.
La riduzione dell’appetito, la sete ed il bisogno d’agrumi sono altri messaggi della saggezza naturale dell’organismo, che dovremmo ascoltare di più.
In caso d’una normale influenza non facciamoci prender dal panico, anche nel caso dei bambini.
I vecchi rimedi: riposo al caldo, sudare, bere di più, mangiare meno ed eventualmente fare inalazioni caldo-umide che riducono la tosse irritativa, sono sufficienti nella maggior parte dei casi.
Meno utili dal punto di vista razionale sono i fluidificanti del catarro, almeno nella prima fase, nella quale l’epitelio dei bronchi, con le cellule ciliate, che fanno risalire il catarro verso la bocca, e le ghiandole mucose, che lo producono, sono in gran parte distrutte dal virus.
Possono invece essere d’utilità il vapore caldo-umdo, associato eventualmente a balsamici, dotati di proprietà antivirali e stimolanti delle difese naturali (come ad es. l’eucalipto).
L’aspirina, pur essendo un ottimo sintomatico, produce facilmente lesioni allo stomaco ed è sconsigliata nei bambini perché potrebbe causare sindromi immuno-tossico-allergiche anche gravi.
Nel dubbio consultatevi con il medico.
Anche il paracetamolo, buon antifebbrile ed antidolorifico, non è privo del tutto d’effetti dannosi, specie sul fegato.
Nel caso di febbre molto elevata (oltre 39,5 negli adulti, ma anche meno nei bambini più piccoli, i più a rischio di convulsioni febbrili - nel complesso piuttosto rare ), sarebbe opportuno associare impacchi o spugnature con acqua fredda, secondo le indicazioni del medico.

L’ultimo episodio influenzale che ricordo, risale ad oltre vent’anni fa.
Mi misi a letto con una certa gioia (potevo riposare beatamente), ma, ahimé, fu di troppo breve durata…
Ascoltavo tutto quello che il mio organismo faceva automaticamente: febbre, aumento della circolazione, produzione d’anticorpi, ben contento di lasciare il comando a lui…
Guarii dopo poche ore.

Concludo con una ricetta naturale per ottenere un succo concentrato d’arance, ricco di vitamine del complesso C e di tutti i probiotici dell’arancia.
Spremere un chilo o più d’arance biologiche. Filtrare e mettere in una pentola di coccio larga, con spargifiamma e fuoco al minimo. Questo per ridurre il più possibile la distruzione delle sostanze termolabili.
Far cuocere per ore, senza che nemmeno produca vapori visibili, finché il tutto sarà sufficientemente concentrato e denso, senza però cristallizzare.
Riporre in bottigliette di vetro scuro, in frigo.
Due o tre cucchiai al dì, anche diluiti in acqua, dovrebbero esser sufficienti.
Auguro di cuore a tutti quelli che dovessero ammalarsi, una buona influenza…

PS. Perché non tutti, anzi solo pochi s’ammalano, visto che il virus circola pressoché dappertutto?
Buon argomento di riflessione per tutti!


martedì 6 dicembre 2011

Morgagni, Adams, Stokes e ... la sindrome di Stoccolma

Ippocrate (Dis. di Piero Bagnariol)
Givan Battista Morgagni fu uno dei più famosi anatomisti e clinici del 1700. I medici irlandesi Adams e Stokes vissero, invece, un secolo più tardi.
I tre sono accomunati sotto il nome di una sindrome: la sindrome di Morgagni Adams Stokes, perchè il primo la descrisse nei suoi caratteri clinici: improvviso pallore, perdita di coscienza più o meno lunga, talvolta convulsioni, mentre gli altri due ne riconobbero la causa in un disturbo intermittente del ritmo cardiaco, di tipo bradicardico: ad un certo punto, per cause varie, il cuore rallenta estremamente e, talvolta, giunge a fermarsi per brevi periodi.
Una volta questa sindrome portava prima o poi a morte. Dopo l'avvento del pace.maker elettrico, i pazienti, in genere, guariscono e possono condurre una vita normale.
La sindrome di Stoccolma, invece, è una particolare forma di dipendenza e sudditanza che alcune persone, specie se sottoposte a lunghi sequestri, finiscono per sviluppare verso i propri sequestratori: dalla rassegnata sottomisione fino ad un atteggiamento di dipendenza, abbandono alla loro protezione, e talvolta ammirazione verso gli stessi, fino alla infatuazione o all'innamoramento.
Venne descritta per la prima volta, decenni orsono. in persone sottoposte ad un lungo sequestro a Stoccolma.

Che c'entrano i tre illustri clinici del passato, la loro sindrome, con la sindrome di Stoccolma?
Se avrete la pazienza di leggermi, ve lo spiego ...
Qualche anno fa incontrai un paziente che mi raccontò una lunga odissea di 'epilettico', in giro da un neurologo all'altro, da una cura all'altra, senza che mai i sintomi venissero meno. Anzi, dopo tanti anni di terapia con barbiturici, si sentiva sempre più confuso, mentalmente affaticabile e debole di memoria.
Una lunga ed accurata anamnesi, raccolta dai familiari, spesso presenti alle sue crisi, mi misero una ...pulce nell'orecchio (anche le pulci hanno la loro utilità!). L'anziano paziente, improvvisamente, sbiancava, perdeva le forze ed i sensi, si affliosciava al suolo, tutto sudato. Dopo poco tempo ricuperava la conoscenza e tornava normale. Mai una convulsione, mai bava alla bocca, mascelle serrate, rigidità del corpo: anzi, floscio come un cencio! Chiesi di vedere i referti dei vari elettroencefalogrammi: non ce n'è bisogno, mi dissero, erano sempre normali. Da anni ormai, il paziente veniva ogni tanto visitato da un neurologo, che confermava la diagnosi, mentre il proprio medico si limitava a ripetere la ricetta dei soliti farmaci: i barbiturici.
La cosa, dissi, assomiglia tutta ad una sindrome di Morgagni Adams Stokes. Proposi di far vedere il paziente da un cardiologo.
Il mio consiglio non venne seguito. Come seppi dopo, per una fortunata coincidenza del destino, il paziente ebbe un attacco di fronte al proprio medico, che questa volta lo visitò e risolse il 'giallo' della falsa epilessia: il cuore batteva a circa trenta colpi al minuto! Via di corsa in ospedale, ecg, pacemaker e definitiva risoluzione degli attacchhi ...
Si, ma Stoccolma, mi direte, chi c'entra? Ancora un minutino!
Tempo dopo, lo stesso paziente ritornò da me per riferirmi il tutto, ma anche perchè continuava ad essere stanco, confuso e smemorato. Gli chiesi che medicine prendesse: barbiturici! Cooome? Ancora? Perchè?
Sa, mi hanno spiegato i famigliari, il nostro medico si è consultato con il neurologo, ed hanno deciso, per il bene del papà, che era meglio che continuasse a prendere quei farmaci, perchè non si sa mai, e poi perchè è vecchio, ed è meglio non rischiare.
Sì, ma io sto male, intervenne il vecchio: una volta li tolleravo bene, adesso non più. Dottore, mi aiuti a toglirli! Certo, gradualmente e con frequenti controlli, già altre volte la cosa è andata a perfetto buon fine, in altri pazienti, con altre patologie.
Ma i famigliari mi chiesero: non potrebbe, invece, dargli qualche ricostituente per la memoria, lasciando stare i barbiturici? E perchè? ... Silenzio. Finalmente, uno dei famigliari si decide: sa, non vorremmo scontentare il nostro medico, che è così bravo e buono, e noi anche in futuro avremo ancora bisogno di lui ...
Non ho più visto il paziente, nonostante gli avessi proposto di curarlo gratis: lui era d'accordo, ma i famigliari no.
Se nel frattempo non è morto, penso che stia ancora inghiottendo barbiturici ...
Eccola la 'Sindrome di Stoccolma', diffusa, in campo medico, enormemente di più della sindrome di Morgagni-Adams-Stokes, specie in campo oncologico, ma non solo.
Paradossalmente, ne ho visti già molti, per varie patologie, arrivare a morire per non mettersi contro il proprio medico!
La speranza è che anche in Italia, prima o poi, si formino delle associazioni mediche per la corretta informazione del paziente, per dire quali sono le cure inutili o dannose, gli interveti chirurgici fatti solo per fare cassa, e via dicendo, associazioni che sono molto diffuse in America e Germania.
Sarebbe un primo passo verso l'applicazione di quella perentoria ed assoluta norma deontologica, scrtta da Ippocrate oltre duemila anni: "Primum non nocere!" ... Se vivesse oggi, sicuramente, aggiungerebbe un 'secundum', questo rivolto al paziente: "SVEGLIATI!"

PS: io, a mia volta, invece, e senza abbandonare il latino, direi ad entrambi: 'Errare humanum, perseverare diabolicum!'

lunedì 5 dicembre 2011

Epilessia infantile ... Anche così può guarire

Ieri mattina  (ossia alle due, che è l'ora in cui mi alzo di solito), sono ritornato, dopo un'assenza di due anni, al solito autogrill in superstrada, che è aperto anche di notte.
Sono andato alla cassa, ho ordinato un 'tradimento recente', un cartone da sei bottiglie di Barolo doc ed un pacchetto di sigrette ...(dopo che mia moglie è tornata a vivere grazie ad un intervento sulle coronarie sono in vena di scialare, ed il Barolo, poi, era in superofferta!).
La cassiera mi ha riconosciuto subito (non so se dalla faccia o dalla battutina). Infatti mi ha sorriso, mi ha dato un ... cornetto alla crema ancora caldo caldo e mi ha detto: quando ha finito il cornetto, aspetti un attimo, che devo dirle una cosa.
Così ho fatto: ho 'consumato' con calma il mio ... tradimento recente (alla crema), ho aspettato che l'ultimo cliente uscisse, e siamo usciti anche noi a fumarci una sigaretta, circondati dalle nebbie leggere di una ancor tiepida notte di dicembre.
Finita la sigaretta, mi ha detto: 'Si ricorda della mia nipotina, quella con quei gravi attacchi epilettici e ritardo mentale grave? Quella per la quale le avevo chiesto, quella notte di due anni fa, un suo consiglio?'
Certo che mi ricordavo, e ricordavo anche che dopo due settimane la bambina (che non ho mai visto), era stata meglio: gli attacchi erano meno gravi e molto meno frequenti.
Ebbene, sa che ora la bambina (che nel frattempo ha compiuto sette anni), non ha più neanche un attacco (ne aveva da dieci a quindici al giorno!), parla molto meglio, tanto che mia sorella ha potuto mandarla a scuola !
Ah sì?
E non solo, ma anche mia sorella è diventata un'altra: è calma, rilassata, sorridente: pensi che si è persino comperata l'automobile, perchè adesso ha molto più tempo libero!
Ecco, io volevo ringraziarla, anche da parte di mia sorella, che non ha mai smesso di mettere in pratica il suo consiglio ...
E allora non ringraziare me, ma tua sorella! Io che c'entro, ho solo dato il consiglio, ma è lei che lo ha messo in pratica ...
In queste situazioni io divento un po' burbero, secondo il mio carattere. In realtà ero commosso, e stupito che una madre, che nemmeno conosco, avesse avuto la costanza (e l'amore), di mettere in pratica quel consiglo per due anni, ininterrottamente!
La ragazza del bar mi ha sorriso ed ha aggiunto: sempre lo stesso rospo, lei!  Ma sorrideva contenta ...
Così me ne sono andato a bermi un caffè in un'altro bar, anche questo sempre aperto, e dove lo fanno più 'bbono', e poi perchè non riesco a reggere troppo a lungo alle chiacchere da bar ...
Ah, che sbadato, quasi mi dimenticavo del consiglio! Nessun segreto, il consiglio, semplicemente, era stato quello di ... massaggiare i piedi della bambina, tutte le volte che aveva un attacco, anzi, anche senza aspettare l'attacco, per cinque minuti, più e più volte al giorno!
Cose da poco, cose da bar, appunto!

(Ho aggiunto questo articoletto al blog anche per confermare la validità del masaggio ai piedi nei bambini, di cui avevo già perlato su questo stesso blog e per ringraziamento verso il maestro Yahiro, che di quel consiglio era stato, molto tempo prima, l'autore.)



venerdì 25 novembre 2011

Guarire in modo umano

Ischia, Ott 2011 (Foto di marilisa De Conto)
Guarire in modo umano, nella mia esperienza personale e professionale, significa divenire responsabili verso sé e verso gli altri della propria condizione di salute ... Ringraziamento per il bene ricevuto con la vita e doveroso impegno di gratitudine verso tutto e tutti dovrebbero essere le motivazioni che ci spronano a correggere gli errori che sono alla base della nostra condizione di salute, sia fisica che morale. Questo blog, pur con tante mancanze, era sorto circa tre anni fa con questo scopo. Ora che quasi trentamila persone (oltre ogni mia aspettativa) sono entrate a leggere il blog, la speranza è che questo seme non sia stato gettato invano. Auguro a tutti una vera guarigione umana. Buona vita.
Giuseppe

lunedì 14 giugno 2010

Commiato

Barche a secco, Ischia, Ott 2011 (foto di Marilisa de Conto)
E' passato ormai esattamente un anno da quando ho scritto l'ultimo articolo su questo blog, un anno di riflessione sofferta ma proficua, vorrei dire benefica.
Uno dei miei pensieri ricorrenti è stato: sarà stato utile, sarà giovato a qualcuno?
Credo, anzi spero di sì.
In questo lasso di tempo alcuni mi hanno scritto; due persone, addirittura, dopo aver preparato l'olio d'uovo ed averlo usato, spero con beneficio...
Altri per confermarmi il miglioramento, se non la guarigione dalla distrofia maculare di Fuchs, anche grazie ai consigli pratici contenuti nel blog.
D'altra parte qualcuno, dopo aver letto l'articolo, mi chiede ancora (o meglio, si ostina a chiedermi) il nome di qualche "Luminare della Medicina", che sappia guarirlo, nonostante gli stessi "luminari" abbiamo definitivamente e sbrigativamente dichiarato il problema, la cui causa resterebbe ignota, inguaribile, incurabile e fatalmente progressivo (più chiaro di così)...
Il blog lo avevo scritto proprio con lo scopo contrario: non delegare totalmente agli altri questo compito, perché la realtà delle cose è un'altra...
Aiutati che il ciel t'aiuta: questo è vero anche, vorrei dire soprattutto, in campo medico.
So che la maggioranza, oggi come in passato, non la pensa così, ma prima o poi dovremmo abbandonare le comode illusioni e ritornare alla realtà dei fenomeni naturali, con i loro inevitabili nessi di causa - effetto.
Chi è causa del suo mal pianga se stesso... Io, invece, dico: faccia qualcosa, se occorre e per quanto occorre, con l'aiuto di qualche "esperto" del settore.
Con questa speranza, è finalmente giunto il momento di voltare pagina.
Fra non molto pubblicherò un nuovo blog, di cui, oltre ad abbondante materiale, ho già pronto anche il titolo. "Vita, Uomo, Natura : La ricerca della verità":

http://vitauomonatura.blogspot.com.

Per intanto saluto e ringrazio tutti di cuore.
Giuseppe Bagnariol

Buon lavoro, buona vita!