I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

I principi fondamentali e le conseguenze pratiche per una medicina globale umana

Volendo un po’ schematizzare, vi sono tre tipi di guarigione:

- Guarigione forzata - Fa fulcro sul sintomo, si basa su farmaco e chirurgia.
- Guarigione armoniosa - Fa fulcro sulle cause alla base del sintomo e sulla loro armonizzazione con la legge di natura.
- Guarigione senza guarigione - Fa fulcro sull’impegno di vita, indipendentemente dal sintomo.

Ancora schematicamente, il primo tipo appartiene prevalentemente alla medicina moderna nelle sue varie forme.
Il secondo è tipico della medicina tradizionale, ad es. orientale, ma non solo.
Il terzo è il punto culminante di una vera medicina umana.

Tutti e tre i modi di guarigione sono accettabili e necessari per l’uomo moderno e costituiscono un percorso di evoluzione personale basato sul principio d’educazione alla salute in modo umano.

A distanza di molti anni, in base alla esperienza fatta su me stesso, posso confermare la validità pratica di questi principi, particolarmente del terzo, originariamente formulati, anche se in modo diverso, dal maestro Masahiro Oki, che ringrazio di cuore
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giovedì 8 ottobre 2015

Cancro mon amour, vhala na posetj! 5 la guarigione 'scientifica' secondo natura


Cancro mon amour, grazie per la visita! 5 La guarigione 'scientifica'


Recentemente un gruppo di ricercatori Inglesi, partendo dall'osservazione statistica che le persone portatrici di eczema contraggono meno il cancro rispetto agli altri, è riuscito a dimostrare che il processo infiammatorio ripetuto e prolungato, alla base dell'infiammazione, stimola le difese immunitarie … La scoperta dell'acqua tiepida: lo si sapeva da circa 100 anni! E conclude così: la nostra scoperta, che colloca un'altra pietra miliare nella storia della medicina, non è di alcuna utilità pratica, ma serve a portare un elemento di serenità a coloro che sono tormentati dai sintomi dell'eczema … La scoperta dell'acqua fredda! Non è così, e cercherò di dimostrarlo, basandomi sulla mia esperienza.
Intanto, io prima ho avuto il cancro, e poi l'eczema, caso non preso in considerazione dagli autori dell'articolo, ma buon modello di controprova. Poi, l'eczema me lo sono prodotto io stesso, strofinando sul cancro della pelle, che era cresciuto oltre ogni limite di guardia, sanguinava e mi faceva male, sostanze naturali anti infiammatorie, nel caso specifico una foglia d'aloe, tagliata per lungo (ho strofinato la polpa, non la scorza esterna). 
Ho naturalmente ottenuto una risposta immunitaria contro le sostanze eterologhe dell'aloe, perché queste sono entrate in circolo; non però da sole, ma trascinando con sè anche le cellule del cancro, sui cui recettori avevano aderito tenacemente. In altre parole, il cancro, che stava dando metastasi ovunque, ha mandato in giro le proprie cellule con una miriade di allergeni dell'aloe. Conseguenza: una reazione immunitaria violentissima che ha colpito le sostanze dell'aloe ed insieme le cellule cancerose legate alle prime … Ma questo l'ho capito dopo, circa un mese dopo, quando ho visto che il tumore era in rapida regressione, mentre l'eczema peggiorava!
Cosa è successo nel mio organismo, parlando scientificamente, ossia dal punto di vista puramente chimico: niente altro che il naturale processo dell'infiammazione, mantenuta attiva dall'allergia, e durante il quale non si producono solo anticorpi, grazie allo stimolo delle difese immunitarie, come genericamente conclude il citato lavoro inglese, ma ben altro! Bastava leggersi un qualunque testo di fisiologia un po'aggiornato ... (Esame del secondo anno di Medicina!).
In sintesi la catena di eventi è la seguente: La reazione fra antigeni dall'aloe ed anticorpi, per prima cosa, libera enormi quantità di Istamina, una amina simpatico- mimetica, che produce una intensa vasodilatazione locale, con rossore, gonfiore, tumefazione, dolore e prurito: rubor, calor, tumor, dolor, nella mirabile descrizione di Ippocrate duemilacinquecento anni fa!
Da lì, a cascata, altre amine simpatico-mimetiche (adrenalina, in particolare, ma anche serotonina, potente vasodilatatore, ma potentissima sostanza antidepressiva naturale!). Non solo, ma anche endorfine, le sostanze naturali del benessere. Inoltre, corticosteroidi, per bilanciare gli effetti nocivi della infiammazione: cortisone e simili. A seguire acido arachidonico, unico acido grasso di esclusiva origine animale, nonostante il nome (che fa venire in mente le arachidi), potentissimo stimolatore della catena infiammatoria, tramite l'attivazione dell'enzima lipo-ossigenasi, ma anche della produzione di sostanze che proteggono lo stomaco dall'aggressione dei prodotti della catena infiammatoria: le prostaglandine. Segnalo che gli anti infiammatori del commercio, purtroppo, inevitabilmente bloccano anche queste ultime, da cui derivano i sanguinamenti ripetuti fino, in alcuni casi, alla perforazione del viscere.
Una volta avviato, il processo infiammatorio produce, a sua volta, un'ulteriore caterva di sostanze, tutte destinate ad eliminare quelle che erano state alla base dello stesso: virus, batteri, protozoi, funghi, tossine e quant'altro: capite la saggezza della natura e l'importanza del processo infiammatorio? Fra queste sostanze, i leucotrieni, le interleuchine, i fattori che rendono permeabili i vasi sanguigni, favorendo l'afflusso, nel luogo ove ce n'è bisogno, di globuli bianchi, plasmacellule, anticorpi liberi e legati ai linfociti, ed attivando inoltre gli istiociti giàpresenti nel connettivo: tutte cellule che digeriscono, sminuzzano, inglobano e sputano fuori i residui, ormai inoffensivi, di batteri, virus etc.! Cominciate a capire cosa vuol dire bloccare sempre il processo infiammatorio, quando sarebbe sufficiente, per un mal di denti o di testa, dare un semplice analgesico, che non blocca l'infiammazione, ma solo il dolore? Sublime saggezza (commerciale) di molti miei colleghi, purtroppo!
Ma non finisce qui. Durante l'infiammazione si producono, inoltre, interferoni naturali atossici, fattori di necrosi del cancro, cellule definite natural killer delle cellule neoplastiche: sublime saggezza della natura, non inquinata da sporchi calcoli commerciali. Vi faccio grazia di centinaia di altre sostanze chimiche, già note, e delle migliaia d'altre ancora da scoprire. Quello che ho detto basta ed avanza!
Conseguenze pratiche, valide per tutti i tipi di cancro: se induciamo una reazione allergica controllata ed atossica nel paziente cancerogeno, e se questi ha ancora un po' di parte sana, vitale e capace di reagire, molto probabilmente il cancro verrà distrutto! Altro che mera curiosità del modello naturale, fornito da chi, portatore di eczema, ha minori probabilità di contrarre il cancro, o di chi, come nel mio caso, malato di cancro, ha la … fortuna di beccarsi un eczema!
Allora, perché non farlo, visto che ogni reparto clinico è in grado di creare un piccolo eczema artificiale, non tossico, ma efficace?
Ancora una volta bisness, mi spiace, ma è così. Un solo ciclo di chemio costa da 40 a 400 dollari. Ogni malato di cancro (e di chemio), prima di lasciare questa valle di lacrima, devastato da entrambi, viene sottoposto ad un numero di chemio impressionanti: in taluni casi (quelli tosti, che non vogliono morire), fino a cento …
Nei paesi civilizzati (civilizzati?), i malati di cancro sono centinaia di milioni: fate pure un calcolo, approssimato per difetto … Avete capito? No, pazienza …
Che fare, allora, in alternativa a radio e chemio? Se volete saperlo, leggetevi le puntate precedenti, e molti altri articoli di questo stesso blog.
In conclusione, posso affermare che, dal cancro, si guarisce quando si guarisce da quel vero cancro che sono le nostre cattive abitudini ed il nostro modo scorretto di pensare ed agire.
Il nostro vero cancro è il nostro egoismo: il cancro siamo noi, quando non vogliamo ascoltare, capire ed amare.

Buona vita a tutti.

domenica 13 settembre 2015

Cancro mon amour, vhala na posetj (grazie per la visita) 4

 

Capitolo 4 – la guarigione: La purificazione

Quando il cancro e l'eczema hanno incominciato, rapidissimamente, ad invadere tutto, ho cominciato a purificare. Naturalmente ho avuto paura, ma non così tanta. Ero depresso , ma non così tanto da volermi suicidare tramite il cancro! Per prima cosa ho drasticamente ridotto il cibo e modificato radicalmente la qualità dello stesso: nessun prodotto animale, alcool, zuccheri (sotto ogni forma!, spesso sono travestiti …), cibi industriali; ho persino ridotto le sigarette, e per me è il massimo! Perché? Perché tutte queste sono le cose più tossiche per l'organismo, e quelle che nutrono meglio il cancro. Infatti le proteine animali, che necessariamente contengono molte, se non più delle nostre stesse tossine (pensate a come allevano oggi gli animali!), sono il pranzo di nozze del cancro! Alcool e zucchero, fra le altre cose, acidificano il sangue, favorendo ulteriormente il tumore … Cibi industriali: devo dire qualcosa? Mi fido della vostra intelligenza.
Tre giorni di digiuno, solo con tisane (sconsiglio il digiuno prolungato senza drastica purificazione, perché smuove troppe tossine bruciando i grassi che ne sono il deposito). Ho ripulito l'intestino: crusca, mucillagini (ad es psillium e semi di lino), molti liquidi, clisteri (con foglie di nespolo, potente anticancro e capace di lenire il fastidio da clistere), ma senza eccedere! Uno alla settimana. Ho sudato molto, vangando l'orto e andando in bicicletta (ma anche a piedi, di buon passo). Poi sono passato a dieta leggera: riso semi-integrale (per questione di gusto personale, va benissimo anche quello integrale, o, meno bene, quello bianco). Non pane e pasta perché poveri di fibre e sali minerali e troppo di zuccheri, anche se complessi (amidi troppo poco ramificati). Inoltre vegetali dell'orto (perché ho la fortuna di averne uno e non mi fido ciecamente del Bio commerciale), specie crudità e cercando di variare; pochissima frutta, e solo semiselvatica (ad es amarene, frutti di bosco) e qualche mela. Non ha ritenuto opportuno, infatti, farmi una inutile chemio con i pesticidi, ed inoltre la frutta del negozio contiene troppi zuccheri semplici (son quelli che ci fanno piacere tanto la frutta!), mentre le altre sostanze utili, vitamine ecc, sono più abbondanti nelle verdure. Tisane abbondanti (nel prossimo capitolo spiegherò quali e perché). Centrifugati di carote, mele ed erbe selvatiche, ad es. ortica, piantaggine, ma quasi tutte quelle note vanno bene. Il riso condito con olio extravergine, erbe aromatiche e sostanze naturali del mondo vegetale ricche di pigmenti. Anche di ciò parlerò in seguito, ma moltissime cose le ho già scritte nel blog (vedi cancro, pigmenti, alimentazione).
Per un mese nient'altro. Ho cominciato a sentirmi meglio in tutti i sensi, leggero, attivo, creativo, perfino umoristico (ma questa è una delle mie poche doti). Cominciavo a guardarmi il cancro- eczema e pensavo: è più eczema, e più eczema (e i giorni in cui stavo un po' giù: l'è più cancher, l'è più cancher!). Ma in genere ha prevalso la prima conclusione, anche perché il cancro originale, quello che chiamavo la casa madre, stava migliorando. Inoltre, premendo sull'eczema, facendolo cioè impallidire, sentivo meno nuclei solidi, spia delle metastasi cutanee…
Mi spiace dirlo, specie per i benpensanti ed i crociati dell'Inti-fumo (non è un refuso, ma gioco di parole!), ma miglioravo, nonostante, ripeto nonostante continuassi a fumare! Ma mi vergogno, oh quanto mi vergogno, oh quanto mi vergogno! (Però non mi pento, non mi pento: sono ormai un peccatore perduto ed impenitente). Tuttavia, almeno in questo, sono un po' come un prete: predico agli altri … Vi sconsiglio, pertanto, coerentemente e perentoriamente di fumare, col cancro o senza cancro o, se preferite, ve lo proibisco, e se lo dico io … Intesi, neh?
(continua , se mi reggete ancora ...)
 

Cancro mon amour, vhala na posetj (grazie per la visita) 3


 
Capitolo 3 Come sono guarito – 1) Lo stato d'animo


Inizio dallo stato d'animo perché è da quello che sono partito, è quello che costantemente è indispensabile per continuare nella guarigione ed è, senza alcun dubbio, l'elemento essenziale, più importante di ogni altra cosa, per mantenere uno stato di salute secondo natura. E cercherò di spiegarmi.
Per prima cosa dichiaro che non sono guarito solo dal cancro, ma da me stesso tramite me stesso e il cancro. Infatti il 'cancro' ero io stesso, con la mia condizione patologica del corpo, della mente e del cuore. Paradossalmente il cancro, in questo caso il carcinoma cutaneo, era, da un punto di vista biologico, la vera parte sana, vitale, creativa di me, ma anarchica, onnivora, dominante, fino al punto che avrebbe finito per distruggere tutto il resto di me, oltre che se stesso, se non avessi fatto qualcosa: muoia Sansone con tutti i filistei! Paradossale, ma vero, se abbiamo 'gl'intelletti sani' …
Dirò ancora quello che, da un punto di vista umano significa salute: armonia di corpo, mente e spirito, e vi invito, pian piano, a capire da voi cosa ciò significhi. Dico solo che tale definizione, che fa storcere il naso a qualcuno, è quella stessa data dalla OMS, e se lo dicono in quella Sede … La immediata conseguenza di questo principio è che guarire significa ripristinare una condizione naturale delle tre dimensioni umane: corpo, cuore-mente e spirito. La guarigione è un processo permanente, basato sullo stile di vita nella vita quotidiana. Guarigione non è altro che ricerca della verità!
Avevo coltivato un bellissimo orto, lo scorso anno, ma nell'inverno, per vari motivi, lo avevo lasciato andare in rovina. Le erbe spontanee erano ovunque prevalse e, a marzo di quest'anno si vedevano solo quelle. Solo? Non proprio. In un angolo, sopra la nuova vegetazione, spuntava ancora qualche ciuffo di cipolle. Così, mentre pensavo che entro poco avrei finito i miei giorni su questa terra, oltre che andare a tirare sul prezzo del funerale, mi sono detto: almeno le cipolle devono vivere un po' più di me … E poi, che brutto ricordo visivo sto lasciando di me stesso: almeno le libero dalle erbacce, e qualcuno potrà mangiarle. Sudando le sette camicie, son riuscito a liberare un metro quadro di terreno. Alla fine ero contento, stanco ma contento, è un po' meno depresso. Così, pian piano, in due settimane, ho liberato tutto il terreno, l'ho guardato e mi sono detto: un bel lavoro, ma adesso dovrei seminare qualcosa, piantare almeno i pomodori che mi piacevano tanto … E intanto mi sentivo più forte, anche se il mio peso era arrivato a 50 chili, e avevo aggiunto due buchi alla cintura. Vi lascio immaginare il resto: oggi è il più bell'orto della mia vita, e non solo: i pomodori, oltre il resto, sono anche riuscito a mangiarmeli!
Pian piano avevo smesso di pensare solo 'voglio solo morire' ma anche voglio cercare di morire un po' meglio … Ho ripreso ad andare in bicicletta, frequentare il bar, far da mangiare e fare terapia: stavo smettendo di pensare solo a me stesso: era iniziata la vera guarigione, ma ancora non lo sapevo.
Intanto l'eczema peggiorava, fino al punto di non riuscire più a dormire per il prurito. Allora anziché grattarmi a sangue giorno e notte, ho cominciato ad uscire di casa a qualunque ora, cercando di incontrare gente e parlare. Ho smesso di andare incontro alla morte, tanto quella era già al mio fianco e veniva con me ovunque andassi. Ma aveva smesso di farmi così paura, anzi qualche volta mi sembrava un po' amica e, almeno, così pensavo, mi avrebbe liberato da quell'orribile prurito. Ogni giorno lavavo a mano la biancheria intima, perché mi vergognavo un po' a farla vedere …
A maggio ero ancora vivo, e non stavo poi così male, tralasciando il prurito.
Ho fatto allora un altro passo avanti nel modo di pensare: non mi interessa più il modo in cui muoio, mi sono detto, ma come vivo, indipendentemente dalla morte, indipendentemente dal sintomo, indipendentemente da tutto. Era la guarigione dello spirito, la guarigione senza guarigione dal sintomo, è questo l'ho capito subito, e benissimo ( vedi l'articolo introduttivo di questo blog). Finalmente ho cominciato a sentirmi sereno e perfino felice …
Ma intanto il cancro? Il cancro, incredibilmente stava scomparendo! Ma come e perché lo dirò nelle prossime puntate.

Cancro mon amour, vhala na posetj (grazie per la visita) 2


Capitolo 2 – Come e perché mi è esploso il cancro.

Da decenni ero portatore di un piccolo epitelioma spino cellulare alla cute di una gamba, la destra, subito sopra il ginocchio, lateralmente. Un tumore di Bowen, a bassissima malignità, che rarissimamente degenera in cancro invasivo (i testi dicono mai, ma non è vero, se le circostanze sono quelle adatte). Io stesso lo tenevo in vita come laboratorio sperimentale per testare l'effetto di molte sostanze naturali anticancro, note per lo più alla scienza medica, ma che si rifiuta di usarle, perché ritiene la Natura scarsamente efficace, attendibile e, soprattutto, non scientifica!: cipolla, germogli di soja, salvia, peperoncino, alghe verdi (clorella, spirulina ecc.), graviola, estratti di fiori di tarassaco, iperico, artemisia, ortica, e molte altre ancora. Quando vi era una tendenza allo sviluppo tumorale, con neoformazione di vasi, crescita delle dimensioni, secrezioni siero ematiche, formazione di grosse croste sanguinolente (fenomeni più frequenti nei momenti di depressione o di scarsa attività fisica, eccesso di cibo e così via), applicavo per alcuni giorni una delle sostanze, sfregando direttamente la pianta fresca sulle lesioni, e modificavo lo stile di vita ... Queste regredivano rapidamente allo stato di minima espressione, talora con un alone intorno di tipo allergico, pruriginoso, ma che pareva servire ancor più a ridurre ulteriormente le dimensioni del povero carcinoma di Bowen … Le più efficaci: cipolla e peperoncino. Non andavo oltre per non distruggere il mio osservatorio. Scemo? no, solo un po' audace e sperimentalista per vocazione naturale. Infatti il Bowen non poteva diventare pericoloso, a meno che io stesso non avessi commesso gravissimi errori. Ma allora il cancro sarebbe esploso in tutto il corpo, anche indipendentemente dal Bowen… E così è stato, a Marzo di quest'anno.
Dopo molti mesi di una grave crisi depressiva, aggravata da una situazione del mio ambito parentale, che per lungo tempo mi aveva messo alla prova, forse fin oltre i miei ridotti limiti di resistenza, tutto è esploso. In poco tempo il carcinoma cutaneo è triplicato, la neoformazione vasale che lo alimentava a sua volta è diventata evidentissima, e subito emorragie prolungate. Contemporaneamente, al mio interno, strane sensazioni vibratorie, scorrere di cariche elettriche spaventose, formicolii a vari organi interi: fegato, milza reni, intestino, cervello. Insomma, un signor cancro coi fiocchi sulla cute e con forti ripercussioni generali. A quel punto ho deciso un ennesimo trattamento della lesione con aloe: subito il sanguinamento è regredito, ma nel giro di pochi giorni prima localmente, poi su tutto il corpo è comparsa una violentissima manifestazione allergica, estremamente pruriginosa secernente siero, con un grosso alone rosso, (1) al cui centro si notavano piccole tumefazioni dure. Insomma, un bel cancro – eczema diffuso a tutto il corpo, mentre aumentavano le violente scosse elettriche a tutto il corpo.
Fatale errore indotto dall'aloe? Invasione di tutto il corpo anche in profondità? No! Era la mia forza vitale, la mia biologia che stava reagendo, la mia salvezza; ma ancora non lo sapevo. Sono andato da un impresario di pompe funebri a tirare sul prezzo del funerale: 1700 euro, veramente un prezzo stracciato!
Allora, come ne sono uscito vivo? Lo dirò nelle prossime puntate …
Nota 1: lo chiamano eczema nummulare ( dal latino nummulus, piccola moneta) per la forma rotondeggiante, che ricorda quella di una moneta; è tipico degli adulti, la causa ufficialmente ignota, si parla solo di cute secca, povera di grassi. Questo è vero, all'epoca pesavo 50 chili (e sono alto uno e settantatré).

Cancro mon amour, vhala na posetj (grazie per la visita) 1


     

  Ho avuto il cancro
diffuso in tutto il corpo
ed ho creduto
che fosse la morte
ma mi sbagliavo:
era la vita
che mi danzava intorno
ed io ero la morte
e non me ne accorgevo.
Era la vita che mi danzava intorno
per farmi risvegliare
e quando l'ho abbracciato
il cancro se n'è andato
ha fatto il suo dovere.
Ho avuto il cancro
diffuso in tutto il corpo
non era lui la morte
ma lui era la vita !
(Canceroso reap, canceroso reap, canceroso reap!)


Capitolo 1: Non tutto il cancro vien per nuocere

Scientificamente, semplificando ed in ultima analisi, il cancro altro non è che un adattamento ad una situazione ambientale interna tossica: la nostra. Ossia un estremo tentativo di mantenere la vita di alcune cellule devianti in un corpo che sta lentamente morendo, per accumulo di tossine chimiche e morali, le quali tossine, poco a poco, sono diventate parte integrale di noi stessi per errori che non abbiamo riconosciuto o corretto: 'Tant'era pien di sonno in su quel punto – che la diritta via abbandonai'.
Ogni giorno qualche cellula vira verso uno stato cancerogeno, fondamentalmente per dare una scossa al nostro sistema immunitario già diventato ipoattivo, incapace di riconoscere il nemico (le tossine esogene ed endogene), dall'amico (la nostra parte sana e vitale). Il nostro organismo, la nostra fisiologia, infatti, era incorsa in un lento processo di mitridatizzazione, ossia assuefazione ai veleni esterni ed interni, del corpo e del cuore (questi ultimi, fondamentalmente, si chiamano egoismo), lasciando che agissero indisturbati, ma sempre più tossici. Se si tratta, invece, di tossicità ambientale, dobbiamo ricordarci che quasi sempre la causa è dell'uomo, e quando questa uccide, direttamente od indirettamente, allora, purtroppo, vi sono molte vittime innocenti, specie bambini … Stiamo tutti attenti a quanto inquiniamo noi per primi, senza dare sempre e solo tutta la colpa agli altri!
Le lesioni chimico-fisiche finiscono così per danneggiare, fra l'altro, minuscoli domini elettrochimici del nostro DNA, fondamentalmente strappando un elettrone a quelli che, impropriamente (e negativamente) sono chiamati proto oncogeni (2), ossia geni ritenuti, dalle Cassandre della Scienza, sempre in procinto di diventare cancerogenetici (generatori di cancro). In questo modo tali lesioni del genoma danno l'avvio alla generazione (non necessariamente degenerazione!) di quelle cellule super vitali ed autonome che vogliono a tutti i costi rimanere vive ed aiutare le morenti cellule sane (sane?) a darsi una scossa ed a reagire. Ma la mente prevarica, non coglie il messaggio, continua più di prima a voler sbagliare. Il sistema immunitario, ciononostante, si riattiva, colpisce le neo-cellule cancerose ed insieme molti loschi individui (tossine etc), insinuati in noi. Il cancro se ne va e noi, senza accorgerci, abbiamo tamponato i danni: quasi sempre è così, ma c'è un limite: errare humanum, perseverare diabolicum.
Quando il cancro diventa palese, comincia cioè a dare sintomi e ad essere visibile, almeno ai raggi X, quasi sempre interviene la chirurgia, asportandolo (non sempre l'intervento è radicale ma purtroppo, spesso, lo dissemina, senza peraltro sostenere granché la parte … sana); oppure tocca alla medicina oncologica di bombardare tutto con veleni ultrapotenti e micidiali radiazioni. Questi agiscono soprattutto sulla già sofferente parte sana, mentre rapidamente le cellule cancerogene, super vitali, diventano resistenti. Se riusciamo a superare anche questa fase, nonché a sfuggire all'accanimento terapeutico (spesso, infatti, si muore con l'ago della chemio in vena), e continuiamo a non correggere alimentazione, postura, respiro, stato d'animo (soprattutto la rabbia), allora, grazie anche alle lesioni indotte dalla chemio, quasi necessariamente ricompare il cancro: repetita juvant, ma oltre un certo limite la fine è irreversibile … (3)
Partita persa, allora? No, se comprendiamo in tempo il messaggio che la natura ci invia e cambiamo stile di vita e modus cogitandi (testa, in parole povere). Ma di questo parlerò prossimamente.
Nota: i cosiddetti proto-oncogeni non son altro che gruppi di geni deputati a favorire una armoniosa riproduzione cellulare, tissutale ed organica, mentre altri geni provvedono a decretare la morte di cellule in eccesso (un po' come fanno i pomodori quando hanno troppi fiori: saggezza della natura!). Perché allora chiamarli così, geni (quasi) già pronti a creare il cancro? Saggezza della scienza medica!
Nota 2: scrivo dal Montenegro, dove passerò un po' di tempo, e dove sto cercando di imparare il Serbo-Croato … Vhala na posena, appunto: grazie per la visita!
Nota 3: Interessante, fra gli altri, perché particolare ma rivelatore, il seguente effetto della radio chemioterapia in alcune leucemie. La tentata distruzione di tutto il patrimonio cellulare del sangue, ossia cellule che sono in perenne riproduzione a partire da elementi progenitori, messo in atto al fine di sradicare il tumore (meglio, i vari tipi di tumore) del sangue, lascia in vita alcune cellule primordiali, meristematiche, che hanno scarsissima tendenza alla riproduzione. A questo punto queste cellule, situate nel midollo osseo, iniziano, per compenso, una tumultuosa ed indifferenziata riproduzione, senza più specifiche finalità sostitutive, ma solo capaci di riprodurre se stesse, anche perché modificate, nelle loro biologia, da radio e chemio, ma non uccise … Potete immaginare le conseguenze: nuovo cancro, questa volta incurabile. Eppure ogni leucemia continua ad essere trattata solo con i sistemi classici! (Almeno dalla medicina ufficiale)

venerdì 2 marzo 2012

La salute dei 'nostri' figli. Esperienze in giro per il mondo

Tonnellate di giocattoli contraffatti, costruiti in oriente (e non solo in Cina!) utilizzando i rifiuti tossici  laggiù spediti dai paesi occidentali, in modo del tutto illegale. La fetida, ipertossica immondizia della nostra società dello spreco, rientra (nemesi storica?) nelle nostre case sotto forma di seducente plastica colorata, per finire nelle mani innocenti dei bimbi dei paesi ricchi.
  'Repubblica' (.It) lamenta, giustamente, le gravissime conseguenze per la salute dei nostri figli (che peraltro noi stessi seppelliamo sotto montagne di plastca, surrogato della nostra capacità di amarli ...).
Ma il giornale più diffuso in Italia, non spreca una parola sulla la salute di milioni d'altri bambini, essi pure innocenti, che, ridotti in schiavitù, lavorano in quegli inferni chiamati fabbriche, ove quei giocattoli si producono. Figli degli altri, appunto: e chi se ne frega! Figli di nessuno, comunque.
 Più di qualche 'illuminato' terzomondista, anche di casa nostra, ha pensato bene di 'salvare' i bimbi dei paesi poveri aprendo per loro fabbriche 'modello', in cui, in un'atmosfera che definire infernale sarebbe troppo poco, questi bimbi producono, per i suoi interessi e per pochi spiccioli al giorno, giocattoli per altri bimbi e sofferenze atroci per se stessi...
Ho visitato una di queste catapecchie, in India, ove un lungimirante benefattore dell'umanità teneva in semi schiavitù un centinaio di bimbi, che producevano componenti di plastica per giocattoli. L'interno del locale  era saturo dei nerastri vapori alla diossina che, con le sue mefitiche esalazioni, si stemperava nei quaranta gradi di temperatura del capannone. Ho resistito dieci minuti, poi sono uscito, dove l'illuminato proprietario (così mi era stato descritto) mi aspettava nella sua Mercedes... Ho mandato a quel paese lui, i monaci Giainisti, di cui era un seguace zelante (e dai quali era additato come modello di virtù umane), l'amico indiano che me l'aveva fatto conoscere, e me ne sono andato via, solo, a piedi, senza meta ...
Correva l'anno del Signore 1992 ...

PS: Quella prima esperienza diretta della terribile condizione in cui vivono i bambini dei paesi poveri ( ma non dimentichiamo che l'India, è anche il paese dove esiste il maggior numero di supermiliardari del pianeta), e quella mia reazione di estremo disagio per la loro condizione hanno avuto il benefico risultato di smuovermi a compiere un lungo viaggio, dentro e fuori di me, nell'allenamento al servizio. Più volte sono tornato in India, dove ho incontrato anche persone di altissimo livello umano, veri benefattori dei più poveri, come il dott. Kotari di Jaipur, editore del maggior giornale del Rajastan (12 milioni di copie al giorno!), ed ho stretto buone relazioni con molti monaci Giainisti, veramente degni del nome di esseri umani ...
 Sono stato sei volte in Cambogia, le prime tre presso la discarica di rifiuti di Ceun Ming Teu, ove un migliaio di bambini vivevano la loro dignitosa giornata lavorativa in condizioni disumane. Volevo fare qualcosa per loro: aprire una piccola baracca di pronto soccorso, ai margini della discarica. Per poterlo fare mi dimisi dal sicuro lavoro di medico convenzionato e vendetti la casa, bellissima, in cui vivevo super comodamente ...  L'onlus di cui facevo parte concentrò in seguito  la propria attività in un villaggio di contadini: Pum Ta Toich. Abbandonata la discarica di Pnom Pen, rimasi per alcuni mesi al villaggio, facendo anche parecchie terapie, ma soprattutto apprendendo dalle persone del posto moltissime cose sull'uso delle piante e delle tradizioni mediche locali., che si rivelarono utilissime nelle mie successive esperienze terapeutiche. Vedasi, ad esempio, in questo blog, il capitolo sulla soia verde. La popolazione del villaggio ci dette una grande lezione d'umiltà e di servizio, a nostro totale beneficio ...
 Fu poi la volta del sud America, in particolare la Colombia, ove ho fatto un po' di terapia nella giungla, presso gli Inga-Camsà, ricevendo in cambio mille volte di più di quanto avevo offerto (è veramente valsa la pena di correre anche qualche rischio con la guerriglia, padrona del territorio). Ho avuto, in seguito, il privilegio di visitare un campo profughi a Peshawar, in Pakistan, all'epoca dell torri gemelle... Esperienza drammatica e meravigliosa ad un tempo, che, pur nella tragicità del momento, mi ha fatto conoscere la capacità degli stessi profughi di accogliere i nuovi arrivati, che fuggivano dall'orrore dei bombardamenti nel vicino Afganistan, dividendo con loro il poco che avevano. All'epoca, infatti, i nuovi profughi, ufficialmente non esistevano, in quanto non erano legali; ma bisogna aggiungere, tuttavia, che il Pakistan ne aveva già accolti, in lunghissimi anni di guerre, più di 6 milioni, ed era  ai limiti del collasso economico e nel caos totale!  Gira e rigira, specie in Oriente, avevo anche acquisito una certa esperienza, tratta dalla saggezza popolare, nella cura d'alcune malattie tropicali, malaria e tubercolosi  in particolare, che ho avuto la fortuna di curare, con ottimi risultati, in Africa equatoriale. Anche di là sono tornato con un ricco bagaglio di nuove conoscenze, regalatemi da quelli che, troppo spesso, noi liquidiamo col nome di stregoni! Ma dove viviamo, che razza di arcaici pregiudizi nutriamo, verso chi non conosciamo per nulla! Quanti erboristi ho incontrato, in Africa,  preparatissimi dal punto di vista scientifico, nella conoscenza e nell'uso delle loro piante medicinali!
Dell'olio d'uovo e dell' artemisia, ma anche di ciò che ho appreso in Africa, ho già  parlato abbastanza diffusamente nel blog.
Ora mi sto allenando per partire a piedi intorno al mondo, da solo, con uno zaino e due o tre cose buone per la terapia, col proposito di fare import export di esperienze terapeutiche e di valori umani.  Mi considero fortunato e sono ricchissimo. La mia ricchezza è l'esperienza, la mia fortuna è stata, oltre quella d'essere nato, la sofferenza; i miei più grandi maestri (nonché spesso i migliori collaboratori), i bambini; ma anche moltissimi dei loro genitori e parenti ...
E poi diciamolo francamente, ciò che più di tutto e prima di tutto mi stimola e mi motiva, è un dannato, fortissimo amore per l'avventura e per l'esplorazione. Insomma, lo faccio perché e la cosa che mi piace di più, in assoluto, chiaro?

mercoledì 29 febbraio 2012

Very important information - Informazione importante

Informo i lettori di questo blog che Google sta attuando il più grande progetto di spionaggio e pirateria informatica della storia. Tutto quello che voi scrivete viene letto, analizzato ed usato per gli scopi speculativi del gruppo. Da domani scattano nuove norma che, in nome della tutela della privacy, invaderanno ogni spazio di internet. Ad oggi è impossibile qualunque tentativo, anche solo di bloccare la piratesca inserzione di pubblicità non richiesta, nella nostra posta elettronica ... La sig.a Alma Whitten, di Mountain View, Ca, USA è la responsabile del gruppo per la tutela della privacy, ma sta tutelando unicamente i mostruosi interessi economici del gruppo stesso.
PS La risposta del 'Gigante' di Moutain view non si è fatta attendere a lungo: mi è stato progressivamente reso sempre più difficile accedere ai miei account Google (avevo adottato, su loro consiglio la sicurezza in due passi tramite codice telefonico). E, poco dopo, è stato del tutto impossibile ... Sto capendo molte cose. Internet, lo sappiamo, sta diventando la droga collettiva più diffusa sulla terra, ed i padroni del vapore-internet stanno diventando i narcotrafficanti gestori della situazione. Ho riflettuto anche sulla mia dipendenza: da gmail, blogger, i miei blog ecc.Così, pian piano ho cominciato ad uscirne. Per primo da google +, che infarciva continuamente, lordandoli, i miei post con le sue proposte,ed aveva invaso tutta la memoria del mio computer: documenti personali e quant'altro. Da tempo ero già uscito da quel volgarissimo gossip - supermercato che è facebook ... Ora sono uscito anche da Firefox e da qualunque contatto diretto con google. Come faccio, allora, ad accedere ai miei vecchi accounts, ed a scrivere questo poscritto? Anche la formichina Giuseppe ha i suoi segreti: l'elefante e la formica! Può darsi che ora trovino un nuovo modo di fermarmi, ma non potranno mai fermare Giuseppe: son pronto a non usare più il computer e tutti gli annessi e connessi. Io rimango me stesso anche senza il mondo virtuale (ma, ahimè, assolutamente non virtuoso), di google e quant'altri.
Mi fanno un po' compassione quei due che si sono inventati google e che ora stanno tentando la scalata al potere del pianeta: i grandi 'gemelli' alla Orwell ...
Per questo, da Medico umano fedele al giuramento di Ippocrate, mi dichiaro disponibile, gratuitamente, a curare la loro tossicodipendenza (nel senso più ampio della parola), prima che sia troppo tardi. In fondo sono anche loro due formichine che si sono gonfiate come elefanti, e stanno rischiando di scoppiare.
Un caro saluto a tutti, ed un caloroso invito: vivere senza droga! La vita è troppo bella!!!

lunedì 20 febbraio 2012

Cosa significa salute

Salute è armonia
Salute, dal punto di vista umano, significa naturalezza del corpo, della mente e del cuore.
A livello fisico, pertanto, salute significa respiro naturale, calmo, regolare e profondo, utilizzando di base il diaframma e, nei casi di massimo impegno, anche tutta la gabbia toracica. Un respiro superficiale, concitato, irregolare, prevalentemente apicale, esprime sempre, invece, una condizione patologica del corpo, della mente e del cuore, dalla più leggera (ad es. ansia), alla più grave: malattie croniche e cancro ...
Noi siamo quello che mangiamo, quanto mangiamo e come mangiamo. Non esiste una alimentazione standard valida per tutti. Ed in questo senso, normalmente, la dietetica moderna non ha alcun valore, fissata com'è su calorie ed equivalenti calorici: un chilo di zucchero bianco equivale a due chili di cereali ... Nemmeno chi ingrassa maiali è così riduttivo e grossolano!
 I principi per un' alimentazione corretta sono semplici e profondi ad un tempo. Mangia variato, secondo quello che produce la tua terra e secondo la stagione, nella quantità sufficiente, masticando bene e con rispetto per il cibo ... e soprattutto senza sprecare.
Il baricentro

Nella statica e nella dinamica della vita quotidiana, manteniamo una postura corretta, secondo l'anatomia e la fisiologia della specie umana. Nel movimento, conserviamo sempre il baricentro, che sta nella parte inferiore dell'addome. Non facciamo i pigri, ma nemmeno abusiamo delle capacità fisiche individuali, ma alleniamoci con serenità e costanza. Mai uso di droghe, anabolizzanti e quant'altro: non siamo merce per fiere del bestiame!

Non di solo pane vive l'uomo: anche il cuore necessita del suo nutrimento: umiltà, gratitudine, rispetto per tutto e tutti, dedizione disinteressata agli altri sono gli strumenti per sviluppare un cuore umano caloroso.
Salute è l'armoniosa fusione di tutto questo, nella vita quotidiana.
Farmaci, rimedi naturali, chirurgia e quant'altro, non dovrebbero essere necessari. Al limite, una restrizione alimentare, un clistere e il salto di qualche pasto saranno più che sufficienti. La salute non è l'esito di una intossicazione farmacologica, ma tutto ciò che facciamo per evitarlo.
La madre terra che ci sfama
La salute è, innanzitutto, un dovere; verso sè, gli altri, la natura, l'universo, la vita.
La salute si basa sulla educazione: quella impartita dalla famiglia, secondo le tradizioni migliori locali, e poi sull'auto educazione, basata su esperienza e autocoscienza.
Basta, vi prego, basta con case trasformate in arene di combattimento per Pitbull, con genitori che si drogano anche davanti ai figli, con mense trasformate in monitor televisivi, con prediche stereotipe mentre i figli chiedono solo un po' d'ascolto.
 Basta con l'idolatria del vitello grasso, con la bramosia di beni solo materiali: i vostri figli, oltre che voi stessi, hanno bisogno del calore del cuore!

La prima digestione si fa in bocca; la prima educazione alla salute si fa in casa...
Non costringete i vostri figli a drogarsi per disperazione, vi prego, basta!!!
Un cuore d'amore

Solo quando la circolazione armoniosa di sangue ed energia, la comunicazione coerente e polarizzata fra le nostre cellule ed i nostri organi, si fondono con un modo di pensare sincero, disinteressato, basato sulla verità, e con un modo di sentire degno di un cuore umano, solo allora noi cominciamo a creare, ripeto, a creare la nostra anima: quella di un vero essere umano.

La nostra anima siamo noi stessi.

mercoledì 15 febbraio 2012

Whithney Houston Cronaca di una morte annunciata. La via della droga

Qui giace uno che si credeva più furbo degli altri. Si drogava
Al di là del dispiacere per la morte di un essere umano, oltre l'ipocrisia dei necrologi ufficiali, fuori dalle spiegazioni di milioni di esperti di tutto e di nulla, cosa resta, oltre la pietà e la compassione? Il ricordo di una voce meravigliosa, che non aveva nessun bisogno di cocaina o quant'altro. Ma anche lei, come quasi tutti nel suo mondo, non voleva vivere senza la droga. Barava, e non ne avrebbe avuto bisogno.
 Personaggi ultranoti, come lei o Michael Jackson, o Vasco col basco (Rossi), idoli di miliioni o miliardi di fans, con un potere di influenzare gli altri di dimensioni galattiche, sono diventati carriers di un messaggio di morte: quello della droga; e in gran parte i targets sono stati i giovani ... I nostri figli.
Di stupidi alla Vasco Rossi sono pieni i cimiteri: qui giace uno che si credeva più furbo degli altri ... Uno che ha saputo usare la droga creativamente ... Uno che sapeva quando farsi e quando non farsi. Un benefattore dei giovani... Uno dei tanti che ha fatto la fortuna dei 'Don Gelmini'!
Senza scomodare sociologi, psicologi, psicanalisti, psichiatri, medici, assitenti sociali, tutti alla fine accampano lo stesso motivo: mi drogo perchè soffro, e soffro per colpa degli altri.
Allora sentite questa.
Poco tempo fa ho conosciuto una donna africana: povera, sorridente, intelligente, raffinata, umile. Le ho chiesto le peripezie del suo arrivo in Italia e dei suoi figli. Dopo mille difficoltà, quando ormai ce l'avevano quasi fatta, in una catastrofica deriva nel Mediterraneo, alla fine i suoi piccoli sono morti di fame! Li ha visti sparire in mare divorati dai pescecani ...
"E se non piangi, di che  pianger suoli?"  (Inf., XXXIII, 42)
Quanti chili al giorno di coca e quant'altro, dovrebbe consumare questa donna? Ed al suo arrivo in Italia, ha visto un maiale travestito da uomo, paonazzo di rabbia (stia più calmo, signor Borghezio, che rischia l'infarto), straricco, che arringava una folle folla esaltata, al grido di: 'Accogliamoli a cannonate in culo!' ...
Che tristezza, enorme, cosmica.
Se pensiamo di poter esorcizzare i nostri meschini problemi (anche se a noi paiono enormi), con la droga; se pensiamo che la stessa ci possa tener fuori dalla sofferenza, peraltro equamente distribuita a chiunque sia un essere umano, meglio prepararci una targa ed un posto. In cimitero!
La battaglia della droga si vince con l'ascolto, il rispetto, l'amore per i nostri figli. Non con le armi della lotta al narcotraffico, da parte di persone che non la combattono se non hanno sniffato!
                                                           
                                                                          ***

"Quando fui desto innanzi la dimane,
pianger sentii fra 'l sonno i miei figliuoli
ch'eran con meco, e dimandar del pane.
Ben se' crudel, se tu già non ti duoli
pensando cio' che 'l mio cor s'annunziava;
Ee se non piangi, di che pianger suoli?
...
Come un poco di raggio si fu messo
nel doloroso carcere, e io scorsi
per quattro visi il mio aspetto stesso,
ambo le man per il dolor mi morsi;
ed ei, pensando ch'il fessi per voglia
di manicar, di subito levorsi
e disser:'Padre, assai ci fia men doglia
se tu mangi di noi: tu ne vestisti
queste miser carni, e tu le spoglia'
...
Poscia più che 'l dolor potè 'l digiuno."
( Divina Commedia, Inf., XXXIII, 37-75)


(Vedi anche il ciclo sulla depressione, su questo stesso Blog,  Salutesecondonatura.Blogspot.com  La depressione 

lunedì 6 febbraio 2012

Le lesioni dei menischi: Il vero e il falso

Ginocchia (e menischi) apparentemente sani
Una trentina d'anni fa subivo il primo, unico e, spero, ultimo intervento della mia vita: la 'sradicazione' di un menisco del ginocchio sinistro, leso in seguito a ripetuti incidenti sulli sci (da fondo).
I menischi, mi fu detto allora, non guariscono mai: se sono lesi vanno divelti (secondo la moda un po'... da macello dell'epoca).
Infatti, mi dissero, i menischi non hanno vasi ...
Secondo i vari luminari dell'ortopedia dell'epoca, la natura è stupida, mentre i ... (omissis) con laurea in medicina (e, naturalmente, in chirurgia), sono intelligenti.
Passati i primi due giorni di sofferenza, per un blocco vescicale, aggravato da un robustissimo gesso che inguainava tutta la gamba (perchè non si sa mai: il paziente, anche se medico, potrebbe fare movimenti incolsulti, tali da compromettere l'opera di 'cesello', operata dal 'bisturi'; ma era il Protocollo e, come in caserma o in diplomazia, il Protocollo va rispettato), passati i primi due giorni, già dal terzo giorno, siccome stavo meglio e mi annoiavo, presa una scopa in mano ho cominciato a pulire le stanze di degenza; non perchè il personale non lo facesse bene, ma così, tanto per fare qualcosa. (Anche all'epoca ero un po' originale).
Tornato a casa, per un po' ho dimenticato il ginocchio e l'ex menisco, ma ad ogni minima occasione il ... defunto si faceva sentire, eccome! Gonfiore, dolore, difficoltà a deambulare, finchè non si decideva a passare.
Una quindicina d'anni dopo mi ruppi anche il menisco mediale del ginocchio destro: una pessima lesione a manico di secchio ... La Cassandra di turno mi minacciò con la solita frase ... Ma questa volta non ci sono ricascato: con esercizi di rieducazione, il menisco ed il ginocchio destro sono guariti alla perfezione, tanto che, ancor oggi, posso praticare lo sciatsu in 'seiza', ossia inginocchiato sui talloni, senza il minimo problema.
Ma torniamo al punto di partenza: possibile che madre natura abbia fornito l'articolazione più delicata, per la stazione eretta, ossia il ginocchio, di due strutture esenziali, i menischi, che al minimo trauma vanno asportate?
Oltre ai menischi, anche le cartillagini articolari e le cornee non sono vascolarizzati direttamente, per ovvi motivi: la garanzia della trasparenza, nella cornea, e per evitare microemorragie in superfici articolari così delicate per il resto.
Allora, cornee, menischi, cartillagini articolari, come riparano i microtraumi (e spesso, anche quelli più gravi)?
Semplice:attingendo ai liquidi di lubrificazione, con cui sono in contatto: lacrime e liquido sinoviale; ed aggiungendo un po' di esercizi correttivi, in tutti e tre i casi. Se ciò non basta, ricorrendo all'aiuto della natura. Un collirio di eufrasia (con aggiunta di artemisia e, per i più audaci, di microdosi di peperoncino, come fa regolarmente il sottoscritto), per le congiuntive; strofinando direttamente peperoncino fresco, o secco, una volta fatto rinvenire in acqua, per le articolazioni (come fa lo scrivente). In entrambi i casi ottimi, specie sul dolore.
Se, nel caso delle ginicchia, la tumefazione persiste, io faccio così: metto a bagno due cucchiai di soia verde per una notte. La pesto in un pestello, riducendola in poltiglia, la applico sul ginocchio e fascio. Il giorno dopo il ginocchio è sgonfio, la funzionalità ottima (e la soia ha tirato fuori un cumulo di tossine, riconoscibili dall'odore: fetido!). Sono infatti convinto che, in generale, ogni zona di minore resisteza dell'organismo diventa sempre, in specifiche situazioni, un 'atrattore' di tossine d'ogni tipo, specie alimentari (ma anche farmacologiche)...
Nel modo descritto ho risolto, negli ultimi due giorni, un'ennesima sinovite al ginocchio sinistro (ma perchè la sinistra è così fragile? Boh!), associando digiuno e clistere!
Conclusione: i menischi non riparano mai: FALSO!. L'intervento di asportazione degli stessi previene patologie degenerative del ginocchio: FALSO! (Anche se i moderni interventi in artroscopia riducono di molto tale rischio). Il menisco leso, non operato, compromette per sempre l'articolazione del ginocchio: FALSO!
Certi luoghi comuni, come certi dogmi, sono duri a morire e, spesso, alcuni interventi si fanno soprattutto per l'immediata comodità del paziente e, in rarissimi, ma rarissimi (?) casi, anche per fare cassa ...
Cio detto, confermato e sottoscritto, debbo angiungere una cosa. In ogni caso, sono grato all'ortopedico ed all' equipe che allora mi operarono: infatti, all'epoca, io non ero in grado di fare altrimenti. E, probabilmente, neanche loro ...

mercoledì 28 dicembre 2011

Parkinson e Alzheimer: Una bella storia di Natale, finalmente!

La tentazione di riferire sugli orrori che questa povera Italia offre ogni giorno, senza più alcun pudore di sè, quasi ostentatamente: arroganza, ignoranza, razzismo, stupidità, ecc., è forte; ma non voglio rubare il pane ai cronisti di 'costume'.
Siccome l'episodio che sto per narrare, vero in ogni dettaglio, mi vede anche come protagonista, per non creare malintesi devo chiarire che non avevo il coraggio di raccontarlo; un po' per pudore, un po' perchè non è granchè. Ma se il convento non offre di meglio, vogliate scusarmi.
Era una quindicina d'anni fa, sotto le vacanze di Natale. Vivevo con mia moglie, per libera scelta, in una capanna di nove metri quadri, incluso il pianoforte ... Nè acqua nè WC, ma nessuno è morto, anzi! Un giorno prossimo a Natale mi contatta, disperata, una giovane ragazza, che aveva seguito un mio corso di Shiatsu.
Giuseppe, ti prego, vieni a fare qualcosa per il mio babbo: io e mia sorella siamo disperate ... La mamma, anche sta male: entra ed esce dal manicomio, ma il babbo è peggio.
Vado. Una sala da pranzo dove da anni non entrava un filo di luce. Un'aria greve, stantia. Mobili e soprammobili da decenni fissati come in una foto ingiallita dal tempo. Su una sedia un uomo ... sì, un essere umano, sulla sessantina, gli occhi persi a fissare un piatto semivuoto con pochi avanzi di cibo. La bocca semiaperta, col labbro inferiore cascante. Un filo di bava unisce il labbro al piatto. Parkinson aggravato dall'Alzheimer, dicono i Dottori ...Da mesi non parla, non si muove, non reagisce: unica cosa che riesce a fare è mangiare e  sbavare per ore, con la lentezza del parkinsoniano e l'automatismo dell'Alzheimer...
Le due sorelle si sono ritagliate in garage un minuscolo spazio di sopravvivenza: qualche post di spiagge tropicali, due altoparlanti, i muri pitturati di fresco con i colori del cielo ... Ma la gran parte del giorno la passano ad assistere babbo e mamma, parimenti invalidi, pur nella totale diversità delle due situazioni.
Che fare, oltre che una pazzesca voglia di piangere ed andarmene?
Per mezz'ora massaggio quelle rigide spalle, non più sfiorate da dita umane negli ultimi decenni. Spalle gelide come il marmo, dure come l'acciaio. Alla fine le mie dita, intorpidite per la fatica, percepiscono un tenue, debole calore, unico segnale che, là sotto, scorre ancora la vita di uno che fu anche un essere umano...
Era stato professore di matematica, alle superiori, molti anni prima. Avvicino la bocca all'orecchio di quel volto impietrito a fissare il nulla ...
Tu, vuoi bene alle tue figlie?. Prima bisbiglio, poi parlo, alla fine urlo con tutte le mie forze, quasi disperato...
Il babbo non sente, non parla, non si muove, ormai da molti mesi ... E' inutile, Giuseppe ...
E invece no! Ha un piccolo sobbalzo: lentamente gira un po' la testa, alza gli occhi: accenna d'aver capito: fa di sì con la testa. Allora, se vuoi bene, perchè le stai uccidendo per il tuo egoismo?  Di che vuoi bene! - Sto urlando! Finalmente, da quella bocca sbavante, finalmente un mormorio! Più forte, più forte, PIU' FORTE!!!!!! ALZATI E DILLO PIU' FORTE!!!!!
Lentissimamente, in un tempo più lungo di tutta l'eternità, si alza ... Si alza e, finalmente, esce il suono: voglio beneee, quasi un belato. Più forte, più forte, più forte!!! Ripete, ripete, ripete: voglio bene, voglio bene ... e lacrima, lui come tutti i presenti ...
Lì dietro c'è un pianoforte; lo apro, provo i tasti: tutto completamente stonato. Da quanti anni non viene suonato? Da quando il babbo era giovane. Allora oggi lo suono io, che non so suonare. Dalle mie dita esce, non so come nemmeno oggi, da quel cacofonico rudere, la più bella musica di Natale di sempre ...
Esco, nella frizzante mattina d'una giornata prenatalizia di parecchi anni fa.
Dopo due mesi, alla stazione, una giovane sconosciuta mi vede, mi abbraccia tutta eccitata. Giuseppe, Giuseppe, il Babbo ha ripreso a vivere: anche la mamma sta molto meglio ...

Non voglio commenti a questa storia. Non è miracolo, non è bravura, non è niente di niente. Solo la magia di un pianoforte scordato, sotto Natale, alcuni anni fa.

I really wont to give thanks to the nombreous, unknown followers of the blogs, wich are reading my posts since the beginning, for years. Spcially to people living in Moutain View, California; but also to the many others, all around the planet. Happy New Year!
Giuseppe







giovedì 15 dicembre 2011

Febbre: una malattia o una benedizione?

Piani di castelluccio: pulizie all'alba
La Medicina contemporanea definisce la febbre non come malattia, ma come sintomo, associato a svariate situazioni patologiche, e però utile finalisticamente per la produzione anticorpale ... Tutto qui?
Per inciso, perchè allora moltissimi medici intervengono solo a stroncare questo benefico sintomo, con farmaci che, per alcune ore, lo reprimono? E non solo nei casi di ipertermia maligna, rarissima e che mette a rischio la vita del paziente... Anche le convulsioni febbrili dei bambini, rarissimamente producono danni cerebrali permanenti. Nella quasi totalità dei casi sono la risposta di un sistema nervoso ancora ipereattivo alle infezioni virali e ... al'atteggiamento di panico di troppe mamme, e di numerosi padri. L'ansia della mamma (o del padre) si riversa sul bambino che non ha adeguati  filtri protettivi; e se sommiamo uno più uno, come minimo farà due (e a volte anche più di due!). Chiudo l'inciso, anche perchè ho già dato, moltissime volte, le istruzioni del caso alle mamme (ed ai padri) troppo ansiosi.
Tutto qui? L'unica utilità consisterebbe nel produrre anticorpi? No, la stessa medicina riconosce anche che la febbre aumenta il metabolismo ( e con questo anche l'eliminazione delle tossine accumulate, aggiungo io ...). Ma oltre questo, la febbre è sempre vista come risposta ad un 'insulto comunque aggressivo' da parte dei soliti nemici, virus e batteri. Su questo livello credo che cominciamo ad essere un po' bloccati, se non fissati del tutto. Lo slogan citato è, infatti, ormai dato per buono da quasi tutti, anche dal comune pubblico dei non addetti ...
Osseviamo di nuovo, allora, la natura. Proviamo a rivoltare una zolla di terra: mentre in superficie ogni erba conserva una certa propria individuabilità, le radici, sotto, sono un intrico totale. Ed insieme alle radici, nell'intrico, un mondo di vita invisibile: viru, batteri, muffe, alghe, protozoi, lieviti, e via dicendo. Evidentemente, se le erbe in superficie vivono rigogliose, ciò è dovuto all'intrico sottostante, in cui tutto vive, prospera (ed alla fine, anche muore, ma con continuo rinnovamento di forme di vita), grazie allo scambio d'informazioni (sotto forma molecolare, ma non solo), reciprocamente vantaggiose. Questo grazie alla pressione della selezione naturale, ed alla carica ... vitale della Forza Vitale!

Tutto, in natura, segue la legge dell'equilibrio dinamico e della mutualità reciproca. Solo l'essere umano fa allora eccezzione? No, assolutamente no!
Ogni 'affezione' virale, batterica  o da quant'altro, è davvero una grave minaccia (o non piuttosto una colossale cuccagna per le multinazionali - o mononazionali ...  del farmaco)? La vita, nella sua forma attuale, è avvenuta tramite il consociativismo, l'integrazione e la fusione trasformativa di forme di vita primarie, (ma  non primitive!) di micro-organismi, essi pure dotati di un altissimo livello d'evoluzione.
Qualcuno forse, mi chiederà, a questo punto, se voglio insinuare l'ennesima polemica contro la Scienza Medica Ufficiale, ossia di regime... Vuoi veder che questo pazzo sostiene la beneficità delle infezioni? No, io sostengo la beneficità delle 'affezioni', che, solo quando trovano nel nostro micro cosmo interno un habitat ideale, un pasto abbondante di tossine di cui si nutrirsi, virano in 'infezioni', queste sì pericolose!

Noi abbiamo bisogno di periodici contatti, almeno un po' approfonditi, con il microcosmo biologico che ci circonda e compenetra, e grazie al quale siamo vivi , per riparare i danni prodotti dal NOSTRO stile di vita innaturale.
Fino ad un certo punto, virus e batteri ci ... 'affettano', per così dire, a nostro e loro vantaggio. I virus nutrendosi del DNA danneggiato, che alligna soprattutto nelle popolazioni cellulari già divenute deboli.
I batteri, a loro volta mangiandosi le nostre tossine in eccesso. Per questo, giustamente, il nostro sistema immunitario lascia fare. Solo dopo alcuni giorni, grazie a ripetuti colpi di febbre, interviene con una massiccia produzione di anticorpi, per allontanare i commensali-spazzini, che stanno diventando troppo voraci e vivaci. Ma  la responsabilità é nostra, che abbiamo accumulato troppi messaggi chimici (tossine) e non chimici (stato d'animo), tossici.
Ed inoltre, se noi, sistematicamente sopprimiamo la febbre e ci bombardiamo con altri tossici (venduti soprattutto in farmacia), il più delle volte privi di qualunque ragionevole motivazione, finiremo per facilitare l'invasione e la moltiplicazione selvaggia di nuovi virua e batteri.

A mo' d'esempio, citerò quello che quotidianamente avviene nel nostro sistema idraulico - sanitario domestico. Continuamente arrivano nelle tubature residui organici ed inorganici d'ogni tipo. I primi sono in gran parte digeriti e resi fluidi dai microorganismi. Per i secondi ci vuole, invece un fil di ferro, forgiato ad uncino .... Ma quando la porcheria accumulata è troppa, il lavandino si ingorga. Allora va usato l'idraulico liquido, l'equivalemte della nostra febbre. Se l'draulico liquido è di qualità scadente (è stato diluito troppo, ad es.,con gli antifebbrili,  per mantenere la similitudine), o è troppo violento (ipertermia maligna, ad esempio), le cose si mettono ad andar male, L'ingorgo non si sgorga, oppure le condutture fondono!
Ma non basta: di quando in quando bisogna anche svuotare la ... fossa biologica. E questo lo si ottiene con il digiuno, o la dieta ristretta (immaginatevi se mentre pulite la vasca biologica, qualcuno continuasse a ... farla dentro!). All'occorrenza sevirà un buon clistere, ossia  l'intervento della ditta specializzata in svotamento dei pozzi neri ...

Smettiamola di dar la colpa di tutto a virus e batteri per primi, e poi anche a tutto il resto. Prendiamoci le doverose responsabilità nella nostra vita quotidiana, e quando ci ... 'abbeniamo', ossia produciamo la febbre, proviamo a restarcene solo a guardare, ammirando con stupore le 'mirabilia' che il nostro organismo sa compiere da sé, per saggezza ormai incorporata da miliardi d'anni. Restiamo tranquilli: siamo in bune mani!
E non chiamiamo subito quelli dei pozzi neri, che spesso, invece di svuotare, ci scaricano dentro una ulteriore valanga di solventi chimici, quando un po' d'idraulico liquido bastava ed ed avanzava!


Ah, quasi me ne scordavo. Tutte le volte che ho un disturbo di una certa entità: lombaggine, discopatia cervicale, stipsi, dolore meniscale, immancabilmente mi sale la febbre. Mi ficco a letto con sciarpa e cappotto, faccio una bella sudata e la mattina è tutto passato ... fortunato, vero (! ... ?)




domenica 11 dicembre 2011

Riparliamo di cancro, creativamente

Coni e bastoncelli danzano accarezzati dalla luce
Nell'infinitamente piccolo, a livello delle stringhe, sarebbe depositato uno degli infiniti segreti che compongono il mosaico infinito della verità.
La vita liberamente spira e fluisce, da un universo all'altro, grazie a quese ipotetiche stringhe, buchi bianchi sub nucleari, che tengono uniti i quark del protone, come delle altre particelle,  in un caleidoscopio continuamente cangiante e perennemente in contatto con l'essenza stessa della vita.
Nella microdimesione delle stringhe, che trascende la distanza di Fermi, sotto la quale le forze repulsive diverrebbero infinite, facendo scomparire il tutto in un nulla apparente e coerente con sè stesso, in quella segreta ed appartata microdimensione, dicevo, si creanno una serie di ipersfere, ipercubi ed iperpiramidi, ad 'n' dimensioni, all'interno delle quali possono liberamente circolare, fuori dalle leggi fisiche note del nostro universo, le informazioni ipercosmiche, a-spaziotemporali, con cui incessantemente si manifesta la forza creativa della Vita.

Il nostro DNA, creazione superspeciale della forza vitale, in una megadimensione macromolecolare ( mega rispetto alle stringhe!), grazie alla struttura esagonale simmetrica e speculare degli aminozuccheri che tengono insieme le due spirali, (scoperte, ma non create!, da Watson e Kreak), il nostro DNA, dicevo,  riesce, per risonanza, a captare il segnale non materiale e non ondulatorio, almeno nel senso della  nostra fisica attuale, che circola nel multiverso ad 'n' dimensioni, grazie alla speciale antenna, rivolta verso le profondità cosmiche, che è la nostra epifisi. A sua volta, tramite l'ipofisi, le informazioni che provengono dall'universo interno, il nostro organismo, sono riversate sugli aminozuccheri del DNA.
Se il segnale dell'unverso interno è armonioso (come accade quando vi è salute, cioè armonia di corpo mente e cuore), ossia lineare, coerente, continuo, come la luce laser, il DNA non protido-sintetico può correggere e riparae i danni di quel 10% di DNA preposto alla sintesi protido-enzimatica, salvando così l'organismo dal caos incoerente e divergente di informazioni, il cui paradigmatico esempio è ciò che viene chiamato cancro.

La chemio e radio terapia, purtroppo, intervengono ad uccidere alcune, ma non tutte, le cellule cancerogene, mentre aumentano il caos entropico della malinformazione di tutte le altre cellule.
I rimedi naturali vegetali (specie i cromogeni), come ho già cercato di spiegare in altra parte del blog, ci aiutano, per complementarietà metabolico-filogenetica, a riparare i danni che anche noi stessi arrechiamo al nostro patrimonio genetico, oltre quelli provenienti dall'ambiente esterno. Dobbiamo essere grati a questi antichissimi fratellini, che ancora ci aiutano, ma non possiamo delegare tutto a loro, specialmente ciò che possiamo e dobbiamo fare da noi!

Infatti noi possediamo una enorme capacità, tramite respiro, pensiero, movimento, alimentazione e stato d'animo, d'influenzare, a nostra volta, quel 90% di DNA, che la moderna biologia, vergognosamente, definisce inutile.
La Vita non è stupida come lo sono alcuni dei suoi discendenti, dall'apparenza esteriore umana!

A coloro che stanno vivendo nella disperazione di avere il cancro, ossia per esserselo creato, più o meno inconsciamente, da sè (giacchè le cause sterne esistono, ma sono solo concause, e non possiamo cambiare in un colpo l'ecosistema inquinato, in cui viviamo), io che di cancri ne ho avuti molti, e che attualmente ci convivo benissimo, propongo la seguente pratica.
Seduti, a busto eretto, ascoltate il respiro per cinque minuti, senza nessun intervento sullo stesso.
Iniziate quindi a pronunciare, lentamente, ad ogi inspiro, la parola AR - MO- NI- A...., ed espirando, inviatela a tutte le cellule.
Questo messaggio, che può essere sonoro o muto, nel giro di 10 o 15 minuti, giungerà ad essere percepito dal nostro DNA, che ritornerà in risonanza con la Forza Vitale ipercosmica, e comincerà a riparare i propri danni. Infatti, la forza vitale, a differenza dell'ambiete esterno, porta solo messaggi di vita!
Fate questo per almeno 15 minuti, più volte al giorno. Poi anche tutto il resto, ossia tutto ciò che riterrete più opportuno. Ma vi prego, radio e chemio il meno possibile!
Se fate, capirete: l'effetto positivo generale si manifesterà già con la prima pratica.
Per altre informazioni, potete consultare in questo stesso blog gli articoli 'Parliamo di cancro senza paura'.
Grazie, buna pratica e gioiosa vita, con o senza cancro.

Esprimo il mio ringraziamento al M° Yahiro per avermi insegnato, in pratica, l'esercizio proposto.

Aggiungo, infine, un breve commento alla foto in apertura di questo post. Si tratta di un' immagine tridimensionale, al microscopio elettronico a scansione, di una porzione di retina. I colori sono artificialmente aggiunti, ma l'immagine aiuta a capire, anche se solo in modo simbolico, i principi enunciati nell'articolo.
I bastoncelli, quelli chiari, lunghi e sottili, possono rappresentare le stringhe, che tengono uniti i Quark, qui rappresentati dai coni, di color verde, interposti fra i bastoncelli. Le sacche viola alla base sono i granuli cromogeni propri della retina, quelli che captano la luce e la ritramettono a coni e bastoncelli in frequenze specifiche per ciascun colore. A loro volta coni e bastoncelli  tramettono al sottostante nervetto ottico (non visibile), il segnale ricevuto. Voglio solo far notare come i cromogeni possano ben rappresentare, simbolicamente, altrettante uscite dai bastoncelli-buchi bianchi, in un'altra dimensione: cromogeni come 'sacche vitelline embrionarie' di un micro universo parallelo.
La luce, che crea la danza di coni e bastoncelli, in un cangiante caleidoscopio cromatico, rappresenta, infine, la Forza Vitale ipercosmica, che genera il tutto.




venerdì 9 dicembre 2011

Strauss Danubio Blu

Dedico questo famosissimo capolavoro a tutti quelli che stanno cercando il coraggio di guarire., e non solo dal cancro (vedi sotto e sopra). Buona vita.
Giuseppe


 

Lotta contro il cancro: una battaglia vinta?

Collaborazione (Iris in primavera)
No, la lotta contro il cancro si sta rivelando sempre più un guerriglia estenuante, che prelude ad una ritirata finale, stile Vietnam!
Questo per il modo con cui la lotta è stata impostata. Innanzitutto, solo facendo contro, senza cercare di approfondirne le vere cause, limitandosi, troppo spesso, ad una diagnosi precoce sbandierata come prevenzione! Il che ha finito per aumentato a dismisura il numero dei malati di cancro, che fino a quel momento erano portatori asintomatici dello stesso, senza però quasi nessuna utilità pratica, statistiche alla mano. Sono solo aumentati i ricoveri in anticipo sui tempi, mentre la sopravvivenza è stata aumentata, in pratica (e non sempre), solo di pochi mesi, ma apparentemente di molto tempo, solo per la diagnosi precoce ... Nessuna altra scienza, infatti, è altrettanto manipolabile della statistica, specie quando questa è impostata su meta-analisi  pilotate da enormi interessi economici di terzi. (Io stesso ne ho avuto una qualche esperienza, essendo stato ricercatore universitario, pur in altri campi, per alcuni anni. Era difficile resistere alla tentazione di ... adeguare un po' i risultati agli interessi di chi pagava, e molto bene, la ricerca: le grosse ditte del farmaco!)
 Sopravvivenza, inoltre, di persone (esseri umani!) sottoposte ad un regime assistenzialista semi coatto, voluto più dai parenti che dai pazienti. (Capisco, prima di tutto esorcizzare il malato ed allontanarlo dalla sua casa, dalla sua vita quotidiana, per sempre, fino al tragico decesso in ospedale. Sembra di sentire Dante : 'E voi costì, non isperate riveder lo cielo giammmai! Forse la migliore cosa che ho fatto nei trent'anni della mia vita di medico condotto è stata quella di assistere in casa, con gli opportuni controlli e le necessarie terapie, specie quando ormai radio e chemio erano diventate solo nocive, la maggior parte dei malati terminali di cancro. Molti sono morti mentre li tenevo per mano, e tutti erano contenti di morire nel proprio letto! Non credo di aver accorciato la vita, ripeto, la vita, e non la sopravvivenza, di alcuno, pur con tutte le mie mancanze ...).
Sopravvivenza condotta, spessissimo, tra le atroci sofferenze di radio e chemio terapie ad oltranza. L'ideale è che il paziente muoia con la flebo della chemio ancora attaccata, per poter dire che è stato fatto il possibile e l'impossibile, e rilanciare periodicamente le campagne rastrella-soldi fra i parenti (e non), delle vittime. Campagne che già di per sé la dicono lunga sulla tanto sbandierata vittoria ...
Parole di un pazzo anacronista che spara a zero sulla scienza medica? Nemmeno per sogno! Parole del più grande e famoso commentatore finanziario del NY Times (vedi Corriere della sera di oggi), tranne le righe inserite fra parentesi dall'autore di questo post...
Il notissimo commentatore economico, fra l'altro, è di orientamento conservatore. Il 'trionfo della medicina', sbandierato ai quattro venti da addetti ai lavori non sempre disinteressati, non ha retto alla spietata analisi finale dell'economia! Siamo alla resa dei conti finale. Possiamo gabbare tutti, ma non l'economia (sempre parole dello stesso commentatore).
L'assistenza prolungata (a vita) di pazienti terminali e preterminali, costa  mediamente 450000 dollari all'anno, a fronte di versamenti che, in tutta la vita, raggiungono mediamente i 150000 dollari. Così l'economista, ma io aggiungo: e questo non solo per il cancro, ma anche per le complcanze che coinvolgono ogni anno un enorme numero di diabetici, e così pure per i malati cardiovascolari, gli obesi e via dicento: tutti malati per eccesso di benesere e cattive abitudini di vita. Un solo ciclo di chemio, ad esempio, costa in media 400 dollari ... 
Questa analisi, impietosa e perentoria nell' indicazione del rimedio radicale, non prevede altra scelta per gli stati che cacciarli tutti fuori, altrimenti la bancarotta statale sarà inevitabile per eccesso di assistenzialismo. Così l'economista, ripeto, anche a costo di parer noioso ...
Da parte mia, da un pezzo ho deciso di vedere le cose da un altro punto di vista; per questo ho scritto, su questo stesso blog, quattro articoli sul cancro: 'Parliamo di cancro senza paura', di cui l'ultimo 'Il coraggio di guarire', a cui vi rimando. Quindi non mi ripeterò, e tanto meno entrerò in plemica pro o contro nessuno. Non serve a niente, quando ci sono tante altre cose da fare!
Ho riportato le notizie di cui sopra solo per avvisare che la medicina assistenziale sta crollando sotto il peso stesso  delle proprie velleità trionfalistico-propagandistiche, degli sprechi senza remora alcuna, delle proprie stesse contraddizioni, delle proprie malcelate cointeressenze economiche, delle mega truffe quotidiane condotte da dentro il sistema sanitario stesso ...
Purtroppo, dico purtroppo, siamo alla resa dei conti finale, inevitabilmente imposta dalle leggi dello stesso mercato economico mondiale.
Che fare? Voltare pagina, ricominciando da capo, come fa la formica quando si trova il formicaio calpestato dall'elefante. Ripartendo da dove è invitabile ripartire: corretta informazione e doveroso autoimpegno alla correzzione delle abitudini e dello stile di vita, sul piano fisico, mentale e spirituale, che del cancro, come di tutto il resto, sono la vera causa, ma che, una volta corrette, sono la sola strada che può condurci verso una vera guarigione, quella del coraggio, responsabile, di guarire!
Naturalmente, anche con l'aggiunta del doveroso sostegno e le necessarie cure, da parte degli addetti ai lavori, ma solo quello che è necessario, nulla di più e nulla di meno.
Gurdate la foto in alto: questo iris vive grazie alla propria forza vitale, all'ombra del pesco che lo protegge dal caldo troppo intenso, ma non avvinghiato a lui come l'edera! Impariamo dalla natura: le battaglie, come le guerre, si vincono solo combattendo con tutto se stessi ...